mercoledì 16 agosto 2017

Un fiore generoso


Una fiaba…mai raccontata


"In un verdissimo prato contornato da tante chiazze colorate viveva una pianta con tanti grossi fiori gialli, insieme a tante altre sue gemelle. Pianta che attirati in primavera il maggior numero d'insetti per impollinare i suoi fiori, li vedeva trasformare in tanti piccoli semi, che potevano planare nell'aria con l'aiuto del vento, grazie ai lunghi filamenti bianchi posti come dei raggi di sole sulla testa del loro esile corpo. In un giorno come tanti altri, quando ormai la stagione era matura e tutto pronto per l'addio dei semi dalla madre pianta, uno di questi nel vedere dalle altre piante il volar via degli altri semi di soffioni esclamò «Mamma perché dobbiamo andarcene?». «È così che le cose sono sempre andate e così devono andare» gli spiegò la madre, cercando di fargli accettare quanto stava succedendo. «Io non voglio lasciarti qui tutta sola, mamma, come sta accadendo per le altre piante» replicò il piccolo seme alla madre «Non è giusto» continuò. «Figlio mio anche io prima di te sono stata un seme e ho dovuto lasciare mia madre e tutti i miei fratelli, solo così il mondo può proseguire» aggiunse la madre. Il piccolo seme però non ne voleva sapere di ascoltare la madre, convinto dell'ingiustizia di quanto stava accadendo, così non appena il vento autunnale iniziò a soffiare sempre più forte lui rimase lì stretto stretto a colei che lo aveva generato. «Non vado via mamma... io no!» disse mentre i fratelli pian piano prendevano il volo, verso quella che sarebbe stata la loro nuova vita, in un futuro ancora incerto. Una ventata ancor più potente si portò via in un attimo un intero ramo, tutti in una volta quei semi iniziarono il loro solitario viaggio, ma lui era ancora lì, attaccato con tutte le sue forze.


Così uno a uno i fratelli del seme, compagni in quella breve vita, senza fare alcuna resistenza andarono via; era rimasto solo lui... quando in un istante d'apparente quiete un soffio di vento lo prese alla sprovvista e anche lui si allontanò dalla pianta. «Nooo...» gridò inutilmente il piccolo seme, ma ormai la madre non poteva più ascoltarlo, era da solo lì sospeso in aria a volteggiare da una parte e da un'altra, in balia del vento. 
Vedendo alcuni dei suoi fratelli che lo accompagnavano in questo viaggio e altri invece che si fermavano in qualche posto. 
Superata la prima iniziale paura, di quanto stava accadendo, il seme iniziò a guardarsi intorno, il prato che conosceva e dove era nato non c'era più, ma ora vedeva cose che mai aveva visto prima. «È stupendo» esclamò quando vide un azzurro fiume pieno di pesci che vi nuotavano dentro. «Fantastico...» disse alla vista di immense montagne con le cime completamente innevate. La meraviglia del seme non trovò fine, non immaginava di trovarsi davanti a tante belle cose, lui che prima aveva conosciuto solo quel prato che ora gli sembrava così piccolo e pallido di fronte alle bellezze naturali che nemmeno immaginava che esistessero. Valli, pianure, laghi, boschi gli si presentavano innanzi. Quando poi il vento, che l'aveva sospinto in quel suo viaggio alla scoperta del mondo, si placò, il piccolo seme planò leggero leggero verso il basso in una immensa distesa dove solo il nulla gli faceva compagnia; ancora non sapeva che lì avrebbe passato il resto della sua vita. Giunto sulla terra si adagiò in una insenatura e passarono giorni, settimane, mesi, con l'alternarsi del sole e della luna, del giorno e della notte. Poi fitte piogge si fecero sempre meno intense, le giornate diventavano sempre più lunghe e là dove si era posato il seme fece la sua comparsa una verde gemma. La primavera stava arrivando nuovamente e ciò che una volta era un seme divenne dapprima germoglio e poi una pianta ricoperta di tanti bei fiori gialli, così il piccolo seme di soffione capì di far parte del circolo della vita e che anche lui avrebbe generato altri suoi simili per consentire il continuo rigenerarsi del mondo. 
Scritta da Alessio Sgrò



Il tarassaco è un’erba spontanea diffusa in tutto il territorio italiano, si trova ovunque in natura: campi, bordi delle strade, pascoli fino a 2000 metri di altitudine. Al genere taraxacum appartengono ben 60 specie distinte con ecotipi. La sua diffusione ha determinato diversi nomi popolari, il tarassaco viene chiamato anche “Dente di leone”, “soffione”, “stella gialla” o “capo di frate”, “insalata matta” o “cicoria selvatica”.

I vari nomi derivano dalle usanze popolari come ad esempio dente di leone che si riferisce alla forma dentellata delle foglie, oppure soffione perché la sua infruttescenza crea palle di semi leggeri che tutti i bambini, e non solo, amano soffiare via leggeri come fossero bolle di sapone di Madre Natura.





Dal fiore giallo si è trasformato in una lunare sfera leggera, ricamata dalle coroncine di piumette attaccate ai semini che se ne stanno stretti stretti al centro del...soffione. 





...quel seme che un giorno diventerà un bocciolo verde, un largo fiore giallo...un altro soffione.



Il piccolo Etereo Cappuccio
Poggiato sulla Testa -
Modisteria flessibile
Di un Dio sagace -

Fin quando scivola via
Un nulla alla volta -
E il Dramma del Soffione
Si estingue in uno stelo.


Emily Dickinson

4 commenti:

  1. Condivido la saggezza che emerge in questo post.
    Abbraccio Dani.

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  2. che bello qst post

    sai non spevo di essere stata la tua' musa ispiratrice' x il tuo blog :-)
    a te abbino il n.8x il candy

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