martedì 10 settembre 2013

Il meglio...






LA FORCHETTA

Una giovane donna ha appena saputo di avere una malattia terribile e che le restano solo tre mesi di vita.
Chiama il parroco per le sue ultime volontà. Sceglie gli abiti che indosserà, la musica, le parole e le canzoni.
 Quando il parroco sta  per andarsene lo trattiene per un braccio.
- "C’è un’altra cosa …"
- "Dica"
- "Questo è importante. Voglio che mi si sotterrino con una forchetta nella mano destra!"
Il parroco è molto sorpreso …
- "La cosa la meraviglia, vero?"
- "Per essere sincero sono piuttosto perplesso dalla sua richiesta"
- "Dunque! Mia nonna mi ha raccontato questa storia ed io ho sempre provato a trasmettere questo messaggio a tutti quelli che amo ed hanno bisogno di incoraggiamento.
" In tutti i miei anni di partecipazione ad eventi sociali e pranzi ricordo che sempre c’era qualcuno che piegandosi verso di me diceva – tenga la sua forchetta! – ed era il momento che preferivo perché sapevo che qualcosa di meglio sarebbe arrivato, come una torta, una mousse al cioccolato od una torta di mele.
Qualcosa di meraviglioso e di sostanza. "
Quando la gente mi vedrà nella cassa da morto con una forchetta nella mano, voglio che si chiedano:
- Perché quella forchetta? – ed allora lei potrà rispondere:
- Tenete sempre la vostra forchetta perché il meglio deve ancora arrivare! -"
Il parroco, con le lacrime agli occhi, stringe forte la giovane donna per darle l’arrivederci.
Sa che non la rivedrà mai più viva. E sa che quella donna aveva un’idea del paradiso molto migliore sia della sua che di tanta altra gente.
Lei SAPEVA che qualcosa di meglio sarebbe successo.
Ai funerali la gente sfilava davanti alla cassa della giovane donna e vedevano sia il suo bel vestito che la forchetta nella mano destra.
Tutt’a un tratto il parroco sentì l’attesa domanda:
- "Perché la forchetta?" e sorrise.
Durante la predica, il parroco raccontò la conversazione avuta con la giovane donna alla vigilia della sua morte e raccontò loro la storia della forchetta dicendo che non riusciva a smettere di pensarci e che da allora in poi anche loro, ogni volta che avessero avuto nella mano una forchetta, avrebbero dovuto permetterle di ricordar loro che il meglio doveva ancora avvenire. 


11 commenti:

  1. CHIsSA' cosa riceVERO' IO ... che ho il FORCONE!

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    1. Considerando la grandezza chissà quante cose belle!
      Ciao Angelo, buongiorno!
      Dani

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    2. Per adESSO PAGLIA!

      E tu ... brodino?

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  2. E' un racconto convincente.
    Ciao Dani.

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    1. Mica tanto!

      E' l'Angelo che apPARECCHIA la TAVOLA. Le POSATE le DA' l'Angelo e non ci si SERVE da SOLI.

      Questo lo dice la NONNA SUA STESsA.

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  3. Un bellissimo racconto Daniela, grazie.

    Ti auguro una buona giornata.
    Antonella

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  4. Molto toccante, cara Daniela, Grazie
    Luigi

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    1. Luiss, che bello ritrovarti!!!!
      Sono contentissima di vederti qui!
      Quanto tempo....da Splinder.
      Un abbraccio
      Dani

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  5. Molto bella questa storia, purtroppo noi certezze non ne abbiamo... possiamo solo sperare che ci sia qualcosa di meglio, davvero.

    Io, però, la mia forchetta la prendo ogni giorno, fedele al mio motto "nel dubbio, divertiti!" :)

    Un MozAbbraccio :)

    Moz-

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    1. METTITI il ... GUANTO se non vuoi che il divertimento finisce in una CONcausa di eVENTI CONtrari al divertimento!

      La NATURA sa difendersi anche con VIRUS e MORBI.

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  6. hahahaha!
    Grande Miki, contraccambio l'abbraccio.
    Dani

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