lunedì 21 novembre 2011

La strada è la mia casa



Era stupido, ma aveva mentito ancora, ecco quello che pensava, era proprio uno stupido.
A volte mentiva senza ragione, era inutile e faticoso, non ne valeva davvero la pena, tanto quando lo guardavano vedevano subito chi era. Aveva detto che stava facendo delle ricerche sugli indigeni americani. Ma le scarpe erano bucate, alla giacca mancavano dei bottoni e inoltre la bibliotecaria sapeva chi era, anche se fingeva di credergli e lo indirizzava verso lo scomparto dove poteva trovare i libri sugli Indiani.
A lui non fregava niente degli indigeni d’America. L’aveva detto tanto per dire.
Per sentirsi  importante.
Spesso si recava in biblioteca per guardare i libri, e quando passava tra gli scomparti, li toccava con la punta delle dita. Gli sarebbe piaciuto accarezzarli un po’, ma spesso aveva le mani sporche, e allora li sfiorava con la punta delle dita per non lasciare impronte.
Andare in biblioteca gli piaceva, gli piaceva imparare delle parole ma anche stare al calduccio, come oggi. Vi aveva trascorso quasi tutta la giornata. Non cercava niente di particolare, il silenzio, sedersi su una sedia e appoggiare i gomiti sul tavolo. Ricordarsi dei libri  che aveva letto e di quelli che voleva leggere, ricordarsi del tempo in cui aveva una casa e delle cose un po’ dovunque, cose inutili che accumulava, senza sapere perché, e c’era stato un momento in cui avrebbe anche ucciso pur di conservarle. I libri, soprattutto. Gli dava sicurezza vedere l’intelligenza umana ben allineata sugli scaffali della sua libreria. In casa sua. Perché aveva avuto una casa sua.
Era passato tanto tempo. Un’eternità, si poteva dirlo, in un’altra vita, un tempo in cui era un po’ poeta, un letterato comunque, almeno nel tempo libero, si capisce.
Aveva lavorato nel commercio, vendeva cellulari, ma questo gli portava via un mucchio di tempo e aveva smesso. Aveva fatto anche i suoi studi, ma non li aveva portati a termine, c’era stato un cortocircuito nella sua testa e così non era diventato un intellettuale.
Oggi, in biblioteca cercava delle parole, solo per passare il tempo. Ce n’era una che voleva trovare,
ma non sapeva quale, tutto quello che sapeva era che l’avrebbe riconosciuta, la conosceva da sempre e l’avrebbe trovata, ne era certo. Pensava che,[…].


da- La strada è la mia casa di  Pia Petersen-


4 commenti:

  1. Daniela ho sbagliato post. Auguri per una dolce notte. Bruna. ciaoooooooooooooo

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  2. Daniela mia cara, sono un po' pasticciona, scusa ma imparerò ad usare anche questo blog. Quando puoi passa da me che mi daigioia! Ti abbraccio con affetto. Bruna. ciaoooooooooooooo

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  3. Anche io cercavo una parola. La parola all'origine di tutte le altre. Perciò ho preso lettere classiche all'Università ed ero appassionata di Glottologia.
    Mai avrei pensato che mi sarei scontrata con un Crocifisso, il Verbo incarnato, la Parola da cui scaturisce la vita.
    Chissà come va a finire il romanzo in questione?
    Ciao.

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