mercoledì 5 dicembre 2012

Racconto di Natale




Il piccolo albero di Natale






C’era una volta un piccolo albero di Natale che, quando parlava con mamma
 albero di Natale e papà albero di Natale,non vedeva l’ora di poter mettersi 
addosso le palline colorate, i festoni argentati e le lampadine.
 Sognava ogni notte il suo momento, entrare nel salotto buono, 
gustarsi i sorrisi gli auguri in famiglia, lasciarsi sfuggire una lacrima 
di resina dalla contentezza. 



E venne finalmente il giorno del piccolo albero di Natale. Venne scelto quasi

 per caso tra tanti amici alberi di Natale anche loro. Pensava: 
"Adesso è venuto il mio momento, adesso sono diventato grande". 
Il viaggio fu lungo, incappucciato di stoffa bagnata per non perdere 
il verde luminoso dei rami ancora giovani. Tornata la luce, il piccolo
 albero di Natale si trovò nella casa di una famiglia povera.
 Niente palline, niente festoni, solo il suo verde scintillante faceva
la felicità dei bambini che lo stavano a guardare con gli occhi all’insù,
 affascinati.
Era il loro primo albero di Natale. Subito fu deluso, sperava di poter 

dominare una sala ricca di regali e di addobbi eleganti.

Ma passarono i giorni e si abituò a quella casa povera ma ricca di amore. 
Nessuno aveva l’ardire di toccarlo. Venne la sera di Natale e furono pochi 
i regali ai suoi piedi ma tanti i sorrisi di gioia dei bambini che per giorni 
erano rimasti a guardarli sotto il suo sguardo severo per cercare di 
indovinare che cosa ci fosse dentro. Venne il pranzo di Natale, niente di speciale. 
Venne Capodanno, con un brindisi discreto, ma auguri sinceri. 
E venne anche l’Epifania e il momento di andare via.
Questa volta non lo incappucciarono. Lo tolsero dal vaso, gli bagnarono

 le radici e tutta la famiglia lo accompagnò verso il bosco. Era felice di 
ritornare con mamma albero di Natale e papà albero di Natale.
 Passando per la strada vide tanti suoi amici, ancora con le palline colorate e 
i fili d’oro e d’argento, che lo salutavano. Ma c’era qualcosa di strano, 
erano tutti nei cassonetti della spazzatura, ricchi e sventurati, piangevano
 anche loro resina, ma non per la contentezza.
Chissà dove sarebbero finiti! 


Ora il piccolo albero di Natale è diventato un abete grande e possente,

 ha visto tanti figli andare in vacanza per le feste. Qualcuno è ritornato, 
sano o con un ramo spezzato. Lui guarda da lontano la città dove i bambini 
del suo Natale lo hanno amato e rispettato. Perché è un albero di Natale,
 albero di Natale tutto l’anno, perché Natale non vuol dire essere buoni e 
bravi solo il 25 dicembre, perché Natale può essere ogni giorno.
 Basta volerlo come quel piccolo albero di Natale che ci tiene
compagnia sulla montagna, anche se lontano, anche se non lo vediamo. 


E c’era una volta e c’è ancora oggi, un albero di Natale. Sempre diverso e 

sempre uguale, quasi un caro amico di famiglia che si presenta ogni anno 
per le vacanze, le sue vacanze,da Santa Lucia all’Epifania. Grande, piccolo, 
verde o dorato, testimone di ogni Natale, un amico con il quale aspettare
 l’apertura dei regali e l’occasione buona per scambiarsi gli auguri, per fare
 la pace, per dirsi anche una parola d’amore. E tutti vogliamo bene all’albero 
di Natale, ogni anno disposti ad arricchire il suo abbigliamento con nuove 
palline colorate, un puntale illuminato e addobbi d’oro e d’argento.
È cresciuto con noi, cambiato ogni anno, sempre più bello agli occhi di chi guarda, 
occhi di bambino, ma anche occhi di adulto che vuole tornare bambino.
Per quei giorni di festa è lui a fare la guardia al focolare, a salutare quando 

si rientra a casa, a tenere compagnia a chi è solo. Una presenza che conforta, 
non solo nell’anima. È meglio se l’albero è di quelli con le radici, pronto a 
dismettere l’albero della festa e a compiere il suo dovere in mezzo ai boschi, 
 a diventare grande, libero e felice.



14 commenti:

  1. Ciao Daniela, è bellissima questa favola che è molto più di una favola. Che presenza amica che è il nostro albero, che cresce con noi, che con i suoi addobbi racconta un pezzo della nostra vita...ma non può restare solo un albero, deve diventare il simbolo dell'amore che possiamo donare.
    Antonella

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    1. Antonella hai trovato le parole piu giuste per esprimere il significato vero!
      G r a z i e!
      Un abbraccio di vero cuore!♥

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  2. Una storiella molto significativa, grazie di averla condivisa con noi Dani :*
    Per te, un premio su questa pagina: http://ipensieridisally.blogspot.it/p/blog-page_05.html

    Buona giornata ^^
    Sally

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    1. Ciao cara Marianna, stai bene? Sono contenta di trovarti!
      Grazie ora vengo a trovarti, nel frattempo ti lascio un bacio grande!♥

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  3. Una bellissima storia, un consiglio, un monito. L'albero di Natale deve rappresentare molto di più di un ornamento, deve essere simbolo d'amore reciproco.. e rispettato, perchè la natura è ciò che di più bello ci ha donato il Signore. Buon pomeriggio Stefania

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    1. Sì cara Stefy, rispetto per la natura, per il creato, ogni creatura, e amore al Creatore.
      Grazie e un bacione!♥

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  4. Che bella favoletta!! Grazie Dany! Posso copiarla per futuri nipotini, se mio figlio solo si decidesse!!?? Bacione

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    1. Certo Fiorella, ciò che posto è per tutti i miei amici, se non sono amici pazienza!!!
      Ma dai è ancora piccolo il tuo Alessio! dovrà ancora ripensarci!!!
      Vorrei tanto anch'io diventare nonna... quando arriverà sarò così decrepita che non potrò spupazzarmelo!!
      Un bacio♥

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    2. Mica tanto piccolo, fra un po' di giorni compirà 25 anni...lla mia paura e' la tua, sarò anche io una vecchietta con il bastone se aspetta ancora un po'!!

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    3. Non tanto tempo fa, era normale sposarsi a 25 anni, ora la normalità è di almeno 10 anni in più.
      Ciao Fiorellina, grazie! Oggi splende un bellissimo sole!

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  5. Questo albero è stato fortunato perchè ha trovato l'amore. E con quello è cresciuto e ha potuto stendere le sue radici.
    E' proprio un bella storia che fa bene al cuore dei grandi.
    Bacioni cara :)

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    1. Sì Saray abbiamo bisogno di scaldare il cuore!
      Un abbraccio!

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  6. Avevo proprio voglia di una bella favola! Il presepe è pronto, i presepini in mostra, gli angioletti anche loro mi salutano dal tavolo e l'albero? Forse lo prepareremo sabato pomeriggio con Giacomo e Francesco e naturalmente Elena è lei che dirige i lavori . Ciao Dani Buonanotte!

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    1. Ciao cara Lucy, stamane ci siamo dette un sacco di cose, tranne che splende un bel sole!
      Un bacio

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