giovedì 27 luglio 2017



Due rose fresche et colte in paradiso

Due rose fresche, et colte in paradiso
l’altrier, nascendo il dí primo di maggio,
bel dono, et d’un amante antiquo et saggio,
tra duo minori egualmente diviso

5con sí dolce parlar et con un riso
da far innamorare un huom selvaggio,
di sfavillante et amoroso raggio
et l’un et l’altro fe’ cangiare il viso.

- Non vede un simil par d’amanti il sole -
10dicea, ridendo et sospirando inseme;
et stringendo ambedue, volgeasi a torno.

Cosí partia le rose et le parole,
onde ’l cor lasso anchor s’allegra et teme:
o felice eloquentia, o lieto giorno!


Francesco Petrarca- Canzoniere Rerum vulgarium fragmenta




All'alba del primo giorno di maggio un uomo non più giovane, ma saggio ed esperto d'amore ha raccolto due rose in un meraviglioso giardino e ne ha donate una a Laura e una a Petrarca. 
I due passeggiavano insieme e il saggio li definisce una coppia superba, tanto che il sole non ne ha mai vista una uguale e così li fa arrossire. Petrarca che in questo sonetto ricorda l'evento è felice, ma allo stesso tempo è preoccupato dalle parole dell'uomo. 
Il luogo in cui avviene l'incontro è utopico, il paradiso, si tratta di un'iperbole ma in questo caso si può tradurre con un giardino meraviglioso in cui regnano pace, serenità e bellezza: il posto ideale dove ambientare un incontro tanto idilliaco, dove il loro amore viene definito sublime e senza pari.
 Il donatore delle rose è l'espressione dei desideri di Petrarca, quest'uomo dice e fa esattamente ciò che il poeta vorrebbe che succedesse o fosse successo, sia quando dice loro “non vede un simil par d'amanti il sole”, sia quando li abbraccia e gli da solennità pubblica, proclamando al mondo la perfezione del loro amore “et stringendo ambedue, volgeasi a torno”. 
Alla descrizione del saggio è dedicata tutta la prima terzina, egli viene descritto come un uomo meraviglioso in grado di far innamorare anche un rozzo, perché così conferisce a ciò che dice maggior credibilità.

1 commento:

  1. Petrarca è il fondatore dell'umanesimo.
    Ciao Dani.

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