martedì 25 gennaio 2011

Credere










Da sempre uomini e donne che affrontano la sofferenza, il male
e le disgrazie, sono rimasti turbati da questo dilemma:
o Dio è onnipotente e non ci ama, oppure ci ama e non è
onnipotente.
Se Dio esiste, e se è amore, come dicono i cristiani, allora
perché esistono il male e la sofferenza?




La potenza di Dio non può opporsi all’autonomia dell’uomo che
ha creato libero, a sua immagine. Si tiene in disparte.
Dio non è assente, ma la sua presenza attenta e benevola è discreta.
Il suo ritirarsi non è un’ammissione di impotenza né un segno di
indifferenza, ma un segno d’amore.
 



Dio, in Gesù Cristo, abbandona tutta la sua potenza e si schiera al
nostro fianco.
All’inizio dei vangeli, i racconti delle tentazioni nel deserto narrano
che Gesù rifiuta il potere e la potenza, umanamente intesi. Risultato:
si avvia verso la sua Passione.
Gesù ha vissuto la nostra condizione. Si è messo dalla nostra parte,
con noi, anche nella sventura, nella sofferenza e nella morte.
Ma i vangeli non si fermano alla croce.
La morte di Cristo è un passaggio verso la vita. La rinuncia alla potenza
della “condizione divina” e il passaggio attraverso la debolezza umana
conducono alla “ potenza della sua Risurrezione” (Filippesi 3,10 ), al
potere che ha Cristo di far entrare con lui l’umanità nella vita eterna.
Così Gesù che si è messo al nostro fianco nella sventura e nella morte,
è al nostro fianco contro la sventura e la morte





9 commenti:

  1. Gv 3,16
    Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.


    Il Padre sostiene la croce del Figlio.
    Innestati in Gesù, nulla ci turbi, nulla ci spaventi, perchè abbiamo un Salvatore potente.
    Signore aumenta la nostra fede!

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  2. utente anonimo25 gennaio 2011 10:49

    Daniela, Antonietta.
    grazie per la bella riflessione.
    Un caro saluto.

    Rosella e Carlo.

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  3. @coloratissimo,
    Fulvio ti sbagli,io non nessuna intenzionedi giustificare la fede, la fede non ha bisogno di alcuna giustificazione. O c'è, o non c'è.
     
    Naturalmente tu sei liberissimo di pensare quello che vuoi a riguardo,
    ma quello che è scritto lo penso!

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  4. Cara Daniela le scritture sono tutte umane e fallibili,Gesù non ha lasciato scritti e Dio che nessuno ha mai visto nemmeno,si crede sempre nel uomo che scrisse o disse per sentito dire.
    Erano migliori gli dei dell'Olimpo,schierati ora con uno ora con gli altri cercando sempre di essere presenti nella vita di noi poveri mortali,ora la presenza è solamente credenza,nessun segno,nessuna indicazione,se non gli scritti lasciati da uomini, forse un nuovo Gesù sarebbe il benvenuto.
    Oggi un Dio assente a che serve,l'amore per i miei simile mi nasce spontaneo,come il giusto comportamento nel vivere.Lascio Dio ai peccatori e ai bastardi di questa terra che consci delle loro malefatte sperano in un perdono divino in cambio dell'ultimo pentimento.
    Felice sera,fulvio

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  5. Scusa Fulvio, la tua grande conoscenza di sant'Agostino a cosa ti portò?

    Io sono convinto che Dio ti ha lasciato spesso un segno ma non lo hai voluto riconoscere.
    Ringrazio Dio di essere un porco bastardo peccatore che ha bisogno di essere tosato e tonsato ogni volta che per mie malefatte mi perdo, perché tu uomo non sei venuto a pigliarmi quando cadevo, ma Dio Padre e Figlio e Madre sì, sono venuti e non mi hanno detto peccatore bastardo ma figlio mio, vieni, eccoti un cuore nuovo.
    Anche a te Fulvio ti attende per darti un cuore nuovo. 

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  6. utente anonimo25 gennaio 2011 19:02

    Tosto, il Ric: "... ringrazio Dio di essere bastardo peccatore che ha bisogno di essere tonsato ogni volta che per le mie malefatte mi perdo...".
    "... non mi hanno detto peccatore bastardo, ma figlio mio, vieni, eccoti un cuore nuovo".
    Amore. E' soltanto e sempre questione di Amore.
    Forse per questo che Dio è... uno solo!

    Crlo.

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  7. Oibò ma che segno è mai questo che Laprimaparola ha il punto di domanda come Carlo?

    Io ho sentito che i bambini nel ventre della madre non la riconoscono dalla voce, ma dal battito del cuore, mentre riconoscono il padre e le persone esterne dalla voce.
    Ma ben più importante è il riferimento a san Paolo. 

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  8. Anto , è per solidarietà a Carlo?

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