lunedì 30 marzo 2015

Storie


L’ultima lettera

Questa lettera fu trovata dall'infermiera dell'ospedale sotto il cuscino 
di un giovane appena deceduto.
"Cara mamma, da alcuni giorni riesco a stare seduto sul letto solo per 
m'ezz'ora e per il resto della giornata sono immobilizzato. Il cuore non 
vuole più battere. Stamattina presto il professore ha detto qualcosa 
che suonava come 'essere pronto'. Per che cosa? Certo è difficile morire giovani. 
Devo essere pronto al fatto che all'inizio della settimana sarò un trapassato: 
e non sono pronto. I dolori scavano in modo quasi insopportabile, ma ciò 
che mi sembra davvero insopportabile è che non sono pronto.
La cosa peggiore è che, quando guardo il cielo, è buio. Diventa notte, 
ma non brilla sopra di me nessuna stella nella quale io possa immergere lo 
sguardo. Mamma, non ho mai pensato a Dio, ma ora sento che esiste 
ancora qualcosa che non conosciamo, qualcosa di misterioso, un potere 
nelle cui mani cadiamo, al quale dobbiamo dare delle risposte. E la mia 
pena è che non so chi è.
Se solo lo conoscessi! Mamma, ricordi come tu, con noi bambini, camminavi 
nel bosco, nell'oscurità che stava calando, incontro al papà che tornava dal lavoro?
A volte ti correvamo davanti e ci vedevamo improvvisamente soli. Avanzavano 
dei passi nell'oscurità: che paura dei passi sconosciuti! Che gioia quando 
riconoscevamo che quel passo era quello del papà che ci amava. E ora, nella 
solitudine, sento ancora dei passi che non conosco. Perché non li conosco?
Mi hai detto come mi devo vestire e come mi devo comportare nella vita, 
come mangiare, come cavarmela. Ti sei occupata di me e non ti sei stancata 
di tutta questa preoccupazione.
Rìcordo che tu, la notte di Natale, andavi a Messa con i tuoi bambini. 
Mi ricordo anche della preghiera della sera che qualche volta mi suggerivi. 
Ci hai sempre indirizzati all'onestà. Ma tutto questo ora per me si scioglie 
come neve al sole. Perché ci hai parlato di tante cose e non ci hai detto 
nulla di Gesù Cristo? Perché non mi hai fatto conoscere il suono dei suoi passi, 
in modo che fossi in grado di accorgermi se è lui che viene da me in quest'ultima 
notte e nella solitudine della morte? In modo che io sapessi se quello che 
mi aspetta è un Padre! Come potrei morire in modo diverso...".

                                                                ♥♥

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