martedì 13 dicembre 2016

Una buona notizia...

Sul supplemento di Avvenire di dicembre, Luoghi dell'infinito, il teologo Pierangelo Sequeri ha citato una “Annunciazione”.  Un opera del mio caro amico Riccardo Paracchini,  e che, anche molti di voi conoscono da  quando esisteva ancora la piattaforma di Splinder, e poi ha continuato su Word Press.
Pierangelo Sequeri,fa' riferimento ad un suo dipinto in collezione all'Università Cattolica di Milano.


Da Luoghi dell'infinito, dicembre 2016. Dal testo di Pierangelo Sequeri*

(*Pierangelo Sequeri, teologo e preside del Pontificio istituto Giovanni Paolo II)
Il lavoro mi ha colpito molto, soprattutto per la straordinaria e originale risoluzione in termini di "materia pittorica" - non didascalica, non intellettualistica, ma neppure semplicemente emozionale e retorica - delle molte componenti simboliche di un tema così denso come quello di Annunciazione-Incarnazione.

LA SEMPLICITÀ DELL'IMPOSSIBILE

Per non parlare del contesto. La stanza, il luogo chiuso dell'Annunciazione che simboleggia il grembo dell'incarnazione, che si lascia commutare nel più aperto e ampio ingresso-giardino della casa della nuova creazione e della nostra ammissione all'ospitalità di Dio, aperta alla generazione del Figlio. Il letto stesso, con il suo evidente simbolismo nuziale, che a volte c'è e non c'è allo stesso tempo (Leonardo). E talvolta c'è soltanto quello. Nella rilettura recente del pittore Riccardo Paracchini (2011) la ragazza è intercettata dall'angelo invisibile (solo le ali si lasciano vedere, ma come fossero ali della Donna) prima che si corichi. Ancora seduta sul letto viene avvolta dal suo passaggio in cui si compie la trasformazione.
Insomma, c'è da ragionare anche per teologi ed esegeti. In ogni caso, con frutto per entrambi. 
L'immaginazione dell'arte forza la simbolicità del dettaglio e oltrepassa la linearità del concetto. Ma porta allo sguardo piegature del testo ed e del senso dell'esperienza di rivelazione che non sono accessibili in altro modo. E che il concetto, da solo, finisce per semplificare o per sciogliere, con secca perdita delle suggestioni stesse offerte dal racconto sacro e dall'esperienza umana dell'evento. Per non perdere di vista il Mistero cristiano, in cui lo Spirito abita le forme e le forze del sensibile umano, in modo che è possibile solo a Dio, è bene che l'arte e la teologia, senza confondere i loro doni spirituali, non si perdano di vista.

Grande Ric!

6 commenti:

  1. Riccardo?
    Un punto di riferimento.
    Grazie Dani.
    Ciao.

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  2. Mi sono rallegrata con Ric perchè quell'opera mi sembra di averla partorita insieme a lui. Ricordo le lunghe conversazioni su Skype in cui mi faceva partecipe del suo progetto. Bei tempi, quelli in cui ci si frequentava di più e si condivideva tutto quello che ci accadeva. Per fortuna c'è Qualcuno che ci chiama alla stessa mensa.

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    1. Ricordo anch'io con molto piacere! Le nostre chiacchierate e video a tre, e poi il nostro trovarci e ritrovarci visavis. Bello molto bello!
      Ciao Anto un bacione, grande!
      Dani

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  3. Brava Dani! Ho parlato con Ric e questa mattina analizzavo con lui il moderno titolo de "l'Annunciazione".
    E bravo Ric. Buonanotte.

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    1. Grazie Lucia, festeggiato l'onomastico?
      Buona giornata!♥
      Dani

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