lunedì 15 dicembre 2014

Storie d'amicizia



ELIOGABALO  E  MATUSALEMME

Il piccolo e zoppo Matusalemme ed Eliogabalo (detto Gabalo) erano due ragazzi
 poveri della città. Avevano sempre vissuto, dalla nascita, nel collegio dei ragazzi poveri. 
“Sai che domani è Natale?” chiese Gabalo, un giorno che tutti e due stavano
 spalando la neve dall'ingresso dell'istituto. “Ah, davvero?” rispose Matusalemme. 
“Spero proprio che la signora Pynchurn non se ne accorga. Diventa particolarmente 
antipatica nei giorni di festa!” L'antipatica signora Pynchum era la direttrice dell'istituto
 dei poveri, ed era temuta da tutti. Matusalemme proseguì: 
“Gabalo, tu credi che Babbo Natale ci sia davvero?”. “Certo che c'è”. 
“E allora perché non viene mai qui alla casa dei poveri?”. “Beh”, rispose Gabalo, 
“noi stiamo in una strada tutte curve, lo sai no? Forse Babbo Natale non riesce a trovarla”. Gabalo cercava sempre di mostrare a Matusalemme il lato bello delle cose, 
anche quando non c'era! Proprio in quel momento un'automobile investì un povero cane 
che cadde riverso sulla neve. Gabalo corse subito in suo aiuto e vide che aveva una zampa rotta. Fece una stecca e fasciò strettamente la zampa del cane. Gabalo lesse sul collare che il cane apparteneva al dottor Carruthers, un medico famoso nella città. Lo prese in braccio e si avviò 
verso la casa dei dottore. Il dottore aveva una gran barba bianca lo accolse con un sorriso e gli chiese chi aveva immobilizzato e steccato così bene la zampa dei cane. “Perbacco, io, signore”, rispose Gabalo e gli raccontò di tutti gli altri animali ammalati che aveva guarito.
“Sei un ragazzo davvero in gamba!” gli disse alla fine il dottor Carruthers guardandolo negli occhi. “Ti piacerebbe venire a vivere da me e studiare per diventare dottore?” 
Gabalo rimase senza parole. Andare lontano dalla signora Pynchum e non essere più uno
 “della Casa dei Poveri”, diventare un dottore! “
Oh, oh s-s-sì, signore! Oh ... ”. Improvvisamente la gioia svanì dai suoi occhi.
 Se Gabalo se ne andava, chi si sarebbe preso cura del piccolo e zoppo Matusalemme?
“lo... io vi ringrazio, signore” disse. “Ma non posso venire, signore! E prima che il dottore 
scorgesse le sue lacrime corse fuori dalla casa”. Quella sera, il dottor Carruthers si presentò all'istituto con le braccia cariche di pacchetti. Quando Matusalemme lo vide cominciò a gridare: 
“è arrivato Babbo Natale!”. Il dottore scoppiò a ridere e, mentre consegnava al ragazzo un pacchetto dai vivaci colori, notò che zoppicava e gli fece alcune domande. 
Dopo un attimo, il dottor Carruthers disse: “Conosco un ospedale in città dove potrebbero guarirti. Hai parenti o amici?”. “Oh, sì”, rispose subito Matusalemme, “ho Gabalo!”. Il dottore lanciò uno sguardo penetrante a Gabalo. “È per lui che non hai voluto venire a stare da me, figliuolo.” “Beh, io... io sono tutto quello che lui possiede”, rispose Gabalo. Il dottore, profondamente commosso, disse: “E se prendessi anche Matusalemme con noi?”.
Questa volta a Gabalo non importò che tutti vedessero le sue lacrime, e Matusalemme 
si mise a battere le mani dalla gioia. Naturalmente non sapeva che sarebbe guarito e che 
un giorno Gabalo sarebbe diventato un chirurgo famoso. Tutto quello che sapeva era che Babbo Natale aveva trovato la strada per la casa dei poveri e che lo portava via con Gabalo.

Per riflettere

“lo sono tutto quello che lui possiede” dice Gabalo dì se stesso pensando al suo più caro amico. L'amicizia è un tesoro prezioso.

Celebrando la festa dell'amicizia tra Dio e gli uomini è giusto ricordarsi dei propri amici.



8 commenti:

  1. Racconti sempre belle storie.
    Ciao Dani.

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  2. Ciao Daniela,
    buon inizio settimana
    un abbraccio

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  3. Carissima Dani,
    ho letto questa tenera satoria con la gioia nel cuore e con l'animo di un bambino!
    sono parole che fanno bene, anche se il confronto con la realtà, di ieri e di oggi, è spietato!
    Per questo le storie di buone azioni e di buoni sentimenti ci aiutano a sperare ed essere contenti di ciò che abbiamo.
    Abbracci
    Fata C


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    1. Sì Marilena, forse le buone azioni hanno bisogno di un piccolo aiuto per essere comprese e messe in pratica.
      Grazie fata!
      Dani

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  4. nella consacrazione nell'alzare il calice il celebrante richiama la sacra alleanza fra Dio e gli uomini. Da Mosè a tutt'oggi godiamo di questa amicizia e tu hai riportato questa parola all'ordine del giorno. Io l'ho celebrata a margine del mio blog e vorrei tanto che tu la leggessi a me è costata tanta fatica e correzione nel tempo. Andreapac.blog.tiscali.it

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    1. Verrò volentieri a leggerti!
      ciao.
      Dani

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