lunedì 5 maggio 2014

 Awá tribù indigena dell’Amazzonia


L’Amazzonia a rischio, ogni anno perde un'area
grande quanto metà Italia


Verso la Giornata delle oasi del 18 maggio, il Wwf ha lanciato una campagna per la tutela della foresta amazzonica, che negli ultimi 50 anni ha perso quasi un quinto della sua superficie. Il progetto per il Triangolo verde dell'Amazzonia prevede un'ampia zona di tutela con una gestione sostenibile delle attività economiche per le popolazioni locali lungo il fiume Putumayo, al confine di tre stati: Ecuador, Colombia e Perù.

“Ogni anno sparisce dagli schermi dei satelliti una superficie di foresta amazzonica pari a circa la metà della superficie italiana'', spiega Isabella Pratesi, responsabile Conservazione internazionale del Wwf Italia, secondo cui senza uno stop deforestazione entro 25 anni per l'Amazzonia sarà il ''punto di non ritorno''

Il WWF, impegnato fortemente nella sua battaglia a difesa delle delle
 specie viventi che popolano il pianeta, ha segnalato la responsabilità dell’uomo, che nella sua dissennatezza, è il principale colpevole del degrado della Terra. Esistono ormai prove concrete che il surriscaldamento degli ultimi cinquant’anni sia dovuto per la maggior parte alla azione della nostra stirpe. Le specie si estinguono ormai ad una velocità che è circa cento volte superiore a quanto avvenuto nell’era preistorica.  Una delle aree più minacciate è l’Amazzonia, aggredita dal taglio illegale degli alberi, dal commercio dei prodotti forestali, dagli incendi dolosi degli agricoltori nell’intento di ottenere nuova terra coltivabile.  Un altro calcolo sottolinea come ogni minuto scompaia un’area equivalente a 36 campi di calcio. L’Amazzonia si estende per oltre 6 miliardi di chilometri quadrati (cioè un’area superiore a quella degli Stati Uniti) ed è compresa all’interno dei confini di Brasile, Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Suriname e Guyana Francese. Il dato impressionante è che l’Amazzonia rappresenta il 30% dell’intera superficie forestale tropicale del mondo.
Il fiume Rio delle Amazzoni, che la attraversa, è il secondo per lunghezza dopo il Nilo, ed è il primo per portata d’acqua. Il fiume ospita 60.000 differenti specie di piante, 1.000 specie di uccelli, 3.000 pesci d’acqua dolce, e 300 di mammiferi. Da oltre quarant’anni il WWF si batte per proteggere questo strategico patrimonio dell’umanità. Perseguendo obiettivi come il consumo di legname proveniente da produzioni sostenibili e da foreste gestite, dove al taglio degli alberi segue una nuova piantumazione. Ed ancora l’agricoltura sostenibile, la gestione agroforestale, l’educazione ambientale e l’ecoturismo. É attualmente in corso il Progetto Arpa, che intende proteggere 50 milioni di ettari di foresta, con l’obiettivo di diminuire la deforestazione per almeno il 30% nei prossimi dieci anni




A questa campagna si è unito Marco Mengoni che si presta come testimonial della campagna di sensibilizzazione in tv da ieri, primo maggio.
"La foresta Amazzonica è il polmone verde del mondo - spiega il cantante - ed è impressionante sapere che ogni anno la deforestazione ne fa sparire una superficie pari a metà Italia.










Il cinema scende in campo a fianco al Wwf per supportare la sua missione a tutela del patrimonio naturalistico dell’Amazzonia (“Living Amazon“). Il film “Rio 2 – Missione Amazzonia“, infatti, invita tutti i suoi giovani spettatori a salvare la foresta adottando uno dei personaggi del lungometraggio animato in 3D firmato da Carlos Saldanha, realizzato dai Blue Sky Studios e distribuito dalla 20th Century Fox. Per partecipare, basta collegarsi al sito www.wwf.it/adottablu e scegliere quale specie supportare: si riceverà in cambio la scheda dell’animale prescelto e le informazioni sul progetto




4 commenti:

  1. odio pensare che roviniamo sempre tutto per un tornaconto economico, certi posti andrebbero tutelati e salvaguardati...
    spero che questa iniziati, alla quale mi auguro se ne aggiungano altre, riesca a ristabilire degli equilibri
    buon inizio settimana a presto

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    1. Stiamo rovinando la terra...purtroppo.
      Ciao cara Audrey, buon pomeriggio!
      Dani

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  2. Ciao Daniela, bello e interessante...Sai che io spesso sono un po' insensibile a questo argomento? Mi rendo conto di quanto sia sbagliato il mio atteggiamento e questo è un motivo in più per ringraziarti. Bellissime fotografie.
    Buona serata.
    Antonella

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    1. Forse perché la natura ci presenterà il conto un poco più in là nel tempo...però non possiamo far finta di nulla..
      Ciao Antonella, grazie!
      Dani

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