martedì 22 luglio 2014

Domenico di Guzman


Papa Innocenzo III, Francesco d’Assisi e Domenico di Guzman, sono tre personaggi che hanno influenzato parecchio la vita della Chiesa, tra la fine del 1100 e i primi decenni del 1200.


Del primo gli storici dicono concordemente che è stato un grande papa, degno del titolo di Magno (non conferito). Affrontò infatti la maggior parte dei problemi della vita spirituale e politica della Chiesa, con intelligenza e mano forte, avviando o prospettando soluzioni pratiche.
E la Provvidenza volle che si avvalesse della collaborazione zelante e appassionata di due stelle luminose nel firmamento della Chiesa: Francesco e Domenico. Così grandi e famosi da essere celebrati anche dal sommo poeta Dante.

                                                                        Paradiso Canto XI



La provedenza, che governa il mondo
con quel consiglio nel quale ogne aspetto
creato è vinto pria che vada al fondo,                             30

però che andasse ver’ lo suo diletto
la sposa di colui ch’ad alte grida
disposò lei col sangue benedetto,                                 33

in sé sicura e anche a lui più fida,
due principi ordinò in suo favore, 

che quinci e quindi le fosser per guida.                        36

L’un fu tutto serafico in ardore;
l’altro per sapienza in terra fue
di cherubica luce uno splendore.                                   39

De l’un dirò, però che d’amendue
si dice l’un pregiando, qual ch’om prende,
perch’ad un fine fur l’opere sue.

Dante fra gli  Spiriti Sapienti



Canto XII

...e cominciò: "L'amor che mi fa bella   
mi tragge a ragionar de l'altro duca
per cui del mio sì ben ci si favella..."       33

"...Domenico fu detto; e io ne parlo
sì come de l'agricola che Cristo
elesse a l'orto suo per aiutarlo..."            72

"...Io son la vita di Bonaventura
da Bagnoregio, che ne' grandi offici
sempre pospuosi la sinistra cura...        129




Dante, nel Paradiso, parla dei due santi, per bocca di Tommaso d’Aquino. Questi lo informa che la Divina Provvidenza, che regola il corso delle vicende umane, ha mandato due prìncipi con il compito di guidare e sostenere la Chiesa: Francesco e Domenico. San Francesco fu ardente di carità come un Serafino (“L’un fu tutto serafico in ardore”), San Domenico splendente di sapienza come un Cherubino (“l’altro per sapienza in terra fue / di cherubica luce uno splendore”).
Domenico non solo leggeva il libro della Scrittura per nutrire la propria preghiera ma si serviva anche del libro della natura. Qualche volta fu visto dai suoi frati entrare in estasi, proprio contemplando la bellezza del creato.
“Domenico accoglieva ogni uomo nel grande seno della carità. Poiché amava tutti, tutti lo amavano. Si era fatto una legge personale di rallegrarsi con le persone felici e di piangere con coloro che piangevano”.


Tommaso D'Aquino sceglie di raccontare la vita di Francesco in quanto sia lui sia san Domenico hanno perseguito il medesimo fine di assistere la Chiesa e agevolarne il cammino, entrambi ordinati dalla Provvidenza come suoi principi e campioni: l'immagine era frequente nella letteratura trecentesca, così come il ritratto dei due santi che erano visti in modo complementare.

B.Angelico di Celano-Francesco e Domenico


Domenico: o parlava con Dio
o parlava di Dio

Domenico parlava sempre, volentieri e con competenza di Dio e di Cristo a tutti quelli che avvicinava. Altrimenti taceva e si raccoglieva in preghiera. Al centro di ogni sua predicazione c’era il Cristo Crocifisso, contemplato come il bene più prezioso. Per lui infatti tutti, uomini e donne, letterati o no, in ogni tempo e luogo, assolutamente tutti avevano il diritto di conoscerlo per amarlo. E considerava suo dovere predicarlo, testimoniarlo affrontando ogni sofferenza. Domenico testimoniava il suo amore a Cristo vivendo di povertà, di preghiera e di penitenza che accettava come espiazione per le colpe altrui.
Nella predicazione inoltre parlava spesso e molto della Madonna, raccomandando a tutti la recita del Rosario. Anche questo elemento, dicono gli storici, oltre la sua santità e preparazione, fu importante per il successo apostolico con gli eretici.
È nel 1214 a Tolosa (Francia) che Domenico darà vita al primo nucleo di quello che diventerà poi l’Ordine Domenicano.






Missionario povero
ma teologicamente preparato

Il vescovo Diego e Domenico avevano capito che molte critiche degli eretici erano contro il clero, che non di rado viveva nella ricchezza, nell’ignoranza e nella poca sensibilità pastorale. C’era bisogno di una riforma della Chiesa. Ed essi la volevano attuare partendo da un rinnovato amore a Cristo, alla sua umanità e divinità insieme, alla Chiesa, ai poveri. Bisognava anche predicare con argomenti nuovi e con metodologie nuove. Pensavano però di attuare questo bel progetto in paesi fuori dall’Europa. Innocenzo III invece, saggiamente, li mandò proprio... in Provenza, tra i Catari. Ed obbedirono. Arrivarono tra la gente presentandosi poveri e indifesi, umili e accoglienti verso tutti, profondamente diversi cioè dagli altri predicatori di prima. Purtroppo poco tempo dopo il buon vescovo Diego dovette rientrare in diocesi. E Domenico rimase a predicare, da solo, per quasi sei anni.
Nelle sue relazioni con gli altri aveva rispetto e pazienza con tutti, discuteva anche animatamente ma senza organizzare crociate, era a disposizione di tutti mai contro nessuno. E la gente lo vedeva, lo studiava, rifletteva e cominciava ad apprezzarlo. E poi si convertiva. Era la sua metodologia missionaria, nuova, efficace. E le conversioni? Arrivarono presto, numerose, sincere.
Un giorno, mentre a piedi scalzi si recava ad una disputa pubblica, senza saperlo, si affidò come guida ad uno del posto, un eretico. In altre parole un “nemico”. Costui lo condusse per sentieri difficili, pieni di spine e di pietre aguzze. Domenico, pazientemente, pregava e camminava anche con i piedi sanguinanti. Ad un certo punto disse alla guida, che lo guidava così male: “Di sicuro vinceremo la disputa, perché abbiamo già sparso il nostro sangue”. Il risultato fu una conversione generale, guida compresa.




Ps. Propongo la vita di san Domenico di Guzman, 
perché è molto importante per me conoscerlo, 
e  farlo conoscere anche a voi.

4 commenti:

  1. Ti ringrazio per questo post; è sempre utile e di grande ispirazione conoscere la vita dei santi.
    Un saluto.

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  2. Ciao Dani,
    il potere temporale e lo spirito evangelico sono sempre stati in conflitto, come ci insegnano queste due immense figure di Santi. Oggi siamo in un momento di grande innovazione con Papa Francesco, speriamo che il mondo risponda , per il bene di tutti:-)

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    1. Davvero me lo auguro anch'io, speriamo.
      Un abbraccio,Marilena
      Dani

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