martedì 11 dicembre 2012

Vivere la speranza




LA PREZIOSITA' DELLA VITA
(da "Muta il mio Dolore in Danza" di Henri Nouwen  )

C'era una volta un uomo che viveva in una grande metropoli. Ogni sera si recava
 allo stesso ristorante e si sedeva al medesimo tavolo. Si sentiva molto solo. 
Ma un giorno vide sul suo tavolo una bellissima rosa, e fu pervaso
 da una sensazione di gioia. E ogni giorno tornava, e durante il pasto rimirava
quella rosa. A volte era triste, altre felice, altre ancora indifferente o irritato.
 Ma benché il suo stato d'animo mutasse e il tempo passasse, notò che la rosa 
era sempre la stessa. Com'era possibile? Non se ne capacitava.
Poi, con tanto riguardo, la toccò - non aveva mai osato farlo, prima - .
 Ma sentendo quant'erano rigidi i margini delle foglie, si rese conto che la rosa 
non era viva: era finta. Allora, infuriato, la strappò da quel vaso senz'acqua 
e la fece a pezzi. Poi pianse e si sentì più solo che mai.

Non non siamo fatti per amare cose immortali. Solo ciò che è insostituibile,
 unico e mortale può toccare la nostra sensibilità umana più profonda ed essere
 fonte di speranza e consolazione. Dio divenne amabile solo quando divenne mortale.
 Egli divenne il nostro Salvatore perché la sua mortalità non fu fatale ma fu l'accesso
 alla speranza.

Abbiamo visto molti andarsene. Migliaia se ne vanno ogni giorno: grandi personaggi,
 cari amici e innumerevoli altri, sconosciuti ma parte delle nostre vite. 
Noi li abbiamo amati proprio perché erano insostituibili, perché erano mortali.
 Forse, alla luce del commiato di Cristo possiamo iniziare a capire che anche quei giorni possono essere giorni di speranza, che aprono la strada allo Spirito, perché venga,
 apra le porte sprangate delle nostre paure e ci conduca alla piena libertà e verità.
 E alla gratitudine. 


8 commenti:

  1. La speranza, che divente certezza per chi ha la fortuna di avere fede, di "approdare" alla vera vita, priva del peso della carne, è tra i motivi principali che ci spingono ad andare avanti e a sopportare tutti i pesi di questa vita terrena.

    Un saluto

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    1. Sì la speranza che ci viene da Cristo.
      Un caro saluto! Grazie

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  2. Molto profondo e impegnativo per noi.
    Ciao Gioia.

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    1. E' impegnativo ma non impossibile. Riflettendo sugli scritti di Nouwen, mi ha aperto molto la mente e il cuore lo trovo spiritualmente un grande.
      Ciao August!

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  3. Continuare a camminare verso il nostro destino, come volontà di sacrificio...Ecco che nelle feste dove la famiglia è importante si sente il vuoto di quel posto non occupato...Ecco che Dio arriva a ricordarci che Lui cammina con noi...specie durante le "feste". Ciao

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    1. Anch'io comincio a contare molti posti vuoti nella mia famiglia, ma un posto lo lascio libero perché è il Signore con noi!
      Ciao bella, bacio.

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  4. Cara Dani,non prego,non conosco le preghiere, e non vivo di speranza ma solamente di certezza terrena, anche perche le vostre preghiere,cari Cattolici, non sono mai esaudite,i poveri sono sempre più poveri e i ricchi rimangono tali.(PERCHE?)Il vostro Dio li ha abbandonati.E non dirmi che è bello essere ultimo.
    Io cerco di aiutare i tanti che hanno meno di me ma non con la Fede e non con la preghiera ma con il lavoro.
    Forse banale ma vincente.Cattolici,pregate, magari, di meno e siate più generosi.
    Forse sono fuori tema ma questo messaggio mi è venuto dal cuore.
    Ciao,fulvio

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    1. So Fulvio come tu la pensi, ma vorrei dirti che la preghiera è una richiesta di conversione, di accettare le nostre sofferenze, i nostri dolori e la nostra povertà,richiesta di renderci forti nelle tentazioni.
      ".Cattolici,pregate, magari, di meno e siate più generosi"
      Questa frase è un luogo comune per tirarsi fuori da responsabilità.
      Come fai a dire(politici a parte) perché io di loro faccio tutta l'erba un fascio,che i cattolici non sono generosi?
      Ciò che si fa di bene non si deve sbandierarlo, questo modo è farisaico, si fa nel silenzio, e ti assicuro che c'è tanta generosità in giro.
      Ciao Fulvio

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