domenica 4 settembre 2016

Santa Madre Teresa di Calcutta

L'incontro a Novara, al palazzetto dello sport, Madre Teresa
 e Aldo Del Monte nostro Vescovo di allora.


 Ho incontrato Madre Teresa, al palazzetto dello sport, quando venne a Novara, su invito del responsabile dell’ufficio Missionario, era il lontano 1980 per la giornata dedicata delle missioni. Sono trascorsi trentasei anni, ma è stato un incontro indimenticabile, accompagnavo con il mio parroco di allora, il gruppo giovanile.  Madre Teresa ,una piccola persona, che emanava una grande luce. Propongo un testo, di Monsignor  Bandera in occasione della sua scomparsa.

MADRE TERESA: QUEL GIORNO A NOVARA

Di fronte allo sgomento per la scomparsa di Madre Teresa di Calcutta, che ha pervaso il mondo intero nei giorni scorsi, si è invogliati di riscoprire il suo eccezionale carisma di amore verso i poveri, ripercorrendo le tappe di un itinerario lunghissimo che Madre Teresa ha percorso sulle strade dei cinque continenti per poter dare ai più poveri ed emarginati quella voce che il mondo che conta spesso e volentieri ha loro negato. Una tappa di questo cammino si è impressa indelebilmente nel vissuto più bello della nostra diocesi, quando il cammino di Madre Teresa si incrociò con la Comunità novarese. Era l'11 ottobre 1980, quando la piccola-grande suora, già famosa ed insignita del premio Nobel per la pace, arrivò a Novara.
I contatti telefonici ed epistolari che nei mesi precedenti avevamo avviato per averla tra noi, avevano già messo in risalto la sua umiltà e più ancora la disponibilità per presentare ciò che Lei riteneva indispensabile per ogni cristiano, cioè la carità verso i poveri. La sua giornata a Novara prevedeva tre appuntamenti, in Duomo al mattino con le religiose, sempre in Duomo al pomeriggio una S. Messa con il mondo della sofferenza al quale Madre Teresa volle dare il conforto della sua presenza e un incontro alla sera al Palazzetto dello Sport con la Comunità Diocesana, in modo particolare con i giovani.
Furono tre momenti esaltanti! Tutta la diocesi si strinse attorno a Madre Teresa con affetto e gratitudine, riconoscendo in Lei non solo una suora generosa e disponibile verso tutti, specialmente i più emarginati, ma soprattutto individuando nella sua esile persona uno dei personaggi più significativi di questi anni sulla scena mondiale.
Di quella giornata forse si sono attenuate le parole, i discorsi, ma non è difficile incontrare ancora oggi gente che rivive con commozione i gesti che scandirono la sua presenza tra noi. Ripercorriamoli. Alle religiose convenute numerosissime ad ascoltarla, Madre Teresa lasciò un semplice messaggio "impariamo ad andare incontro ai poveri con rispetto". Una giovane suora a nome di tutte le religiose diocesane consegnava a Madre Teresa un dono simbolico: le ostie per la celebrazione eucaristica preparate dalle Benedettine di San Giulio. (Gioverà ricordare che quella suora - Giustina Zanato - qualche anno più tardi partirà per l'Amazzonia brasiliana profondamente toccata da quell'incontro).
Ai sofferenti Madre Teresa disse: " Datemi le vostre mani per soccorrere i poveri della vostra città, datemi il vostro cuore per amarli", parole che toccarono profondamente i presenti che Le si strinsero attorno con estremo calore.
Alla sera al Palazzetto successe di tutto! Un tifo quasi da stadio esplose quando al termine di una veglia intensissima di preghiera, Mons. Aldo Del Monte con un gesto tanto semplice ed inatteso quanto spontaneo e generoso si tolse la sua croce pettorale per metterla al collo di Madre Teresa. Un fremito di commozione pervase tutti quanti mentre i giovani, agitando fazzoletti, scandivano a gran voce "Te-re-sa, Te-re-sa" e poi "Al-do, Al-do" quasi a ringraziare il Vescovo per questo suo gesto così significativo. Nel riceverlo Madre Teresa disse:"Questo dono mi legherà per sempre a Novara".
Sul palco, a rappresentare tutti i missionari novaresi c'era Don Mario Zanetta (ora Vescovo di Paulo Afonso, Brasile) che palpitava per il clima incandescente creatosi al Palazzetto: " Sembra di essere al Maracanà!", ma tutto quella sera convergeva su di Lei, quella donna eccezionale che sorrideva con gli occhi e le rughe, che parlava la lingua del cuore, quella lingua per la quale non c'è bisogno di interpreti, perchè si intuiva e si capiva perfettamente che Madre Teresa era venuta tra noi a proclamare il dovere di amare i poveri e di difendere la vita.
Ora che non c'è più resta la sua grande e stupenda lezione di vita e a chi come noi ha avuto l'onore e la gioia di incontrarla e conoscerla, la responsabilità di continuare il cammino che ci ha indicato. Grazie Madre Teresa.

Settembre '97


Don Mario Bandera direttore dell’ufficio missionario

3 commenti:

  1. Una santa come Madre Teresa rende credib ile l'uomo.
    Ciao Dani.

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  2. Sì,m a non bisogna perdere fiducia nell'uomo...E' immagine di Dio. Ricordiamoci la misericordia!
    Ciao August, oggi un poco giù, è mancato un uomo di trentacinque anni, ha sofferto molto, anche la solitudine, si chiamava Ehibor, era una persona speciale, che era grato di tutto ciò che riceveva, e ti ringraziava sempre sorridendo, fino all'ultimo.

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  3. l' unica con Padre Pio e pochi altri. loro li abbiamo conosciuti.

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