domenica 11 settembre 2016

Il pellegrino




Il mio sogno :  percorrere il cammino di Santiago di Compostela.
Ho preso alcune informazioni relative al cammino.

Il pellegrino è uno che cerca l'infinito, che compie la via del pellegrinaggio come simbolo della vita. Il pellegrinaggio nasce come occasione di venerazione della tomba dell'apostolo san Giacomo



Nel secolo VIII viene scoperta la tomba dell'apostolo San Giacomo: da allora si produce un fenomeno storico che giunge ai nostri giorni e che si conosce, appunto, come il pellegrinaggio a Santiago. Ciò che attrae pellegrini è questa possibilità di venerare la tomba dell'apostolo e ciò implica due cose: 1) il potersi trovare in modo autentico, in un rapporto vivo con il Signore e 2) convertirsi a Lui. Questo costituisce la sostanza del pellegrinaggio a Santiago dal secolo IX fino ai nostri giorni. Nel primo secolo il pellegrinaggio a Santiago ha prodotto dei frutti dentro e fuori della chiesa: dentro la chiesa ha generato un sentimento di comunione, unità, il desiderio di vivere in modo sempre più autentico il vangelo. A partire dai secoli IX-X-XI-XII, comincia a profilarsi la chiesa universale, la comunione universale con il pontefice romano (è il movimento riformatore nella chiesa che si conosce con il nome di Riforma Gregoriana). Il pellegrinaggio contribuisce in modo sostanziale a questo rinnovamento e produce effetti anche fuori dalla chiesa. Prima del IX secolo, ad esempio, non si poteva parlare di Europa: con Carlo Magno e con l'impero da lui instaurato si comincia a parlare di cristianità (ancora non si parlava di Europa, se ne parlerà più tardi perché mancava un sentimento europeo, non esisteva il senso dell'Europa). La chiesa che diviene una, comincia a dar forma all'esistenza dell'Europa e a un sentimento europeo. Il pellegrinaggio verso Santiago e i pellegrini, sono gli agenti più vivi, , i trasformatori di questa nuova realtà che sarà poi l'Europa. Queste sono le origini: la memoria perché sia operante, deve essere vissuta da coloro che sono protagonisti del momento storico in cui ci si trova, ossia noi dobbiamo renderla operante e vivente. Come rendere operante la memoria che ci è offerta dal pellegrinaggio? In due modi: l'Europa che abbiamo davanti ai nostri occhi è una realtà che cerca una unità e l'ha raggiunta o la sta raggiungendo per alcuni aspetti (economici, sociali, politici). È sufficiente tutto ciò che si sta facendo sul piano politico, economico, culturale, per l'unità europea? Non staremo costruendo una unità europea basata sull'egoismo, l'opportunismo, la convenienza materiale? Occorre dare anima all'unità Europea, perché neppure le comunità culturali possono esistere senz'anima. Se questo è uno dei problemi che si pone oggi l'unità europea, quale può essere il nostro contributo? Andare in pellegrinaggio a Santiago. Bisognerebbe essere coscienti del fatto che occorre di nuovo ripercorrere quella via per incontrare il Signore, per costruire la chiesa, l'unità della chiesa, l'unità apostolica della chiesa, per scoprire la chiesa come Sacramento della gloria di Dio e per riscoprire l'uomo chiamato a vivere la propria vita di fronte alla gloria di Dio. Questo modo di vivere la vita umana, la vita cristiana e della chiesa, può implicare un occasione importante di riforma della chiesa e può offrire le basi per trovare un nuovo fondamento di unità per gli europei.


Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Si tratta  (a seconda del sentiero e dell'allenamento) di un percorso di 800 km per la durata di 1 mese.

CHI SONO I PELLEGRINI DI OGGI?

Da più un trentennio a questa parte il Cammino di Santiago ha ritrovato una nuova vitalità tanto che, se nel Medioevo fu motivo d’incontro e scambio culturale tra le genti del Mondo Antico (motivo per il quale nella seconda metà degli anni ’80 fu definito “Primo itinerario culturale Europeo”), oggi è diventato un fenomeno mondiale; è facile infatti trovare sul Cammino persone di ogni nazionalità, ben oltre quelle europee. Negli ultimi anni si è stimato che oltre 200.000 pellegrini giungano ogni anno a Santiago.
Ci sono credenti e non, cristiani e persone di altre fedi: ad accomunare tutti quelli che si mettono in cammino è  la voglia di vivere un’esperienza che permetta di ritrovare la vera natura dell’uomo (“schiacciata” dalla frenesia e ansia del nostro tempo), le profondità del proprio cuore, della propria anima… Poi c’è chi è mosso dalla ricerca del trascendente e chi parte a causa di eventi, o prove che la vita gli ha posto davanti: una malattia, un dolore, una perdita ma anche una grande gioia arrivata inattesa.


Piazza dell'Obradoiro è l'ultima tappa per chi conclude il "Cammino di Santiago di Compostela" prima dell'ingresso nella Cattedrale.
Santiago de Compostela: Lo spettacolo dell'arrivo di pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo in piazza dell'Obradoiro

Sono i pellegrini del famoso Cammino di Santiago de Compostela i veri custodi della magia, dello spettacolo e delle sensazioni di piazza dell'Obradoiro.

Cattedrale di Santiago di Compostela

Il “botafumeiro” è forse uno dei simboli più noti e popolari della cattedrale di Santiago de Compostela. La prima menzione conosciuta del celebre (ed eccezionale) incensiere dal peso di oltre 50 chili risale al Codice Callistino, composto verso il XV secolo e in cui si racconta che veniva usato nelle grandi solennità del calendario liturgico.
Il botafumeiro è maneggiato da otto uomini (chiamati “tiraboleiros”) grazie a un sistema di pulegge che permette che oscilli nella navata della cattedrale, ai lati dell’altare, raggiungendo una velocità anche di 70 chilometri all’ora. Nel suo vertiginoso viaggio nella cattedrale










I giorni ufficiali in cui si possono vedere in azione il Botafumeiro ed i "tiraboleiros" nella cattedrale di Santiago di Compostela sono:

•il 6 di gennaio in occasione della ricorrenza dei Re Magi;
• 50 giorni dopo la Santa Pasqua in occasione della  Pentecoste;
• il 12 maggio, ossia il giorno in cui la chiesa festeggia l'Ascenzione di Gesù al cielo;
• il 23 maggio per la ricorrenza dell' Anniversario della Battaglia di Clavijo;
• il 25 luglio per la ricorrenza della festa di Santiago de Compostela;
• il 15  agosto per la ricorrenza dell' Assunzione di Maria in Cielo;
• il 1° novembre per la ricorrenza della festa di Tutti i Santi;
• l'8 dicembre in occasione della ricorrenza dell' Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria;
• il 25 dicembre in occasione del Santo Natale;
• il 30 dicembre per la ricorrenza della traslazione delle reliquie del Santo Apostolo;
• Tutti i venerdì dell'anno durante la messa che inizia alle 19:30.



Ho attinto queste notizie  dal Corriere, da siti web, e  dall’archivio delle mostre del Meeting di Rimini del 1988,  una mostra che mi ha particolarmente colpita, tanto da desiderare di fare questo cammino, ma... che forse, resterà solo un sogno.



1 commento:

  1. Dani, sei una fonte inesauribile di informazioni.
    Grazie.
    Buona domenica.

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