martedì 7 marzo 2017

Un libro




…”E poi ho visto i suoi occhi”.

Quelle virgolette che aprono un dialogo nella pagina bianca della vita : la necessità di parlare con la persona a cui appartenevano quegli occhi. E poi la congiunzione “e” a indicare che  il flusso della vita precedente si svolgeva anonimo e senza sussulti, e a un tratto erano apparsi occhi a guardare proprio lui, proprio lei. Finalmente  la vita acquistava senso ed era necessario quel “poi”, prima del quale tutto era informe o uniforme, cioè non aveva forma o ne aveva una sola, sempre uguale. Quegli occhi che fra milioni si posano su di noi e solo su di noi, come a dirci “ scelgo di guardare te, fra tutti “, ci tirano fuori dell’anonimato, dalla terra degli sbagliati e degli invisibili, aggiungendo la dimensione della profondità alla nostra vita, perché  ci raggiungono dove originiamo. Quello sguardo ci perdona di essere come siamo, ci permette di abbassare le difese per lasciarci amare, ci rivela che andiamo bene così, con le nostre insufficienze e fragilità.


Da - L’arte di essere fragile - di Alessandro d’Avenia



3 commenti:

  1. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

    Hai letto il suo romanzo: "Bianca come il latte, Rossa come il sangue?".
    CFiao Dani.

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  2. Non ho letto il romanzo, ma ho visto il film,al cineforum dell'hospice. Molto bello, anche se triste.
    Ciao August, grazie. Serena notte.
    Dani

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  3. Grazie Dani. Buona giornata. E' più bello il libro, come sempre.Nel secondo è migliorato, cresciuto come scrittore "Cose che nessuno sa" Poi il terzo che è storia "Ciò che inferno non è" La storia di don Puglisi" Lui suo alunno parla della mafia e della bellezza della Puglia. L'ultimo lo stai leggendo e a quanto pare sei più avanti di me.Buona festa

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