venerdì 15 gennaio 2016

Pietre d'inciampo



Le “pietre di inciampo” (Stolpersteine) sono un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista.

In Italia sono presenti oltre che a Torino, in diverse città fra cui Roma, Viterbo, Siena, Reggio Emilia, Meina (Novara), Padova, Venezia, Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L'Aquila, Bolzano, Ostuni, Chieti, Casale Monferrato, Teramo.

L’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti della dimensione dei porfidi delle pavimentazioni stradali, che sono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima.

Ad attivare la posa sono singoli cittadini, associazioni o istituzioni che possono fare richiesta di una specifica pietra di inciampo.

Pietre d’inciampo Torino è stato promosso dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, dalla Comunità Ebraica di Torino, dal Goethe-Institut Turin e dall'Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED) - sezione Torino, in collaborazione con l'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti". 
Gli Stolpersteine (pietre d’inciampo) sono un progetto artistico animato da ragioni etiche, storiche e politiche. Nel 1990, al cospetto di una signora che negava che a Colonia nel 1940 fossero stati deportati 1000 sinti come prova generale per la deportazione degli ebrei, l’artista tedesco Gunter Demnig decide di dedicare la sua vita e il suo lavoro alla memoria di tutti i deportati, razziali, politici, militari, rom e omosessuali, in tutto il mondo.

Cosa rende le pietre d’inciampo così uniche rispetto agli altri monumenti e memoriali?

La discrezione e l’assenza di retorica. Il sampietrino non emerge ma s’interra, non s’impone ma vi si inciampa casualmente. La memoria non è esiliata nel monumento ma sollecitata dalla scrittura, il più concettuale tra i mezzi di espressione.
 L’intreccio tra passato e presente, condizione di ogni elaborazione della memoria non meramente commemorativa e rituale. Chiunque inciampi oggi in un sampietrino non può non soffermarsi, riflettere e interrogarsi su ciò che è stato e su ciò che potrebbe riaccadere, magari sotto altre spoglie

 Contro il revisionismo. Come negare l’esistenza dei campi di sterminio quando a ogni piè sospinto s’inciampa in una pietra che ricorda chi e dove è stato annientato..



http://riforma.it/it/articolo/2016/01/11/torino-40-nuove-pietre-dinciampo



In ricordo della strage di Meina (Novara)


6 commenti:

  1. Tutto è fatto con garbo e rispetto per le vittime di una follia feroce.
    Ciao Dani.

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  2. non conoscevo queste opere dedicate ad un avvenimento tanto triste e doloroso della nostra storia. Buon fine settimana a presto
    un abbraccio

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    1. Anch'io lo saputo da poco tempo! Mi sembra un buon modo di fare memoria. Ciao Audrey, grazie
      Abbraccio!
      Dani

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  3. Non sapevo nulla di queste " pietre d'inciampo" un modo di ricordare bello e discreto.
    Buon fine settimana.
    Antonella

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    1. Ciao Antonella, quando ti capiterà d'inciampare in qualcuna, saprai la motivazione!
      Buona settimana , un bacio.
      Dani

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