venerdì 20 aprile 2012

Dolore



Ieri ho iniziato  il corso  di formazione per volontari in cure palliative

Il corso è interessante e prepara  a livello psicologico e tecnico per aiutare i malati terminali,
nella terapia del dolore,
Si lavora in equipe: medico, psicologo,infermiere, assistente sociale e volontario.in aggiunta un sacerdote per la cura spirituale
 Il volontario opererà sia in hospice, che a domicilio, dopo un tirocinio di tre turni affiancato ad un volontario esperto.
Il corso terminerà ad Ottobre e poi partirò in questa “avventura” nel mondo della sofferenza.
Ho pensato a lungo prima di decidere, e ho pregato per chiarirmi le idee, poi ho deciso per il sì!

 
Le cure palliative si occupano in maniera attiva e totale dei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici e la cui diretta conseguenza è la morte. Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza.
Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie. Alcuni interventi palliativi sono applicabili anche più precocemente nel decorso della malattia, in aggiunta al trattamento oncologico.

Le cure palliative:
• affermano la vita e considerano il morire come un evento naturale
• non accelerano né ritardano la morte
• provvedono al sollievo dal dolore e dagli altri disturbi
• integrano gli aspetti psicologici e spirituali dell'assistenza
• aiutano i pazienti a vivere in maniera attiva fino alla morte
• sostengono la famiglia durante la malattia e durante il lutto.


La cura palliativa è quindi un approccio che migliora la qualità della vita dei malati, e delle loro famiglie, che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili. Le cure palliative agiscono attraverso la prevenzione ed il sollievo dalla sofferenza, per mezzo di un'identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicosociale e spirituale.

Prego perché il Signore mi aiuti in questo nuovo impegno 



 






5 commenti:

  1. E' un impegno duro, ma ce la farai.
    Ciao Gioia.

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  2. È un impegno duro, ci vuole molto amore, e pazienza, e soprattutto umiltà nello svolgere questo compito.

    Lo vedo quando vado a trovare la mamma della Raffa; incontro delle persone che non ti possono rispondere, che sono assenti, oppure che ti rispondono a modo loro, e che la nostra distanza ci impedisce di avvicinarci.
    Sono lì in attesa di una parola o di una carezza che non ti possono restituire.
    E la cosa più brutta e dolorosa è quando vedi gli infermieri, o chi dovrebbe essere più preparato nell'aiutare queste persone, che li trattano come fossero degli oggetti, come una fonte di lavoro, per cui non viene fatto nulla per farli migliorare. L'importante, ho visto, è che stiano in uno stato il più vegetativo possibile, stabile, in modo che il paziente stia lì e non richieda molto impegno.

    BRAVAAAA DANIELAAAA!!!

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  3. @Gus,
    Spero proprio di sì!

    @Ric,
    Lo so ,tu sai che ho una sorella in quelle condizioni da 15 anni, aveva 52 anni quando un'aneurisma al cervello me l'ha ridootta così, ogni volta che vado da lei, mi dona tanto amore , più di quello che io dono a lei, anche se devo stringere cuore prima di entrare,nella sua camera!
    Dopo un anno di coma, tre interventi alla testa,le avevano dato al massimo due anni di vita, ne sono passati 15, lei è un po' di tempo che non dice più che vuole morire per raggiungere suo marito, che é mancato una settimana prima di quello che successe a lei.
    In pochissimi anni ho avuto 6 lutti,nella mia famiglia ristretta,
    quindi spero di riuscire in questo mio intento.
    Ciao amico mio!

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  4. Cure palliative. Si potrebbe pensare che siano delle cure che non possono più fare molto. Ma io credo che quello che potrai dare sarà molto di più di ciò che può fare la scienza, perché darai amore a delle persone cui la medicina ha detto che non c'è speranza. Quindi gli darai una speranza. Anche avere accanto una persona che ti stringe una mano è una speranza.

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