domenica 15 maggio 2016

GIUBILEO 800 ORDINE PREDICATORI



L’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani) fondato da San Domenico nei primi anni del 1200 è la comunità dei frati che, seguendo le orme di S. Domenico di Guzman, attraverso il ministero della predicazione ha cercato di diffondere e difendere le verità della fede cattolica. La sua specificità è stata riassunta da S. Tommaso, uno dei suoi figli più prestigiosi, nella formula contemplata aliis tradere (trasmettere agli altri le cose contemplate). Per questo, l’ordine fondato da Domenico di Guzman, «fin dalle sue origini è noto esser stato istituito specialmente per la predicazione e la salvezza delle anime». E’ questo il fine proprio dell’Ordine dei Predicatori, riconosciuto ufficialmente da Onorio III, che definì Domenico e i suoi frati «totaliter deputati all'evangelizzazione della parola di Dio». Fondato sulla Regola di Sant’Agostino e su Leggi proprie (Costituzioni) l’Ordine dei Predicatori, è una famiglia religiosa che vive la vita fraterna, è assidua nella preghiera comune e personale, alimenta la sua fraternità alla scuola dell’unico maestro Gesù Cristo, Verbo di Dio, ricerca la verità attraverso lo studio e la contemplazione, comunica ai fratelli attraverso la predicazione, la bellezza del Vangelo e il suo messaggio di salvezza per tutti gli uomini.

Così lo volle san Domenico fin dalle origini, così hanno vissuto nei secoli fratelli e sorelle, così è anche oggi. Molti sono i testimoni luminosi che, nel corso della storia dell’Ordine, hanno reso grande la famiglia di Domenico. Tommaso d’Aquino, Caterina da Siena, Pietro da Verona, Alberto Magno, Agnese da Montepulciano, Giordano di Sassonia, Girolamo Savonarola, Rosa da Lima, Antonino di Firenze, Martino de Porres, Francisco de Vitoria, Piergiorgio Frassati, Giorgio La Pira, e tantissimi altri….accumunati dall’ideale apostolico di Domenico di Guzman, sono stati “veri predicatori del Verbo”, portatori di quel Vangelo, parola di salvezza piena di speranza per l’umanità. Rivolgendosi ai frati riuniti al Capitolo generale del 1983 il beato Giovanni Paolo II ebbe a dire: «Voi domenicani avete la missione di predicare che Dio vive, che Egli è il Dio della vita e che in lui si trova la radice della dignità e la speranza dell'uomo chiamato alla vita... ».

Papa Francesco  e Fra Bruno Cadorè Maestro dell'Ordine

 Laicato domenicano di Irene Larcan O.P. 

Nell’Ordine formato da San Domenico, oltre ai frati e alle monache, c’è quello che fino a qualche tempo fa veniva chiamato Terz’Ordine ed i cui membri erano conosciuti come terziari domenicani, uomini e donne che si impegnano a vivere secondo una Regola e che condividono il medesimo carisma dei frati e delle monache:; la predicazione.

Ancora oggi uomini e donne, sposati e single, desiderosi di
condividere lo spirito di San Domenico, si impegnano con una
Regola e vivono l’appartenenza all’Ordine.
“I laici Domenicani, rinvigoriti dalla comunione fraterna, rendono
anzitutto testimonianza della propria fede, si dimostrano
disponibili alle necessità dei loro contemporanei e lavorano al
servizio della verità” (Costituzione Fondamentale n°5). Spetta
al laico sapere declinare nelle situazioni secolari l’annuncio
cristiano. Spetta a lui trovare le parole per comunicare, in modo
vero ed efficace, l’unica Parola che salva, portare l’annuncio
della misericordia e del perdono nella città degli uomini inserendolo
nelle sue leggi, dialogare con le culture in cui è immerso,
imparare ad ascoltarle, a metterle in crisi, a rianimarle alla luce
del Vangelo.
È più facile per chi è “popolo”, per chi vive tra la gente e con
la gente, farsi comprendere parlando e ascoltando la gente, le sue necessità, i suoi problemi, le sue sofferenze, lasciando che, come diceva il Card. Martini, “rimbalzino nel cuore e lasciando
che poi risuonino nelle nostre parole, così che le nostre parole non  siano prese dall’alto, da una teoria, ma siano prese da quello che la gente vive, e portino la luce del Vangelo”. Che è una luce che non ci porta parole strane o incomprensibili, ma parole che tutti possono intendere.

La spiritualità domenicana, come la conosciamo dalla vita di
San Domenico, non è una spiritualità astratta, ma concreta ed
aderente alla vita. Non una spiritualità che si nutre di chimere o
di vane speranze, ma esigente e propositiva. È l’espressione di
chi ha un sogno, un ideale, e che non ha paura di rimboccarsi
le maniche e lavorare per la costruzione di una società vivibile,
di una politica che sia per la “polis”, per la città e per il bene
comune, dell’accoglienza dell’altro, per l’apertura e non per il
potere.

La Comunità domenicana di  Agognate – Novara , vivrà una settimana intensa per il
Giubileo- 800 anni, Ordo Praedicatorum.




Questo il programma






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