martedì 22 ottobre 2019

Il giusto tempo






"Non insistere
il fiore non sboccia
prima del giusto tempo.
Neanche se lo implori
neanche se provi ad aprire i suoi petali
neanche se lo inondi di sole.
La tua impazienza
ti spinge a cercare la primavera
quando avresti solo bisogno di
abbracciare il tuo inverno"

Ada Luz Márquez




venerdì 18 ottobre 2019

Felice è chi sa amare







Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non vuole avere; vuole soltanto amare.

(Hermann Hesse, Sull’amore, ed. Mondadori, 1988.)




martedì 8 ottobre 2019

Inno alla vita




Quando ho cominciato ad amarmi

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva
servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama
 autenticità

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
 rispetto.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho smesso di desiderare una vita diversa
e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi. Oggi so che questa si chiama
 maturità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato.
Da allora ho imparato ad essere sereno.
Oggi so che questa si chiama
 fiducia in sé stessi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
non ho più rinunciato al mio tempo libero
e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità,
ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi. Oggi so che questa si chiama
 semplicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni
e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso. All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
oggi so che questo si chiama
 amor proprio

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi facendo ho commesso meno errori.
Oggi so che questa si chiama
 umiltà.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato
o di preoccuparmi del futuro.
Oggi ho imparato a vivere nel momento presente, l’unico istante che davvero conta. Oggi so che questo si chiama
 benessere.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono reso conto che il mio Pensiero può
rendermi miserabile e malato.

Ma quando ho imparato a farlo dialogare con il mio cuore, l’intelletto è diventato il mio migliore alleato.
 Oggi so che questa si chiama saggezza.

Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e
i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
 Oggi so che questa si chiama vita.

Poesia attribuita a CHARLIE CHAPLIN


venerdì 27 settembre 2019

L'insegnamento dell'asino






Una mattina l'asino di un contadino cadde in un pozzo.. .

L' animale pianse fortemente per ore, mentre il contadino cercava di fare qualcosa per farlo uscire ...
Alla fine, il contadino decise che l'asino era già vecchio e il pozzo era ormai asciutto e non serviva e che anzi era giunto il momento di essere tappato in ogni modo, e convinto che davvero non valeva la pena di far uscire l'asino dal pozzo invitó  tutti i suoi vicini per essere aiutato a chiudere il pozzo per sempre.

Cosi’ afferrarono una pala e iniziarono a tirar terra dentro al pozzo...
L' asino rendendosi conto di quello che stava succedendo pianse orribilmente...
Poi, per sorpresa di tutti, si acquietó ...

Il contadino guardó in fondo al pozzo e si è stupì di quello che videro i suoi occhi...
con ogni badilata di terra, l'asino stava facendo qualcosa di incredibile:
si scuoteva la terra da sopra e la faceva cadere sotto di se e poi ci camminava sopra appiattendo la terra...

Molto presto tutti hanno videro con sorpresa come l'asino riuscì ad arrivare fino alla bocca del pozzo, è una volta passato sopra il bordo uscì fuori e se ne andò via trotterellando ...

La vita sta per lanciarti terra, ogni tipo di terra... il trucco per uscire dal pozzo è usarla per fare un passo verso l'alto.
Ognuno dei nostri problemi è un gradino verso l'alto...
Possiamo uscire dai più profondi vuoti se non ci diamo per vinti...
Usa la “ terra “ che ti buttano sopra per andare avanti.




giovedì 12 settembre 2019

12 settembre...


“TWO IS MEGLIO CHE ONE”


 Oggi si festeggia in doppio.

Compleanno di mio figlio  anni 45, e…
tamburo….48esimo anniversario matrimonio!

Un bel doppio, anche se noi diversamente giovani, rispetto a quel giorno. Ma penso personalmente un bel traguardo.
Siamo qui insieme, stamani abbiamo partecipato alla Santa Messa a noi dedicata, nella cappella di un ospizio per disabili e anziani, dove da anni è ospite la mia cara sorellina, Licia.
E’ stato molto bello, ne sono felice, la prima persona che ho abbracciato è stata lei.
Stasera sobriamente festeggeremo, brindando ad altri momenti felici che il Signore vorrà concederci.











domenica 1 settembre 2019

14ª Giornata per la Custodia del Creato




Oggi  1 settembre 2019  
14ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato

I Vescovi delle due Commissioni, per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, e dell'Ecumenismo e il dialogo, hanno elaborato un Messaggio per la celebrazione della 14ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato (1° settembre). Quest'anno la celebrazione nazionale sarà ospitata dalla diocesi di Cefalù e si svolgerà domenica 8 settembre 2019

"Quante sono le tue opere, Signore” (Sal. 104, 24) Coltivare la biodiversità
Imparare a guardare alla biodiversità, per prendercene cura: è uno dei richiami dell’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco. Esso risuona con particolare forza nel documento preparatorio per il Sinodo che nell’ottobre del 2019 sarà dedicato all'Amazzonia, una regione che è “un polmone del pianeta e uno dei luoghi in cui si trova la maggior diversità nel mondo” (“Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’Ecologia Integrale”, n.9).

La Giornata per la Custodia del Creato è allora quest'anno per la Chiesa italiana un’occasione per conoscere e comprendere quella realtà fragile e preziosa della biodiversità, di cui anche la nostra terra è così ricca. Proprio il territorio italiano, infatti, è caratterizzato da una varietà di organismi e di specie viventi acquatici e terrestri, a disegnare ecosistemi che si estendono dagli splendidi boschi delle Alpi – le montagne più alte d’Europa – fino al calore del Mediterraneo.



La Diocesi di Novara ha proposto la celebrazione per questa giornata l’appuntamento a Riale in Val Formazza, per un incontro di riflessione e preghiera insieme.

La riflessione della giornata diocesana a Riale Formazza, conclusa contemplando il creato con una passeggiata al lago di Morasco. "...che lo Spirito creatore guidi ogni uomo e ogni donna ad un'autentica conversione ecologica, secondo la prospettiva dell’ecologia integrale della Laudato Si’, perché - nel dialogo e nella pace tra le diverse fedi e culture - la famiglia umana possa vivere sostenibilmente sulla terra che ci è stata donata".




mercoledì 10 luglio 2019

Preghiera per la nostra terra





Dio Onnipotente,
che sei presente in tutto l’universo
e nella più piccola delle tue creature,
Tu che circondi con la tua tenerezza
tutto quanto esiste,
riversa in noi la forza del tuo amore
affinché ci prendiamo cura
della vita e della bellezza.
Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle
senza nuocere a nessuno.

O Dio dei poveri,
aiutaci a riscattare gli abbandonati
e i dimenticati di questa terra
che tanto valgono ai tuoi occhi.
Risana la nostra vita,
affinché proteggiamo il mondo e non lo deprediamo,
affinché seminiamo bellezza
e non inquinamento e distruzione.

Tocca i cuori
di quanti cercano solo vantaggi
a spese dei poveri e della terra.
Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa,
a contemplare con stupore,
a riconoscere che siamo profondamente uniti
con tutte le creature
nel nostro cammino verso la tua luce infinita.

Grazie perché sei con noi tutti i giorni.
Sostienici, per favore, nella nostra lotta
per la giustizia, l’amore e la pace.

(Papa Francesco) Nella Laudato sì, Enciclica sulla cura della casa comune.





venerdì 21 giugno 2019

Spirito e vita


Un fine settimana di Spirito, e in Spirito

L’ultimo fine settimana, l’ho trascorso con degli amici domenicani, in una cittadina marina, lungo la Riviera dei Fiori, Taggia.
 Lungo la Riviera dei Fiori sorge il borgo medievale di Taggia.  È la patria delle olive taggiasche, ma è anche la città dell’ardesia, di quella pietra scura e grigia che orna gli edifici della città.

Il borgo medievale di Taggia ha nel ponte – sito sul torrente Argentina – 
il suo simbolo, con una lunghezza di 260 metri e le sue 16 arcate. E poi c’è via Soleri, coi suoi straordinari edifici come il Palazzo Asdente – Carrega del Cinquecento e come il Palazzo Curlo, dove nel 1489 fu firmata la pace tra i guelfi, i ghibellini e i Doria. E poi la chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano con la sua facciata arancione, e il complesso monumentale di San Domenico con il convento e la chiesa gotica a conci bianchi e neri, con il chiostro, il refettorio e gli affreschi.
Ed è proprio in questo convento che ci siamo fermati per tre giorni, Il convento di San Domenico.



































Gli edifici, ad oggi considerati tra le più grandi pinacoteche della scuola pittorica ligure e nizzarda, furono costruiti tra il 1460 e il 1490 dai maestri comacini Gasperino da Lancia e Filippo da Carlono.
Nel suo interno, oltre alla presenza dei dodici altari, conserva pregiate opere pittoriche di diversi pittori, tra cui un'Adorazione dei Magi, attribuita al Parmigianino e cinque tele del pittore Ludovico Brea quali l'Annunciazione di Maria del 1494, la Madonna del Rosano del 1513, Santa Caterina del 1488, la Madonna della Misericordia del 1483-1488, il Battesimo di Gesù e Santi del 1495.

Tra le altre opere esposte quelle di Gregorio De Ferrari, Giovanni Canavesio, Raffaele De Rossi, Giovanni Battista Trotti (detto il Malosso) ed altri pittori dell'epoca.


La Chiesa gotica di San Domenico



Madonna della Misericordia


Parmigianino, Adorazione dei Magi, 1529, Chiesa di San Domenico, Taggia.



















A me è stata assegnata la cella n.4 , una cella spoglia, ma intrisa di storia e di fede. Sul muro vi era l’affresco di Santa Caterina da Siena.

Durante il giorno siamo stati ospiti della fraternità di Taggia, persone favolose, ospitali, e gioiose.









Ci hanno portato a visitare luoghi deliziosi, dalle cime dei monti altitudine 1400 mt, a caratteristici e pittoreschi borghi come Triora , il borgo delle streghe.

Alle mie spalle le Alpi Marittime








Triora è immersa in uno scenario incantevole, che sprigiona una forza arcana. Nell’alta valle Argentina l’aria è particolarmente inebriante, il silenzio profondo, e qualcuno ancora pensa che aleggino su questo paesaggio gli spiriti degli antichi Druidi che hanno celebrato riti in questi boschi.

Le streghe di Triora, tra storia e leggenda
Tra il 1587 e il 1589 l'entroterra fu devastato da una serie di terribili carestie, e la popolazione trovò il capro espiatorio nelle "streghe"
L'Inquisitore di Genova e Albenga e il prete Girolamo del Pozzo furono chiamati a verificare i sospetti del parlamento locale e in un batter d'occhio 20 donne si trovarono al centro del mirino. Le 20 streghe diventarono subito 30 e continuarono a moltiplicarsi in un crescendo di paranoia e denunce fatte.
 Insomma, bastava veramente poco, in questo piccolissimo paese, per finire al rogo con l'accusa di aver provocato pestilenze, piogge acide, moria del bestiame o addrittura di aver mangiato bambini in fasce.
Secondo le dicerie che si erano diffuse, le presunte streghe si sarebbero incontrate in località Cabotina, per i loro sabba con il diavolo.
I documenti dei processi e i verbali di interrogatorio sono attualmente conservati presso l'Archivio di Stato di Genova: a essere condannate, naturalmente, tutte donne a eccezione di un ragazzo.
Credo che il borgo sia luogo di molta curiosità e molto visitato. I negozietti espongono streghette ed elfi di  tutte le dimensioni.















La Cabotina della strega




La Messa festiva è stata celebrata nella Chiesa del convento di San Domenico, stupenda cornice di fede ed arte.
Insomma un fine settimana rigenerante, caro all’anima, al cuore e agli occhi.



martedì 11 giugno 2019

I fiori


 Dante Alighieri disse:

“Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini”



DEDICATA AL CALICANTO

Il profumo del giardino,
è troppo intenso, per seguire il vento,
sale su nuvole dolcissime
sonnolento e soave allo stordito
come un tenero sogno nella testa.
H. Hesse




Teste fiorite

Se invece dei capelli sulla testa
ci spuntassero i fiori, sai che festa?
Si potrebbe capire a prima vista
chi ha il cuore buono, chi la menta trista.
Il tale ha in fronte un bel ciuffo di rose:
non può certo pensare a brutte cose.
Quest’altro, poveraccio, è d’umor nero:
gli crescono le viole del pensiero.
E quello con le ortiche spettinate?
Deve avere le idee disordinate,
e invano ogni mattina
spreca un vasetto o due di brillantina.
(G.Rodari
)




Coltivo una Rosa Bianca

Coltivo una rosa bianca
in luglio come a gennaio
per l'amico sincero
che mi porge la sua mano leale.
E per l'amico sleale
che sconvolge la vita del mio cuore,
non coltivo né cardo ne' ortica
coltivo una rosa bianca.
Josè Marti (L'Avana 1853 - Dos Rios 1895)





Le immagini sono del mio balcone fiorito

mercoledì 22 maggio 2019

I giusti




Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere un’etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che premedita un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.

Chi accarezza un animale addormentato.

Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

(Jorge Louis Borges)

lunedì 29 aprile 2019

S. Caterina da Siena.



Il Signore è solito servirsi di umili e deboli creature per operare cose grandi: si servì di Ester per liberare il suo popolo dalla morte, di Giuditta per abbattere l'invitto Oloferne, si servì di Maria SS. per compiere la Redenzione, si servì di S. Caterina da Siena per dare la pace alla Chiesa e ai popoli del suo tempo. 


Caterina di Jacopo di Benincasa, conosciuta come Caterina da Siena, nacque nell’illustre città di Siena, nell’anno 1347.  È stata una religiosa, teologa, filosofa e mistica italiana. Venerata come santa, fu canonizzata da papa Pio II nel 1461, nel 1970 è stata dichiarata dottore della Chiesa da papa Paolo VI.

Già a sette anni la santa fanciulla manifestò una pietà non comune e una virtù tale per cui a otto anni fece voto di verginità.
Per mantenersi fedele a questa promessa restò sempre ritirata, parca nel parlare, in continua unione col Divino Sposo mediante l'orazione e particolarmente colla mortificazione del suo corpo che macerò con digiuni e flagelli ed ancor più con la mortificazione interna.
La fanciulla, fatta segno a ingiurie e villanie, rimase ferma tutto soffrendo per Gesù e infine fu vittoriosa. I suoi genitori, scorgendo la mano di Dio che difendeva e guidava la loro figliuola, le lasciarono piena libertà. 

D'allora in poi moltiplicò le sue penitenze esterne; quando però il confessore le impose un po' di moderazione, ella sapendo essere maggiore il valore dell'ubbidienza, subito le moderò. Fu ammessa nella Congregazione delle Terziarie Domenicane, ove trovò modo di esercitarsi in tantissime pratiche di mortificazione; tra le altre ammirabile fu il rigoroso silenzio che mantenne per tre anni.

Il Divin Maestro inoltre la rese degna d'imitarlo nella sua passione, facendola oggetto di disprezzo e di accuse anche da parte di chi le doveva riconoscenza e amore.
La Santa, con eroica carità, tutto soffrì e perdonò, ricambiando gl'ingrati con le cure più amorose.
Un cuore apostolico quale quello di Caterina non si limitava alla carità materiale; essa infatti ci lasciò i suoi scritti ascetici e le sue 300 e più lettere, piene di santo ardore, indirizzate a Pontefici, a pfincipi, a popoli in discordia tra di loro.
Ottenne dopo suppliche, preghiere, digiuni e colloqui, che il Papa da Avignone ritornasse a Roma; ottenne la pace tra città nemiche, ottenne frutti consolantissimi in tutta l'Europa.
Zelo e attività ammirabili in una donna! Nella Bolla di canonizzazione si legge: « Nessuno mai trattò con essa senza partirsene migliore di prima ».

Amava di straordinario amore e devozione il Papa, e lo chiamava il « dolce Cristo in terra ».

Il Maestro Divino, dopo averla favorita del dono celeste delle sante stimmate, di rivelazioni e miracoli, le diede quella immarcescibile corona per cui tanto si era affaticata, chiamandola in cielo il 29 aprile dell'anno 1380. Pio XII la proclamò Patrona Principale d'Italia. 

Alcune sue frasi
– L’amore proprio è miserabile, e partesi dalla giustizia, e commette le ingiustizie, e ha uno timore servile, che non gli lassa fare giustamente quello che debbe, o per lusinghe o per timore di non perdere lo stato suo.

– Nella amaritudine gusterai la dolcezza, e nella guerra la pace.
(dalla lettera A Stefano di Corrado Maconi, nelle Lettere)



Santa Caterina da Siena di Neroccio di Bartolomeo de' Landi
 Ecomuseo Siena



giovedì 25 aprile 2019

domenica 21 aprile 2019

E' Risorto!




E’ Pasqua. E’ festa. 

Gesù è risorto. Gesù è la risurrezione           
Ci dona la risurrezione per farci partecipare
alla grande festa di Dio                                                                                                                                                  
Le brutture del mondo ci fanno dubitare della Pasqua!
Dov’è la Pasqua in un mondo disumano, violento e ingiusto?
La Pasqua c’è nelle donne e uomini
che trasmettono vita e la custodiscono con amore;
C’è in chi si prende cura dei deboli, dei poveri
C’è quando vediamo occhi di luce e sorrisi
più belli di quanto la vita non lo permetta.
Anche noi siamo chiamati a nascere il mattino di Pasqua              
e a portare dentro di noi il seme della risurrezione. 


Buona Pasqua!