venerdì 26 luglio 2013

Le mie radici



Brixen (Bressanone) 

Ricordando le mie radici materne; un po’ di storia….

Storia che ho sentito raccontare dalla mia mamma tantissime volte e sempre con le lacrime agli occhi, amava la sua terra, ma ha dovuto lasciarla all’età di diciotto anni, quando perse dopo il papà anche la sua mamma, a causa della “spagnola”, una sorta di brutta influenza che aggrediva i polmoni.

La mia mamma si chiamava Frieda (Frida) classe 1911 nacque a Brixen (Bressanone), frequentò le scuole in lingua tedesca, era l’ultima di 11 fratelli, di cui tre morti in guerra.
La sua mamma era la catechista del paese, la levatrice, e ovunque c’era bisogno lei correva.

La mia mamma è la piccolina sulle ginocchia della nonna


La mamma raccontava un particolare, che a noi sorelle  faceva molto ridere. Per recarsi a scuola quando tutto era innevato scendeva in paese per andare a scuola  in slitta, mentre per ritornare a casa scarpinava con i suoi scarponi e tornava  stanca morta.

La mamma nel giorno della Prima comunione





Dall’Web, gli avvenimenti di quel  paese

Nell'anno 1865 lungo l'asse del Brennero iniziano i lavori per la ferrovia del Brennero, e il 24 agosto 1867 il primo convoglio giunge a Bressanone. La decisione di far partire la diramazione della ferrovia della Val Pusteria da Fortezza(invece che da Bressanone come era stato inizialmente stabilito), significò una perdita in termini economici per la città di Bressanone. Quasi contemporaneamente vi fu anche una rinascita in campo religioso e culturale. Furono fondate nuove scuole come il seminario vescovile (detto "maggiore") e più tardi anche il seminario minore (il Vinzentinum)

Bressanone




La sistemazione dei bacini fluviali della Rienza e dell'Isarco negli anni 1883 e 1884 portò la città alla prosperità. La sistemazione delle condutture che inizialmente trasportavano l'acqua attraverso tronchi di larici, venne migliorata, e si costruì una nuova condotta d'acqua presso Scaleres. L'allora sindaco Otto von Guggenberg gettò nel 1889 le basi per il primo stabilimento idroterapico secondo il sistema Kneipp a sud del Brennero. Nel 1899 fu fondato il Kurverein (circolo per la cura) e quindi Bressanone divenne un rinomato centro di cura (il centro Guggenberg esiste tuttora)  Nel 1903 fu costruita la centrale idroelettrica di Sciaves, seguita nel 1937 dalla centrale nella stretta di Hachl.




Nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale: la popolazione maschile di Bressanone venne mobilitata e spedita in guerra, e nel 1915 la città si trovò a breve distanza da un altro fronte, e cioè quello italiano. Nel novembre 1918 le truppe italiane occuparono Bressanone, che assieme all'intero Alto Adige entrò a far parte del Regno d’Italia, mentre il restante territorio del Tirolo Tirolo del Nord Tirolo Orientale) rimase all'Austria. Fino al 1925 nel centro cittadino vi era un servizio di sorveglianza, organizzato dai cosiddetti "guardiani notturni". Costoro sorvegliavano l'ordine pubblico durante la notte, dopo aver chiuso le porte della cinta muraria. Inoltre dovevano avvisare in caso di incendi, furti e avvistamenti di nemici, oltre ad annunciare ad alta voce l'ora esatta. In particolare a Bressanone avvenne che uno dei guardiano morì improvvisamente, e la moglie ne prese il posto, dando così origine alla leggenda della "dama della torre".

Bressanone addobbata per Natale

 


Durante il fascismo, la città fu oggetto con l'intera regione di un processo di italianizzazione forzata. Successivamente furono attuate le "Opzioni”, un accordo fra il Regno d'Italia e la Germania che obbligava i cittadini altoatesini a scegliere tra cittadinanza italiana e tedesca e tra rimanere nella provincia, accettando la definitiva italianizzazione, o trasferirsi oltreconfine. Nel 1928 al territorio comunale vengono aggregati i territori dei soppressi comuni di Millan (Milland), Sarnes (Sarns), Albes (Albeins) e Monteponente (Pfeffersberg), e la frazione di Elvas, staccata dal comune diNaz Nel 1941 vengono invece aggregati i territori del soppresso comune di Sant'Andrea in Monte (St. Andrä). Dal 1943 al 1945 la città fece parte della Zona d’operazioni delle Prealpi Nel 1964 vi è una nuova sistemazione dei confini della diocesi che corrispondono da allora a quelli della provincia di Bolzano, e la sede della diocesi, rinominata in Diocesi di Bolzano-Bressanone si spostò da Bressanone a Bolzano.



Riprendo la mia storia: 
Il mio nonno fece la scelta di essere italiano, questa scelta però comportava lasciare tutti i propri averi. Lui aveva un’azienda metalmeccanica, ha lasciato tutto, infatti i fratelli più grandi della mamma non hanno potuto più continuare gli studi e questo è stato anche motivo di disgregazione della famiglia, non condividendo alcune scelte del papà.

Un fratello della mamma


 
Una sorella della mamma


La mia mamma arrivò con un’altra sorella a Milano dove trovò lavoro come cuoca in un albergo.
E quando arrivò aveva 18 anni. Dopo sette anni di fidanzamento con un giovane del suo paese ,le arrivò la notizia della morte in guerra del suo fidanzato.

La mia mamma è quella a sinistra


A 27 anni conobbe a Novara mio padre, si sposarono e arrivammo noi 5 sorelle.
Nelle vacanze estive si andava al suo paese e in altri paesi vicini dove vivevano gli zii.
Ho dei ricordi molto belli di quegli anni, la mamma era molto felice quando si arrivava fra  quei bei monti dove aveva vissuto la sua infanzia.

Con una mia sorella e delle cugine, io sono la penultima
 



Ora la mia mamma da dieci anni riposa qui



2 commenti:

  1. Un bellissimo racconto di amore per le proprie radici.Anche la mia familia di origini austriache ha sofferto diversi problemi negli anni della Grande guerra.
    Felice giornata,fulvio

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  2. Fulvio mi ricordo che me ne avevi parlato, vedi che abbiamo in comune queste radici?
    Serena serata!
    Dani

    RispondiElimina

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