sabato 14 maggio 2016

La pentecoste



La Pentecoste e il suo significato (At2,1-36)

L’Evento è situato “nel compiersi del giorno di Pentecoste” (At2,1) e non “ verso la fine del giorno di Pentecoste” (cf. la parola di Pietro: “sono le nove del mattino”, At 2,15). Quanto Luca sta per raccontare è dunque  un”compimento”, quello della festa ebraica di Pentecoste (Shavu’ot) La discesa dello Spirito ricapitola e dà pienezza  a tutte le Pentecosti precedenti e contiene anche le seguenti; è l’evento che la Pentecoste ebraica annuncia e al quale rimanda quando fa memoria del dono della Torà sul Sinai.
In origine la festa di Pentecoste era una festa agricola celebrata in occasione della raccolta del frumento
(cf.Es 23,16). Fu poi “storicizzata”  (poco prima dell’era cristiana) e messa in relazione con gli eventi della storia di salvezza e, in particolare, con quelli dell’Esodo. Cinquanta giorni dopo l’uscita dall’Egitto, celebrata nella  Pasqua, vengono narrati la teofania  del Sinai. La Pentecoste divenne così per per Israele la festa del dono della Torà, ma anche dell’Alleanza o del rinnovamento dell’Alleanza (cf. 2Cr 15, 10-15)
Geremia aveva annunziato una “ nuova alleanza”, in cui il Signore avrebbe  posto la sua legge nell’animo dei figli d’Israele e l’avrebbe scritta nei loro cuori (cf. Ger 31,31ss.) Annuncio che fu ripreso da Ezechiele:
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo…Porrò il mio Spirito dentro di voi.(Ez 36,26-27).

Secondo un’opinione corrente presso gli ebrei più o meno contemporanei di Cristo, i cieli erano stati chiusi con la scomparsa degli ultimi profeti Aggeo, Zaccaria e Malachia e lo Spirito di Dio non era più sceso su alcun uomo. Per tutti questi motivi la festa di Pentecoste divenne una festa a forte tensione escatologica: mentre si faceva memoria degli eventi del Sinai, si invocava e si aspettava la riapertura dei cieli e l’avverarsi della nuova alleanza. Ecco quello che “si compie” nella Pentecoste narrata da Luca!




Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, / manda a noi dal cielo /  un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, /  vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto; / ospite dolce dell'anima, /  dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto.
O luce beatissima, /  invadi nell’intimo / il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, / nulla è nell'uomo, / nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, / bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli, / che solo in te confidano, / i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, / dona morte santa, / dona gioia eterna.

Amen




Vorrei concludere questo post sulla Pentecoste con le parole di Don Tonino Bello
“Lo Spirito Santo, ci chiama all’accettazione del pluralismo, al rispetto della molteplicità, al rifiuto degli integralismi, alla gioia di intravedere che lui unifica e compone le ricchezze della diversità.La Pentecoste vi metta nel cuore una grande nostalgia del futuro.”




1 commento:

  1. Buon fine settimana Daniela a presto

    Bella questa song di Elisa *__*

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