martedì 23 ottobre 2018

Lo straniero






Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti alla conferenza mondiale sul tema “xenofobia, razzismo e nazionalismo populista, nel contesto delle migrazioni mondiali”

Sala Clementina
Giovedì 20 settembre 2018

 Viviamo tempi in cui sembrano riprendere vita e diffondersi sentimenti che a molti parevano superati. Sentimenti di sospetto, di timore, di disprezzo e perfino di odio nei confronti di individui o gruppi giudicati diversi in ragione della loro appartenenza etnica, nazionale o religiosa e, in quanto tali, ritenuti non abbastanza degni di partecipare pienamente alla vita della società.
Questi sentimenti, poi, – ha aggiunto il Papa – troppo spesso ispirano veri e propri atti di intolleranza, discriminazione o esclusione, che ledono gravemente la dignità delle persone coinvolte e i loro diritti fondamentali, incluso lo stesso diritto alla vita e all’integrità fisica e morale. Purtroppo accade pure che nel mondo della politica si ceda alla tentazione di strumentalizzare le paure o le oggettive difficoltà di alcuni gruppi e di servirsi di promesse illusorie per miopi interessi elettorali.

La dignità di tutti gli uomini, l’unità fondamentale del genere umano e la chiamata a vivere da fratelli, trovano conferma e si rafforzano ulteriormente nella misura in cui si accoglie la Buona Notizia che tutti sono ugualmente salvati e riuniti da Cristo, al punto che – come dice san Paolo: - “Non c’è giudeo né greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio né femmina, perché tutti [… siamo] uno in Cristo Gesù”.(Gal 3,28)

In questa prospettiva, l’altro è non solo un essere da rispettare in virtù della sua intrinseca dignità, ma soprattutto un fratello o una sorella da amare. In Cristo, la tolleranza si trasforma in amore fraterno, in tenerezza e solidarietà operativa. Ciò vale soprattutto nei confronti dei più piccoli dei nostri fratelli, fra i quali possiamo riconoscere il forestiero, lo straniero, con cui Gesù stesso si è identificato. Nel giorno del giudizio universale, il Signore ci rammenterà: «Ero straniero e non mi avete accolto» (Mt 25,43). Ma già oggi ci interpella: “Sono straniero, non mi riconoscete?”.

  E quando Gesù diceva ai dodici :« Non così dovrà essere tra voi » (Mt 20,26),non si riferiva solamente al dominio dei capi delle nazioni per quanto riguarda il potere politico, ma a tutto l’essere cristiano. Essere cristiani, infatti, è una chiamata ad andare controcorrente, a riconoscere, accogliere e servire Cristo stesso scartato nei fratelli.





6 commenti:

  1. Evviva “questi” stranieri che faranno della nostra obsoleta, bruttina, malaticcia, provinciale, ignorante Italia una nazione nuova, gagliarda, bella, anzi bellissima. Vedere per credere.
    sinforosa

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    1. Grazie sinforosa, mi piace il tuo modo di essere sempre positiva!
      Sei una bella anima!
      Un abbraccio.
      Dani

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  2. Tutto riconduce al comandamento di Cristo: ama il tuo prossimo come te stesso.
    Abbraccio Dani.

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    1. E'vitale quel comandamento!
      Ciao August.
      Grazie
      Dani

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  3. Dani, vai da Lucia. Il suo blog è conciato male. Non si vedono i post dell'elenco lettura e i commenti non appaiono.
    Devi andare nelle impostazioni e correggere tutto. Togli gli agganci con Google+
    Grazie.
    Abbraccio.

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    1. Ho sentito Lucia, ci sta lavorando al blog con Fabrizio Castelli.

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