giovedì 31 maggio 2018

A Maria





Ultimo giorno di maggio, il mese mariano sta terminando, oggi ricorre la  festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, è una festa liturgica  della Chiesa Cattolica.
 La festa ricorda la visita che Maria Vergine fece alla sua parente Elisabetta dopo avere ricevuto l'annuncio che sarebbe diventata madre di Gesù per opera dello Spirito Santo.
In questa veste, Maria è chiamata Madonna della Visitazione.





 Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione.



Nell’esortazione apostolica di Papa Francesco  Gaudete et exsultate, che benchè porti la data del 19 marzo 2018, solennità di San Giuseppe, il testo è stato reso pubblico solo il 9 aprile successivo, l’ultimo capitolo, il paragrafo 176 conclude così:

176. Desidero che Maria coroni queste riflessioni, perché lei ha vissuto come nessun altro le
Beatitudini di Gesù. Ella è colei che trasaliva di gioia alla presenza di Dio, colei che conservava
tutto nel suo cuore e che si è lasciata attraversare dalla spada. È la santa tra i santi, la più
benedetta, colei che ci mostra la via della santità e ci accompagna. Lei non accetta che quando
cadiamo rimaniamo a terra e a volte ci porta in braccio senza giudicarci. Conversare con lei ci
consola, ci libera e ci santifica. La Madre non ha bisogno di tante parole, non le serve che ci
sforziamo troppo per spiegarle quello che ci succede. Basta sussurrare ancora e ancora: «Ave o
Maria».





Santa Maria, Vergine del meriggio, donaci l'ebbrezza della luce. Stiamo fin troppo sperimentando lo spegnersi delle nostre lanterne, e il declinare delle ideologie di potenza, e l'allungarsi delle ombre crepuscolari sugli angusti sentieri della terra, per non sentire la nostalgia del sole meridiano. Strappaci dalla desolazione dello smarrimento e ispiraci l'umiltà della ricerca. Abbevera la nostra arsura di grazia nel cavo della tua mano. Riportaci alla fede che un'altra Madre, povera e buona come te, ci ha trasmesso quando eravamo bambini, e che forse un giorno abbiamo in parte svenduto per una miserabile porzione di lenticchie. Tu, mendicante dello Spirito, riempi le nostre anfore di olio destinato a bruciare dinanzi a Dio: ne abbiamo già fatto ardere troppo davanti agli idoli del deserto. Facci capaci di abbandoni sovrumani in Lui. Tempera le nostre superbie carnali. Fa' che la luce della fede, anche quando assume accenti di denuncia profetica, non ci renda arroganti o presuntuosi, ma ci doni il gaudio della tolleranza e della comprensione. Soprattutto, però, liberaci dalla tragedia che il nostro credere in Dio rimanga estraneo alle scelte concrete di ogni momento sia pubbliche che private, e corra il rischio di non diventare mai carne e sangue sull' altare della ferialità.
Don Tonino Bello






A te levo i miei occhi, santa Madre di Dio.

Vorrei fare della mia casa una casa nella quale Gesù sia presente, come ha promesso a quelli che si riuniscono nel suo nome.

Tu hai accolto il messaggio dell’Angelo come un messaggio che viene da Dio, e hai ricevuto, per la tua fede, la grazia incomparabile di accogliere in te Dio stesso.

Tu hai aperto ai pastori e ai Magi la porta della tua casa in modo che nessuno si stupisse della sua povertà o della sua ricchezza.

Sii tu, nella mia casa, colei che accoglie.


Perché quanti hanno bisogno di conforto siano confortati;

quanti desiderano rendere grazie possano farlo;

quanti cercano la pace possano trovarla.

E possa ognuno ritornare nella sua casa con la gioia di avere incontrato Gesù, Via, Verità e Vita. 





3 commenti:

  1. per noi è la festa della rosa, stasera alle 20 con una rosa in mano al rosario nella nostra minuscola cappella.

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  2. Un post che chiude egregiamente il mese mariano, grazie mille.
    sinforosa

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