venerdì 17 dicembre 2010

Ingresso libero...






Nella vita quotidiana siamo abituati a leggere avvisi come:
ingresso libero, oppure divieto di accesso, ingresso riservato,
suonare prima di entrare,
Ogni luogo, infatti, regola la propria accessibilità attraverso delle porte,
delle soglie che  è necessario oltrepassare per poter entrare.
Anche le nostre abitazioni hanno delle soglie; portoni di ingresso,
anticamere, cancelli. La porta è uno dei luoghi fondamentali dell’abitazione;
essa, infatti, costituisce un elemento che la identifica, poiché non costituisce
solo una soglia da attraversare, ma il luogo a partire dal quale si definisce lo
spazio dell’intimità.
La porta è il limite che custodisce la differenza tra il dentro e il fuori, che
stabilisce la relazione  tra la famiglia e gli estranei.
Come in ogni casa vi è una porta, cosìogni Chiesa ha il suo portale e i suoi
riti della soglia.
Nella tradizione cristiana la porta è il simbolo di Cristo: “Se uno entra
attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo”(Gv. 10,9).
La sua simbologia è cosìimportante da identificare il sacramento stesso del
Battesimo, detto appunto, la porta della vita (Catechismo della Chiesa
Cattolica,n.1213).

Le porte delle nostre chiese non precludono l’accesso a nessuno; tuttavia per
poter essere ammessi ai santi misteri è necessario varcare una soglia, quella
che nel vangelo di Matteo viene denominata come la porta stretta (Mt.7,13).
Infatti solo chi passa attraverso la morte e risurrezione di Cristo puòentrare
Nel Regno di Dio: “ Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non puòentrare
nel regno di Dio”(Gv. 3,5)
La porta della chiesa è dunque sempre accessibile per ogni uomo e per ogni
donna, ma non a tutti è dato di comprendere i santi misteri.
Per passare è necessario oltrepassare una soglia, prendere una decisione,
operare una scelta che inevitabilmente provoca un cambiamento.
E’ quell’istante sospeso tra un passato, ormai alle spalle, e un futuro che non
c’è ancora. E’ accettare di andare incontro ad una situazione nuova, promessa,
desiderata, ma non ancora compiuta.
E’ l’istante in cui la decisione genera fiducia, apertura all’incontro  con l’Altro.
bisogna  riscoprire il senso della porta e del necessario passaggio tra il fuori
e il dentro.

Quando si smarrisce il senso della soglia, infatti, non si comprende più la
differenza tra l’essere lontani o vicini, essere estranei o familiari, e tutto
si appiattisce in una specie di indifferente convivenza.
Ogni domenica ci è chiesto di arrivare davanti ad una porta che è sempre
aperta per noi: attraverso il suo passaggio abbiamo la possibilità di scegliere,
ancora una volta, di morire al peccato per rinascere ad una vita nuova.

Lì, sulla soglia, si rinnova la memoria del gesto che ci ha rigenerati,
il segno della Croce e l’acqua benedetta.




 

4 commenti:

  1. La porta stretta ci porta a riflettere su quanto siamo larghi, quante cose pretendiamo di portarci dietro e di farci entrare insieme a noi.
    Per entrare bisogna fare un'energica cura dimagrante associata ad una spogliazione progressiva di noi stessi.
    Se il cuore di Dio non fosse di carne, vale a dire dilatabile, non ci sarebbe speranza per nessuno o quasi.
    Invochiamo lo Spirito perchè ci renda capaci di realizzare ciò a cui siamo chiamati.

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  2. Si potrebbe dire che una porta non è solo una porta.
    Che anche se si oltrepassa una porta non è detto che si veda quello che c'è dall'altra parte.

    Me lo devo rileggere bene.

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  3. Per tornare ad oltrapassare la soglia..dimentichiamoci un poco noi stessi, lasciamoci andare..entriamo, ci aspetta e' sempre rimasto..bella riflessione Daniela bella un abbraccio forte tvb.

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