giovedì 4 gennaio 2018




MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Papa Francesco: “Chi fomenta paura contro migranti semina violenza, discriminazione e xenofobia”

 Parole chiare. Radici evangeliche. E nessun sconto a quei politici che alla ricerca di consenso alimentano chiusure e razzismo

E’ centrato sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace che si  è celebrata, il 1° gennaio 2018. Papa Francesco ricorda gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati. Tutti alla ricerca di “un luogo dove vivere in pace” a causa di guerra, fame, “discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”.
I migranti e i rifugiati sono “uomini e donne in cerca di pace”. Perciò i cittadini nei Paesi di destinazione e i governanti sono invitati a praticare “la virtù della prudenza” per “accogliere, promuovere, proteggere e integrare” i migranti e rifugiati, “stabilendo misure pratiche”, “nei limiti consentiti dal bene rettamente inteso”. È questo, in sintesi, l’invito di Papa Francesco contenuto nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace che si celebra il 1° gennaio, intitolato quest’anno “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. Il Papa mette in guardia contro la “retorica” di chi “fomenta la paura dei migranti a fini politici” seminando “violenza, discriminazione razziale e xenofobia”, ed esorta le nazioni ad approvare i patti globali Onu per migrazioni sicure e per i rifugiati di cui si discuterà nel 2018.
“La pace è aspirazione profonda di tutti”.
 La pace, scrive Papa Francesco, “è un’aspirazione profonda di tutte le persone e di tutti i popoli, soprattutto di quanti più duramente ne patiscono la mancanza”. Per trovare un luogo di pace, ricorda, “molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, a subire fatiche e sofferenze, ad affrontare reticolati e muri innalzati per tenerli lontani dalla meta”. “Ci sarà molto da fare prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura – afferma -. Accogliere l’altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un’attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi già esistenti, nonché delle risorse che sono sempre limitate”.
Quindi l’invito ai governanti che hanno una precisa responsabilità verso le proprie comunità – sottolinea Papa Francesco -, delle quali devono assicurarne i giusti diritti e lo sviluppo armonico, per non essere come il costruttore stolto che fece male i calcoli e non riuscì a completare la torre che aveva cominciato a edificare”.
No a “retorica” di chi “fomenta la paura dei migranti a fini politici”.“Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano”, in quanto figli e figlie di Dio.
Citando san Giovanni Paolo II quando parlava dei profughi tra le conseguenze di “una interminabile e orrenda sequela di guerre, di conflitti, di genocidi, di ‘pulizie etniche'”, che avevano segnato il XX secolo, il Papa fa notare che nemmeno il XXI secolo “ha finora registrato una vera svolta: i conflitti armati e le altre forme di violenza organizzata continuano a provocare spostamenti di popolazione all’interno dei confini nazionali e oltre”. “Tutti gli elementi di cui dispone la comunità internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro – sottolinea -. Alcuni le considerano una minaccia. Io, invece, vi invito a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace”. Il Papa fa notare che i migranti e rifugiati portano con sé “un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native”, perciò “arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono”. Si possono quindi
trasformare “in cantieri di pace le nostre città, spesso divise e polarizzate da conflitti che riguardano proprio la presenza di migranti e rifugiati”.
 Papa Francesco conclude ricordando le “quattro pietre miliari per l’azione” espresse tramite i verbi “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Sottolineando anche che il 2018 condurrà alla “definizione e all’approvazione da parte delle Nazioni Unite di due patti globali, uno per migrazioni sicure, ordinate e regolari, l’altro riguardo ai rifugiati”. Patti che rappresenteranno “un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche”. “Per questo – sottolinea Papa Francesco – è importante che siano ispirati da compassione, lungimiranza e coraggio, in modo da cogliere ogni occasione per far avanzare la costruzione della pace: solo così il necessario realismo della politica internazionale non diventerà una resa al cinismo e alla globalizzazione dell’indifferenza”. Il Papa invita la comunità internazionale al “dialogo” e al “coordinamento”, prevedendo la possibilità che “al di fuori dei confini nazionali” anche “Paesi meno ricchi possano accogliere un numero maggiore di rifugiati, o accoglierli meglio, se la cooperazione internazionale assicura loro la disponibilità dei fondi necessari”.









Ognuno di noi, faccia suo questo messaggio di pace e apertura, cominciando da chi è accanto a noi, nelle nostre città, e paesi, deve essere un impegno 
di T U T T I. 




2 commenti:

  1. Bellissimo messaggio come ogni parioa del santo Padre.
    sinforosa

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  2. Da Nord a Sud, le culle della penisola si riempiono di 'nuovi italiani'. A Milano e a Roma circa 500 nuovi nati al mese hanno genitori stranieri ed è boom di figli di immigrati anche nei reparti di ostetricia di Prato, Piacenza, Modena, Parma, Mantova, Ravenna, Brescia, Alessandria, Cremona, Lodi, Pavia, Bologna, Reggio Emilia e Asti. Qui i i bimbi di origine straniera sono oltre un quinto del totale dei nuovi nati. Non solo. Da Paese-corridoio per raggiungere il Nord Europa, il nostro si sta trasformando sempre più in un Paese-destinazione: sono ben 14 milioni i potenziali migranti diretti verso l'Italia, mentre i residenti stranieri con permesso di lungo periodo sono ormai la stragrande maggioranza (63%). Sono queste alcune novità contenute nel Dossier Statistico Immigrazione 2017, curato dal Centro studi e ricerche IDOS con il Centro studi Confronti.
    Il pianeta immigrazione. Il Dossier, in 480 pagine piene di dati e tabelle, calcola la presenza straniera regolare (immigrati residenti con una qualche forma di permesso di soggiorno) complessiva in 5.359.000 persone, una cifra quasi identica a quella degli italiani residenti all'estero, che sono oggi 5.383.199. Tra il 2007 e il 2016 la popolazione straniera residente in Italia è aumentata di 2.023.317 persone. "L'ulteriore rinvio della riforma della legge 81/1992 sulla cittadinanza risulta ancora più inescusabile - scrivono in proposito i curatori del Dossier - se si tiene conto dell'elevata quota di giovani stranieri nati in Italia". Secondo le previsioni demografiche dell'Istat, nel 2065 potrebbero essere 14,1 milioni i residenti stranieri e 7,6 milioni i cittadini italiani di origine straniera: nell'insieme, dunque, più di un terzo della popolazione.
    Destinazione Italia. Secondo un'indagine internazionale condotta da Gallup nel 2017, un terzo della popolazione subsahariana e un quarto dei residenti nell'Europa non comunitaria vorrebbero emigrare. Nel gruppo dei Paesi mete possibili di questi potenziali flussi si colloca anche l'Italia: sono 14 milioni i migranti - sempre potenziali - che sceglierebbero il nostro Paese, che si piazza al 9° posto tra tutte le destinazioni.
    Il "tesoro" degli immigrati. Nel 2015 gli occupati stranieri hanno prodotto una ricchezza di 127 miliardi di euro, vale a dire l'8,8% del Pil, ed hanno dichiarato in media redditi di 11.752 euro annui a testa, pari a un totale di 27,3 miliardi di euro. Hanno inoltre versato Irpef per 3,2 miliardi, in media 2.265 euro a testa (gli italiani 5.178). "Continua così a essere notevole - rileva il Dossier Idos - il beneficio finanziario assicurato dagli immigrati ai conti pubblici, compreso tra 2,1 e 2,8 miliardi di euro a seconda del metodo di calcolo". Presentando il bilancio 2016, il presidente dell'Inps Tito Boeri ha sottolineato che senza immigrati il Paese nei prossimi 22 anni potrebbe risparmiare 35 miliardi di euro di prestazioni a loro destinate, ma così facendo rinuncerebbe a 73 miliardi di entrate contributive, con una perdita netta di 38 miliardi di euro. Anche perché i pensionati non comunitari nel 2016 sono stati 43.830 su un totale di 14.114.464. L'incidenza degli stranieri sul totale degli assegni di pensione in Italia è quindi di appena lo 0,3%.


    MSN fonte Repubblica


    Abbraccio Dani.

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