mercoledì 8 febbraio 2017

Canto dei Cantici



Il libro del Cantico dei Cantici:

Come è stato commentato…

Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.
Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
profumo olezzante è il tuo nome,
per questo le giovinette ti amano.
Attirami dietro a te, corriamo!
M'introduca il re nelle sue stanze:
gioiremo e ci rallegreremo per te,
ricorderemo le tue tenerezze più del vino.
A ragione ti amano!

(Cantico dei cantici 1,4)



Enzo Bianchi - Priore della comunità di Bose

Il bacio Canta un celebre poeta ebreo russo: “Mia colomba, tu sai come ci baciamo noi ebrei? (Ma penso anche noi cristiani!) Quando il cuore non si distingue più dal cuore dell’altro, quando petto contro seni nessuno dei due sa chi dei due respira, quando materiale e immateriale spariscono e non resta che un solo soffio, quando non esistono più parole ma solo il parlare degli occhi, quello è il bacio”. Il bacio umano, per questo è invocato all’inizio del Ct, è innanzitutto il volto contro volto; perché l’amore terreno nel suo vertice è il mantenimento, è il desiderio del volto; non ci si perde con i baci in un caos, non c’è da percorrere un sentiero che porti 13 alla fusione, sogno impossibile! Ci deve essere nel bacio l’ebbrezza del faccia a faccia, cioè dell’alterità celebrata, io e tu, uno di fronte all’altro; nel bacio in cui si parlano le pupille degli occhi, ci si osserva e si vedono le pupille dilatarsi, palpitare quasi, questo è il bacio umano. Neanche l’amplesso ha valore senza il bacio, l’amore non è a-prosopon, senza volto; altrimenti se l’amore avvenisse senza la visione del volto sarebbe un amore cosificato, sarebbe l’amore colto in modo disorganico, come un insieme di strumenti di piacere. Non è un caso che nella prassi della prostituzione difficilmente ci sia posto per il bacio; non è un caso che le riviste pornografiche mettano sempre un’ostensione del sesso, siano martellanti affermazioni di meccanica dell’amore, ma non sanno quasi dare il senso della totalità dell’amplesso di cui il volto contro volto è la chiave necessaria per capirlo. Il bacio è l’inizio dell’amore celebrato ma è anche l’inizio dell’ebbrezza del desiderio.
 Arthur Rimbaud ne parla come desire d’ebresse, desiderio d’ebbrezza, ma come emerge il desiderio è subito raffigurazione, è subito scena. Dopo che questa donna ha detto “mi baci con i baci della sua bocca” il desiderio gli scatena l’immaginario che accende e nutre il desiderio: “le tue carezze...”, dodîm in ebraico, sono molto di più che delle carezze; un’espressione forse attuale che riesce a rendere questo termine è petting, “... inebriano più del vino”. Ecco l’ebbrezza che inizia dal bacio.
I sensi all’opera Questa ragazza non solo immagina i baci, esperienza degli occhi, ma nel suo immaginario vorrebbe fare un’esperienza totalizzante con i cinque sensi: con gli occhi, mai stanchi di desiderare; poi l’esperienza del gusto nel bacio; poi si augura gli effetti del tatto, il toccare; infine vorrebbe sentire l’altro 14 anche attraverso l’odorato. Sapete che ognuno di noi ha un suo odore e un tempo si era molto più affinati nel sentire gli odori, la gente era molto più esercitata a percepire l’odore dell’altro. Forse era un tempo in cui l’altro portava con sé un profumo.

Origene

Intorno al titolo stesso di Cantico dei cantici. Infatti questa espressione è dello stesso tipo di quello che nella tenda dell’alleanza è chiamato santo dei santi ., di quelle che nei Numeri sono dette opere delle opere e di quelli che in Paolo sono detti secoli dei secoli […]
In che cosa differisca dai santi il santo dei santi abbiamo spiegato, nei limiti delle nostre capacità, nelle Omelie sull’Esodo, e in che cosa differiscano le opere dalle opere delle opere nelle Omelie sui Numeri. E non abbiamo neppure trascurato l’espressione secoli dei secoli nei passi in cui l’abbiamo incontrata: per non ripetere le stesse cose, siano sufficienti quelle spiegazioni. Ora invece per prima cosa cerchiamo quali siano i cantici dei quali questo è detto essere il Cantico. Ritengo che i cantici siano quelli che prima venivano cantati dai profeti e dagli angeli: infatti si dice che la legge è stata amministrata per mezzo di angeli nelle mani del mediatore. Pertanto tutto ciò che è stato annunciato da costoro erano cantici cantati in precedenza dagli amici dello sposo: invece questo è il solo cantico che doveva essere cantato, quale carme nuziale, proprio dallo sposo che ormai stava per ricevere la sposa; ed essa non vuole che le sia cantato dagli amici dello sposo, ma ormai desidera ascoltare proprio le parole dello sposo presente, dicendo: Mi baci con i baci della sua bocca . Per tale motivo ben a ragione esso è preposto a tutti i cantici. Infatti tutti gli altri cantici, che la legge e i profeti cantarono, sembrano essere stati cantati alla sposa ancora troppo giovane e che non era ancora entrata nella maturità: invece questo cantico è cantato a lei ormai adulta e valida, adatta ad accogliere la capacità generatrice dell’uomo e il perfetto mistero.

Lidia Maggi Pastora battista

 Il nostro percorso sarà quello di leggere, ma poi la vostra responsabilità è, una volta letto il testo biblico, rileggerlo;  a questo punto, metterete a tacere le vostre domande, per provare a vedere quello che vi dice il testo e rileggere soprattutto quei passaggi che sono oscuri,che non capite, che sono strani... consapevoli anche di trovarci di fronte a un testo poetico.
Il testo poetico ancora di più va riletto, perché il testo poetico è come una canzone: la canzone non si ascolta una volta, anzi la prima volta non la si orecchia bene, ma poi, quando la si è imparata, ogni tanto “mi ritorna in mente” potremmo dire. Ecco questa dovrebbe essere un po’ la sfida metodologica nell’entrare nel testo biblico perché noi vedremo che ci scontreremo con tutta una serie di istanze che sono importantissime legate all’etica, all’etica sessuale che non vanno taciute, anzi! Però vediamo che mondo ci configura questo racconto, che mondo ci mette in scena.
Qui il gioco amoroso è strutturato in modo tale che lei va verso lui, lui va verso lei, si incontrano, si amano, fanno pure l’amore, ma questo non esaurisce la ricerca, perché c’è una distanza che si ricrea e che riaccende il desiderio... e via, via c’è un movimento l’uno verso l’altra. Allora questa è una prima cosa che voglio dirvi, che non c’ è nessuna sposa. Chiaramente si è voluta un po’ istituzionalizzare questa voce di eros, per cui l’amica, l’amata, la bella è diventata la sposa e lui è diventato lo sposo. Poi, certamente, con il metodo storico critico “gli archeologi” del testo ci hanno aiutato in questo, dicendoci che questi sembrano più dei canti sponsali. Addirittura nel 1800 qualcuno aveva ritrovato una tribù beduina che usava dei cantici simili per celebrare le nozze. 11 Allora anche se è evidente e vero che nel testo non si parla di sposa e di sposo, però è chiaro che il setting (n.r:il contesto entro cui avviene un evento sociale) è il setting del matrimonio. Questi sono i canti d’amore che si cantano durante un matrimonio, mentre ci sono i festeggiamenti. Noi di tutto questo sappiamo niente. E' pura fantasia, è pura teoria. Non è scritto da nessuna parte che questi siano canti d’amore, che si cantano al matrimonio. E ho il sospetto che dietro al tentativo di collocare in un setting istituzionale questi canti, ci sia l'intento di “addomesticare”, in un altro modo, il Libro del Cantico dei Cantici , che è davvero “ indomabile”. Ma è un Libro che è all’interno della Bibbia. Che sia all’ interno della Bibbia è molto importante, perché questo ci dice che questi poemi vanno presi come unità, pur nella diversità di diversi poemi come singolo Libro, vanno presi come unità, come stiamo facendo noi, ma sempre in dialogo con il contesto più grande in cui sono collocati. 



I dipinti di Chagall,grande pittore russo,
che vediamo qui, furono da lui dedicati proprio al CANTICO DEI CANTICI 




Quello di Chagall sul Cantico dei Cantici è un vero (midrash )  uno dei metodi ebraici di interpretazione e commento dei testi sacri ebraici,realizzato con i colori anziché con le parole.



Secondo gli studiosi la versione definitiva del Cantico dei Cantici
sarebbe avvenuta nel periodo che va dal 5° al 3° secolo avanti Cristo…



Si tratta di uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre Scritture.


Racconta in versi l’amore tra due innamorati,
con tenerezza ma anche con un ardire di toni
ricco di sfumature sensuali e immagini erotiche…


Ma è certo uno di quelli maggiormente amati
per la sua capacità evocatrice dell’immensa forza dell’amore.





























3 commenti:

  1. Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,
    opera di mani d’artista.
    Il tuo ombelico è una coppa rotonda
    che non manca mai di vino aromatico.
    Il tuo ventre è un covone di grano,
    circondato da gigli.
    Che dire? Mi sembra esagerato inserirlo nelle letture della Santa Messa.
    Ciao Dani.

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  2. Il "bacio" è un opera meravigliosa,quasi una lirica dell'amore.Chagall mi piace un po meno.
    Ciao Dani,fulvio

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  3. L'espressione dell'amore nelle pittura può essere soggettiva, ma è sempre meravigliosa.
    Grazie.
    Dani

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