sabato 4 febbraio 2017

L'amore per l'umanità



Lesortazione apostolica AMORIS  LÆTITIA, di Papa Francesco
non cambia la dottrina con nuove norme ma indica un modo differente di interpretarle: ecco come e per quali categorie di persone


L’amore e il matrimonio
il matrimonio va oltre ogni moda
passeggera e persiste. La sua essenza è radicata
nella natura stessa della persona umana e del suo
carattere sociale. Implica una serie di obblighi,
che scaturiscono però dall’amore stesso, da un
amore tanto determinato e generoso che è capace
di rischiare il futuro.
 Scegliere il matrimonio in questo modo
esprime la decisione reale ed effettiva di trasformare
due strade in un’unica strada, accada quel
che accada e nonostante qualsiasi sfida. A causa
della serietà di questo impegno pubblico di
amore, non può essere una decisione affrettata,
ma per la stessa ragione non la si può rimandare
indefinitamente. Impegnarsi con un altro in
modo esclusivo e definitivo comporta sempre
una quota di rischio e di scommessa audace.
Il rifiuto di assumere tale impegno è egoistico,
interessato, meschino, non riesce a riconoscere
i diritti dell’altro e non arriva mai a presentarlo
alla società come degno di essere amato incondizionatamente.
D’altra parte, quelli che sono veramente
innamorati. tendono a manifestare agli altri
il loro amore. L’amore concretizzato in un
matrimonio contratto davanti agli altri, con tutti
gli obblighi che derivano da questa istituzionalizzazione,
è manifestazione e protezione di un
“sì” che si dà senza riserve e senza restrizioni.
Quel “sì” significa dire all’altro che potrà sempre
fidarsi, che non sarà abbandonato se perderà attrattiva,
se avrà difficoltà o se si offriranno nuove

possibilità di piacere o di interessi egoistici.

Atto d’amore non solo come procreazione,e diritto alla vita
«Spesso abbiamo presentato il matrimonio in modo tale che il suo fine unitivo, l’invito a crescere nell’amore e l’ideale di aiuto reciproco sono rimasti in ombra per un accento quasi esclusivo posto sul dovere della procreazione. Né abbiamo fatto un buon accompagnamento dei nuovi sposi nei loro primi anni, con proposte adatte ai loro orari, ai loro linguaggi, alle loro preoccupazioni più concrete. Altre volte abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono», scrive il Papa, facendo quella che lui stesso definisce «una salutare reazione di autocritica».

L’insegnamento della Chiesa « aiuta a
vivere in maniera armoniosa e consapevole la comunione
tra i coniugi, in tutte le sue dimensioni,
insieme alla responsabilità generativa. Va riscoperto
il messaggio dell’Enciclica Humanae vitae di
Paolo VI, che sottolinea il bisogno di rispettare la
dignità della persona nella valutazione morale dei
metodi di regolazione della natalità. […] La scelta
dell’adozione e dell’affido esprime una particolare
fecondità dell’esperienza coniugale ». Con
particolare gratitudine, la Chiesa « sostiene le famiglie
che accolgono, educano e circondano del
loro affetto i figli diversamente abili ».
In questo contesto, non posso non affermare
che, se la famiglia è il santuario della vita, il
luogo dove la vita è generata e curata, costituisce
una lacerante contraddizione il fatto che diventi
il luogo dove la vita viene negata e distrutta. È
così grande il valore di una vita umana, ed è così
inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente
che cresce nel seno di sua madre, che in
nessun modo è possibile presentare come un diritto
sul proprio corpo la possibilità di prendere
decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine
in sé stessa e che non può mai essere oggetto di
dominio da parte di un altro essere umano. La famiglia
protegge la vita in ogni sua fase e anche al
suo tramonto.

Il desiderio sessuale nelle nozze
«Il bisogno sessuale degli sposi non è oggetto di disprezzo - scrive il Papa - e non si tratta in alcun modo di mettere in questione quel bisogno». Anzi, quando in una coppia di coniugi si coltiva la sessualità «per impedire che si verifichi l’impoverimento di un valore autentico».


Divorziati e risposati
Divorziati e risposati «non sono scomunicati» e davanti a situazioni complesse o «irregolari» bisogna «accompagnare, discernere e integrare la fragilità». E valutare caso per caso: «I divorziati che vivono una nuova unione possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide». Francesco in una nota scrive :«In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore».

« Di fronte a situazioni difficili e a famiglie
ferite, occorre sempre ricordare un principio generale:
“Sappiano i pastori che, per amore della
verità, sono obbligati a ben discernere le situazioni”
. Il grado di responsabilità
non è uguale in tutti i casi, e possono esistere
fattori che limitano la capacità di decisione.
Perciò, mentre va espressa con chiarezza la dottrina,
sono da evitare giudizi che non tengono
conto della complessità delle diverse situazioni,
ed è necessario essere attenti al modo in cui le
persone vivono e soffrono a motivo della loro
condizione ».

Mamme single
Rispetto alle donne che devono allevare un figlio da sole il Papa esorta la Chiesa ad avere«una cura speciale per comprendere, consolare, integrare, evitando di imporre loro una serie di norme come se fossero delle pietre, ottenendo con ciò l’effetto di farle sentire giudicate e abbandonate».


Se una donna deve allevare
suo figlio da sola, per una separazione o per altre
cause, e deve lavorare senza la possibilità di
lasciarlo a un’altra persona, lui cresce in un abbandono
che lo espone ad ogni tipo di rischio, e
la sua maturazione personale resta compromessa.
Nelle difficili situazioni che vivono le persone
più bisognose, la Chiesa deve avere una cura
speciale per comprendere, consolare, integrare,
evitando di imporre loro una serie di norme
come se fossero delle pietre, ottenendo con ciò
l’effetto di farle sentire giudicate e abbandonate
proprio da quella Madre che è chiamata a portare
loro la misericordia di Dio. In tal modo, invece di
offrire la forza risanatrice della grazia e la luce del
Vangelo, alcuni vogliono “indottrinare” il Vangelo,
trasformarlo in « pietre morte da scagliare
contro gli altri »

La donna
In questo breve sguardo sulla realtà, desidero
rilevare che, per quanto ci siano stati notevoli
miglioramenti nel riconoscimento dei diritti
della donna e nella sua partecipazione allo spazio
pubblico, c’è ancora molto da crescere in alcuni
paesi. Non sono ancora del tutto sradicati costumi
inaccettabili. Anzitutto la vergognosa violenza
che a volte si usa nei confronti delle donne, i
maltrattamenti familiari e varie forme di schiavitù
che non costituiscono una dimostrazione di forza
mascolina bensì un codardo degrado. La violenza
verbale, fisica e sessuale che si esercita contro
le donne in alcune coppie di sposi contraddice
la natura stessa dell’unione coniugale. Penso alla
grave mutilazione genitale della donna in alcune
culture, ma anche alla disuguaglianza dell’accesso
a posti di lavoro dignitosi e ai luoghi in cui si
prendono le decisioni. La storia ricalca le orme
degli eccessi delle culture patriarcali, dove la donna
era considerata di seconda classe, ma ricordiamo
anche la pratica dell’“utero in affitto” o la
« strumentalizzazione e mercificazione del corpo
femminile nell’attuale cultura mediatica ».42 C’è
chi ritiene che molti problemi attuali si sono verificati
a partire dall’emancipazione della donna.
Ma questo argomento non è valido, « è una falsità,
non è vero. È una forma di maschilismo ».43
L’identica dignità tra l’uomo e la donna ci porta
a rallegrarci del fatto che si superino vecchie forme
di discriminazione, e che in seno alle famiglie
si sviluppi uno stile di reciprocità.

Educazione sessuale
Sì all’educazione sessuale: «Il Concilio Vaticano II prospettava la necessità di “una positiva e prudente educazione sessuale” che raggiungesse i bambini e gli adolescenti «man mano che cresce la loro età» e «tenuto conto del progresso della psicologia, della pedagogia e della didattica». Dovremmo domandarci se le nostre istituzioni educative hanno assunto questa sfida», conclude il Pontefice.

Al di là delle comprensibili difficoltà
che ognuno possa vivere, occorre aiutare
ad accettare il proprio corpo così come è stato
creato, perché « una logica di dominio sul proprio
corpo si trasforma in una logica a volte sottile di
dominio sul creato. […] Anche apprezzare il proprio
corpo nella sua femminilità o mascolinità è
necessario per poter riconoscere se stessi nell’incontro
con l’altro diverso da sé. In tal modo è
possibile accettare con gioia il dono specifico
dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore, e arricchirsi
reciprocamente ».304 Solo abbandonando
la paura verso la differenza si può giungere a liberarsi
dall’immanenza del proprio essere e dal
fascino per sé stessi. L’educazione sessuale deve
aiutare ad accettare il proprio corpo, in modo
che la persona non pretenda di « cancellare la differenza
sessuale perché non sa più confrontarsi
con essa ».305
286. Non si può nemmeno ignorare che nella
configurazione del proprio modo di essere, femminile
o maschile, non confluiscono solamente
fattori biologici o genetici, ma anche molteplici
elementi relativi al temperamento, alla storia familiare.

Famiglie omosessuali
Per quanto riguarda i diversi tipi di famiglie, Papa Francesco scrive che «dobbiamo riconoscere la grande varietà di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita», ma sottolinea che «le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio».

Eutanasia
« La valorizzazione della fase
conclusiva della vita è oggi tanto più necessaria
quanto più si tenta di rimuovere in ogni modo il
momento del trapasso. La fragilità e dipendenza
dell’anziano talora vengono sfruttate iniquamente
per mero vantaggio economico. Numerose famiglie
ci insegnano che è possibile affrontare le
ultime tappe della vita valorizzando il senso del
compimento e dell’integrazione dell’intera esistenza
nel mistero pasquale. Un gran numero di
anziani è accolto in strutture ecclesiali dove possono
vivere in un ambiente sereno e familiare sul
piano materiale e spirituale.
L’eutanasia e il suicidio assistito sono gravi minacce 
per le famiglie in tutto il mondo. 
La loro pratica è legale in molti Stati. La Chiesa, 
mentre contrasta fermamente queste prassi, sente il 
dovere di aiutare le famiglie che si prendono cura dei 
loro membri anziani e ammalati ».
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“Quando, come confessori, ci rechiamo al confessionale per accogliere i fratelli e le sorelle, dobbiamo sempre ricordarci che siamo strumenti della misericordia di Dio per loro; dunque stiamo attenti a non porre ostacolo a questo dono di salvezza! Il confessore è, egli stesso, un peccatore, un uomo sempre bisognoso di perdono; egli per primo non può fare a meno della misericordia di Dio, che lo ha “scelto” e lo ha “costituito” (cfr Gv 15,16) per questo grande compito”.
Papa Francesco


2 commenti:

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