domenica 18 settembre 2016

Una giornata bella




Ieri abbiamo trascorso una giornata a Chieri ospiti dei fratelli domenicani, e presenti, le fraternite del Piemonte, per la gioia di stare insieme, pregare e fare festa. La chiesa di san Domenico con annesso il convento è molto bella. E’ una chiesa austera e solenne.


 Secondo una tradizione, sarebbe stato san Domenico in persona a fondare il convento domenicano di Chieri, passando in città nel 1220. 
Il primo insediamento avvenne a ridosso della prima cerchia di mura. È possibile che i religiosi ricevessero l’incarico di officiare la chiesa di Santa Maria del Portone, cui apparterrebbero gli archi tornati alla luce nel 1651, quando si ristrutturò il convento. L’ipotesi non è confermata, ma appare verosimile.
Non si conosce la data di costruzione della chiesa attuale: essa, comunque, iniziò verso il 1326, anche se fu consacrata solo nel 1388. Secondo il canone tipico degli Ordini mendicanti era a croce latina, con tre navate: solo nel XV secolo si incorporarono le adiacenti cappelle laterali, occupando lo spazio tra i contrafforti che consolidavano la muratura. Il campanile, che con i suoi 52 m è il più alto della città, venne iniziato contemporaneamente alla chiesa, ed era sicuramente ultimato nel 1381, anno in cui il Comune elargì una somma per acquistare le campane.
Nell’arco della sua lunga storia la chiesa ebbe a subire numerose trasformazioni: la prima nel ’400, con la costruzione delle cappelle laterali, poi tra il 1486 e il 1660 con la costruzione delle volte. Nel 1802, con la soppressione degli Ordini religiosi decretata dalla Rivoluzione francese, il convento venne trasformato in ricovero per anziani religiosi di ogni congregazione. Con la Restaurazione fu il primo convento domenicano a riaprire in Piemonte, ma nel 1855 i frati dovettero nuovamente andarsene, questa volta per la soppressione degli ordini imposta da Vittorio Emanuele II. L’edificio fu messo all’asta, acquistato dal Comune e, in sequenza, usato come collegio civico, come caserma e come riformatorio. Il ritorno definitivo dei frati avvenne nel 1871.

Alla chiesa (55×18 m) si accede varcando un maestoso portale racchiuso da una cornice in cotto. Iniziando dalla navata di destra, la prima cappella è quella del Crocifisso, che conserva il nome del grandioso Crocifisso attribuito a Martino da Casale, oggi collocato nella sala capitolare. Seguono la cappella della Madonna di Lourdes (in origine semplice corridoio da cui si accedeva al “cortile dei morti” all’interno del convento) e la cappella di San Domenico, dominato dalla tela del Morgari che raffigura il Sogno di San Domenico.

 Qualche scatto fotografico a ricordo…

La cappella










8 commenti:

  1. Veramente una bella giornata.
    Ciao Dani.

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  2. Ciao Daniela, passo velocemente a lasciarti un saluto dopo un'interminabile assenza. Fortunatamente ora sto meglio e quindi sono tornata al blog.
    Un abbraccio.
    Antonella

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    1. Bentornata Antonella, felice tu stia meglio, allora passo a trovarti.
      Un abbraccio.
      Dani

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  3. Ciao Daniela,
    passo per salutarti e visto che ci sono ascolto la PFm con questo brano strepitoso e leggo il tuo post
    un abbraccio e buon inizio settimana

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