venerdì 4 marzo 2016

Fragilità


Così fragili, così umani.
Attraversare le debolezze per uscirne più forti.

Sebbene la fragilità sia costitutiva dell'esperienza umana, la nostra società, segnata da un'estrema preoccupazione di performance e di successo, fatica a prenderla in considerazione. Si tratti di fragilità individuali (problemi di salute, difficoltà relazionali?) o del mondo (spaccatura Nord-Sud, disuguaglianze sociali?), parlarne significa evocare senso di fallimento e vulnerabilità. Tuttavia, fuggire la fragilità è impossibile. Quando si riesce a integrarla, essa permette addirittura di aprire una breccia in mezzo alla sofferenza. Com'è possibile vivere la fragilità? Si può credere alla vicinanza di Dio quando la prova occupa tutto lo spazio vitale? Come accompagnare le persone ferite, rispettandole? Prendendo spunto dalle molteplici situazioni di fragilità di oggi, l'autore mette in evidenza la parola positiva che la fede cristiana pronuncia sulla fragilità umana. Tenta di chiarire certe rappresentazioni di Dio colpevolizzanti e contrarie al messaggio del Vangelo, e si interroga sul senso delle guarigioni di Gesù. Questo libro non è un trattato sull'accompagnamento, ma piuttosto una riflessione - accessibile a tutti - sulle domande esistenziali, spirituali e teologiche con le quali si devono confrontare sia le persone che soffrono sia quelle che le accompagnano.


Afferma l’Autore nell’introduzione: “dal cuore della mia fragilità riconosciuta e accettata, scaturisce una forza, una capacità di accogliere la fragilità, la miseria degli altri con tenerezza, lasciandomi toccare, ma senza lasciarmi invadere e distruggere. Forte di una potenza d’amore e di compassione che non viene da me, posso ascoltare e accogliere. Avendo trovato la «giusta distanza», sono abbastanza fragile e al tempo stesso abbastanza forte per essere e mostrarmi vulnerabile. Amare fino a osare essere vulnerabili è amare come Cristo ci ha amato. Il solo modo di non farne un atteggiamento masochistico o di non sopravvalutare le nostre forze, poiché esse non vengono da noi, è di attingere giorno per giorno dal suo cuore la forza e l’audacia di essere vulnerabili”.

L’autore
Antropologo e teologo, Bernard Ugeux è professore alla facoltà teologica e all’istituto di scienze e di teologia delle religioni di Tolosa. Da molti anni partecipa alla formazione degli operatori sanitari e dei cappellani ospedalieri




2 commenti:

  1. Bernard Ugeux è molto convincente.
    Grazie per averlo segnalato.
    Ciao Dani.

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  2. La fragilità non è sinonimo di debolezza...io lo so.
    Buon weekend :)

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