domenica 19 ottobre 2014

Una finestra

Sarò una finestra nella tua casa!
( David Tasma.)

David Tasma

Così lasciò scritto nella sua lettera-testamento David Tasma, destinando a Cicely Saunders tutto quello che possedeva, 500 sterline.
Cicely, che si era presa cura di lui fino alla fine quando ancora lavorava come infermiera presso l’Ospedale  St. Thomas di Londra, lo considerò sempre fonte di grande ispirazione e lo definì paziente fondatore del movimento Hospice moderno.
Dopo la sua morte, Cicely decise di approfondire le sue conoscenze sull’assistenza ai  malati inguaribili, si laureò in medicina, lavorò accanto ai morenti al St.Joseph’s di Londra e, dopo lunghi anni passati a raccogliere fondi per il suo ambizioso progetto, arrivò ad inaugurare  nel 1967  il St.Christopher’s Hospice, primo Centro di Cure Palliative moderno.
Da quel momento la cultura dell’Hospice cominciò pian piano a diffondersi, prima nei paesi anglosassoni e successivamente in tutto il resto del mondo, diventando fonte di ispirazione per una nuova medicina che pone al centro dei proprio operato non la malattia ma l’uomo.
“Tu sei importante perché sei tu e sei importante fino alla fine ”
§
 Cosa sono gli Hospice?

Gli Hospice sono strutture che nascono all’interno di alcuni ospedali o di altri centri presenti sul territorio, gestiti direttamente dalle Aziende sanitarie o da associazioni di volontariato e consorzi in convenzione con le Aziende stesse, per l’assistenza ai malati terminali.

La richiesta di essere ospitati all’interno di strutture di questo tipo deve provenire o dal medico di famiglia o dal reparto di oncologia presso cui è ricoverata la persona. Essendo il numero di posti a disposizione limitato, esiste una lista di attesa da rispettare: i tempi possono variare tra i 30 e i 60 giorni.

Il servizio è interamente a carico del Servizio sanitario regionale e, quindi,
gratuito agli utenti.


Cicely Saunders


Le origini delle cure palliative

Le cure palliative trovano una loro collocazione fra le branche della medicina grazie a Dame Cicely Saunders, donna, classe 1918, assistente sociale, poi infermiera nel primo ospedale per pazienti tumorali a Londra ed infine medico, che nel 1967, dopo 19 anni dall'incontro con il paziente David Tasma, realizza il primo hospice: il St. Christopher's Hospice a Londra. Prima di morire scriverà: "Sono stata infermiera, sono stata assistente sociale, sono stata medico. Ma la cosa più difficile di tutte è imparare ad essere un paziente".
Morì anche lei di malattia oncologica

Definire le cure palliative

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) definisce le cure palliative come "una serie di interventi terapeutici ed assistenziali finalizzati alla cura attiva e totale di malati, la cui malattia di base non risponde più a trattamenti specifici. Fondamentale è il controllo del dolore e degli altri sintomi ed, in generale, dei problemi psicologici, sociali e spirituali dei malati stessi. L'obiettivo delle cure palliative è il raggiungimento della migliore qualità di vita possibile per i malati e per le loro famiglie".

Le cure palliative costituiscono un approccio che migliora la qualità della vita dei pazienti che fronteggiano malattie a prognosi negativa e delle loro famiglie per mezzo del trattamento del dolore e degli altri problemi fisici, psico-sociali e spirituali, offrendo anche un sistema di supporto per aiutare i pazienti a vivere attivamente, per quanto possibile, fino alla morte. Sono applicabili precocemente nel corso della malattia insieme ad altre terapie che hanno l'intento di prolungare la vita, come la chemioterapia o la radioterapia, e comprendono anche quelle valutazioni diagnostiche rivolte a meglio comprendere e gestire le complicazioni cliniche disturbanti.
Le cure palliative offrono anche un sistema di sostegno per aiutare la famiglia ad adattarsi durante la malattia del paziente e nel processo del lutto.

In breve, le cure palliative si basano su:
1. La capacità di rivolgere le cure alla considerazione degli aspetti fisici, psicologici, sociali e spirituali in un unico modello di cura.
2. Il concetto di lavoro in equipe multidisciplinare (medico, infermiere, psicologo assistente spirituale, assistente sociale, volontario).
3. Il miglioramento della qualità della vita mediante il controllo dei sintomi.
4. La capacità di dare sostegno alla famiglia anche nel lutto.



In Italia la prima vera risposta alla sofferenza dei malati terminali è stata fornita negli anni 1979/80 
da Istituto Tumori e Fondazione Floriani a Milano tramite l’assistenza domiciliare, mentre il primo 
Centro di Cure Palliative è stato aperto a Brescia (Domus Salutis) nel 1987. 
A partire dai primi anni ’90 gli Hospice sono diventati una realtà in numerose provincie italiane, 
dando vita ad una rete di cure palliative che ormai interessa, anche se con numeri e caratteristiche 
diverse, quasi tutto il territorio nazionale.
Oggi gli Hospice operativi in Italia (fonte Ministero della Sanità – 1 giugno 2013) sono 264, 
di cui 22 in Emilia-Romagna e 4 nella Provincia di Parma.
Per comprendere l’importanza delle Cure Palliative e la crescita esponenziale del numero dei 
Centri aperti negli ultimi anni basta ricordare che gli Hospice  in  Italia erano:
5 con 55 posti letto nel 1999
165 con 1888 posti letto nel 2005
229 con 2592 posti letto nel 2010
(fonte Società Italiana Cure Palliative – Fondazione Isabella Seràgnol – Fondazione Floriani)
Ora molti sono sorti in Lombardia e in  Piemonte.





Questa struttura la conosco bene poiché opero volontariato proprio qui, nella mia città.
So lo spirito di abnegazione con il quale si opera, in équipe multidisciplinare. 
Dalla  preparazione avvenuta in maniera meticolosa in ogni ambito, atta a favorire 
la dignità del paziente,l’attenzione ai suoi bisogni, lenire il dolore, e infine essere 
di sostegno ai parenti per l’elaborazione del lutto.
In questo percorso delicato, accanto al malato, molte volte non occorrono parole, ma occorre  mettere a disposizione il nostro cuore. 
Una carezza. Un abbraccio, una tenerezza e, in silenzio, una preghiera.




1 commento:

`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,
`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,
:::(¯`v´¯),::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
::(_.»✿«_)²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²::::
:::(_..^._).-´Grazie del commento.-.´-.´,.-.´,.-´.::::::::
:::´,.-.´,.,.´,.Arrivederci.-.´-.´,.,.-.´´,-::::::::
:::´,.a presto,.–::::::
:::´,.-.´,.,.´,.´.-.´-.´´,.-.´,.,.´´,.´.,.´.-.´-(¯`v´¯):::::::
:::²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²²(_»✿«_):::::
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::(_..^._)::::::
`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·
`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,.·´¯`·.,,.·´¯`·.,,.·