mercoledì 6 luglio 2016

Beati i misericordiosi....



Serva di Dio Dorothy Day

Donna americana di squisita intelligenza e con una forte personalità, Dorothy Day è nata a New York nel 1897 ed è morta nel 1980.
Giornalista rivoluzionaria e riformatrice sociale, Dorothy è passata dal rigetto del cristianesimo come «oppio dei popoli», all'accoglienza radicale del Vangelo, da cui ha attinto la sua forza per seguire Gesù, in uno spirito di povertà
Approdò santamente alle “opere di misericordia” dopo aver vissuto per molti anni in una spasmodica ricerca della verità e della santità che non riusciva a identificare. Fu atea, anarchica, socialista, contestatrice e ribelle, ma in lei c’era anche lo «stile di vita di san Francesco d’Assisi; il coraggio profetico di Caterina da Siena, il dinamismo di Teresa  d’Avila».E nonostante tutte le strane esperienze che faceva, le cresceva dentro, in maniera incontenibile, il desiderio di pregare. Si convertì a venticinque anni, letteralmente gettandosi nelle braccia di Dio e della Chiesa, rinunciando a ogni altra sicurezza, ma continuando a sostenere un Movimento in difesa di tutte le battaglie sociali che reputava giuste.
Continuava sempre a ribadire che «vedere Cristo nell’altro, amarlo e averne cura è sinonimo di Paradiso, perché vivere in unione con Dio ci fa pregustare la gioia celeste. Chi vive con questa consapevolezza dentro di sé è un santo». Ma sosteneva con altrettanta forza «i veri atei sono quelli che non vedono Cristo nei poveri».
Ai suoi «operatori», spesso di diversa estrazione ideologica, ella parlava sempre e soltanto di «opere di misericordia». Non conosceva termine migliore per descrivere gli ideali del Catholic Worker Movement, da lei fondato nel 1933.
Esigeva soltanto una cosa: che in ogni casa ci fosse una stanza riservata alla preghiera dove ognuno potesse andare liberamente come e quando voleva.
L’importante era che si vedesse chiaramente che nella casa c’era un cuore orante:«Sì, noi sfamiamo gli affamati. Cerchiamo di dare riparo ai diseredati e di dare loro dei vestiti; ma c’è una forte fede che ci spinge al lavoro: noi preghiamo. Se qualche estraneo venisse a farci visita e non notasse le nostre preghiere e che cosa significhi pregare, perderebbe il cuore della questione». Doroty è stata definita «l’anarchica di Dio»,

ma sulla sua tomba è raffigurato un cesto di pane con dei pesci, e la scritta: Deo gratias!».



1 commento:

  1. Tutte le beatitudini che elenca Gesù rappresentano la natura del Cristo.
    Ciao Dani.

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