mercoledì 15 giugno 2011


Il muro di B.F.



C’era una volta, ma forse c’è ancora, un paese diviso in due da un muro.
Era un muro alto, massiccio, grigio e minaccioso.
Mai, proprio mai, nessuno aveva osato scavalcarlo.
Nel muro non c’erano passaggi, porte o cose simili. Neanche un buchetto
piccolo piccolo. Quelli che erano nati da questa parte del muro non avevano
mai visto quelli che erano nati dall’altra parte e viceversa.
Gigi abitava da questa parte del muro.
Era un bambino gentile, con occhi castani e i capelli biondi.
Ma era stufo di giocare sempre da solo nel cortiletto della sua casa, che era
stata costruita proprio contro il famoso e tetro muro.
“Perché non posso andare a giocare dall’altra parte del muro?”, chiese Gigi,
un giorno alla mamma.
“Perché di là ci abita della gente molto cattiva”, rispose il padre.
Gigi ritornò a giocare da questa parte del muro.
Ma ormai la tentazione di

dare una sbirciatina al di là del muro era troppo forte.
Vide che il cemento del cortile era scheggiato proprio contro il muro e,
quasi con indifferenza, infilò la sua paletta sotto un grosso frammento.
Il pezzo di cemento si alzò con estrema facilità.
Gigi cominciò a scavare con decisione.
Dall’altra parte del muro, c’era un altro cortile, una casetta, un bambino
di otto anni con i capelli biondi e gli occhi castani.
Il Gigi dell’altra parte del muro portò il Gigi di questa parte del muro a visitare
il suo nascondiglio segreto.
“Io ho  un fratello, una sorella e un cane, gli disse Gigi.
“ Proprio come me”, gli rispose Gigi.
Gigi passeggiò con Gigi in lungo e in largo per la città dall’altra parte del muro.
“ Ti comprerei un gelato, ma i miei si sono dimenticati come al solito di darmi
la paga della settimana”. gli disse Gigi.” Anche i miei”, disse Gigi.
“Io non me la cavo troppo bene in aritmetica ed ho un po’ paura del buio”, disse Gigi.
“Proprio come me”, gli rispose Gigi
I due ragazzi si presero a braccetto e ritornarono presso il muro.
“Bisogna sempre stare attenti, perché ci sono delle persone spaventosamente cattive”,
disse il Gigi dell’altra parte del muro.
“Dove sono tutte quelle persone spaventosamente cattive?”.”chiese il Gigi di questa parte
del muro.”Stanno dall’altra parte del muro”. Gli rispose Gigi.
Finalmente Gigi si infilò di nuovo nel buco e ritornò a casa sua da questa parte del muro.
Entrò in casa facendo finta di niente, ma la sua fuga era stata notata.
Papà e mamma erano là che lo aspettavano con le mani sui fianchi e il cipiglio
Delle grandi sgridate.
“Gigi!”, gridarono, “Tu sei stato dall’altra parte del muro!”
“Sì, rispose Gigi.
“E allora”, gridarono,”come sono?” “Proprio come noi”, rispose Gigi.




 


L’empatia è la rara virtù che ci aiuta
ad abbattere il muro.
Per scoprire che ogni “altro” è
proprio come noi.



 




7 commenti:

  1. "E'", voce del verbo Essere...siamo...tutti pensiamo lavoriamo quindi siamo,  culture diverse, tradizioni  popoli religioni storie personali ma una cosa ci unisce il cuore...da li si dovrebbe partire sempre la mente nel cuore...un abbraccio grazie della riflessione gioia nel cuore cara amica!

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  2. L'Empatia e' nel cuore ( aggiunto) Un abbraccio bella!

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  3. Una bella storia.
    Questo invece è un pezzo del muro di Berlino che un tedesco ha fatto trasportare a Fatima.

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  4. Hai ragione, i muri cadono quando smettiamo di sentirci migliori degli altri.
    Buona serata con la luna rossa

    Franco è andato con i bimbi a fotografarla sul colle. Voleva che ci andassimo anche noi...
    Sarà per la prossima volta.

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  5. Laprimaparola, ma la foto l'hai fatta tu-Franco?

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  6. eh no, io qui non la vidi la luna, fu nuvolo.

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  7. @kjya,
    Gioia nel cuore a te cara Mariella, grazie!
    @Ric,

    @laprimaparola,
    deve essere stata bellissima, da noi era nuvolo....,sarà per la prossima che dici?
    @TonyM,
    Sono contenta, grazie a te!
    Buon fine settimana

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