sabato 14 agosto 2010





Lettera a Giuseppe

di don Tonino  Bello



 Dimmi Giuseppe, quand'è che hai conosciuto Maria? Forse un mattino di
 primavera, mentre tornava dalla fontana del villaggio con l'anfora sul
capo e con la mano sul fianco, snello come lo stelo di un fiordaliso?
 O forse un giorno di  sabato, mentre con le fanciulle di Nazareth
conversava in disparte sotto l'arco della sinagoga?
 O forse un meriggio d'estate, in un campo di grano, mentre, abbassando gli
 occhi splendidi per non rivelare il pudore della povertà, si adattava all'
 umiliante mestiere della spigolatrice?
 Quando ti ha ricambiato il sorriso e ti ha sfiorato il capo con la prima
 carezza, che forse era la sua prima benedizione e tu non lo sapevi; e poi
 tu la notte hai intriso il cuscino con lacrime di felicità?
Ti scriveva lettere d'amore? Forse sì; e il sorriso, con cui accompagni il
 cenno degli occhi verso l'armadio delle tinte e delle vernici, mi fa
 capire che in uno di quei barattoli  vuoti, che ormai non si aprono più,
 ne conservi ancora qualcuna.
 Poi, una notte, hai preso il coraggio a due mani, sei andato sotto la sua
 finestra, profumata di basilico e di menta, e le hai cantato sommessamente
le strofe del Cantico dei cantici:



Come sei bella, amica mia, come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre,
che scendono dalle pendici del Gàlaad.
I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
che risalgono dal bagno;
tutte procedono appaiate,
e nessuna è senza compagna.
Come un nastro di porpora le tue labbra
e la tua bocca è soffusa di grazia;
come spicchio di melagrana la tua gota
attraverso il tuo velo.
Come la torre di Davide il tuo collo,
costruita a guisa di fortezza.
Mille scudi vi sono appesi,
tutte armature di prodi.
I tuoi seni sono come due cerbiatti,
gemelli di una gazzella,
che pascolano fra i gigli.
Prima che spiri la brezza del giorno
e si allunghino le ombre,
me ne andr
òal monte della mirra
e alla collina dell'incenso.
Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia.
Vieni con me dal Libano, o sposa,
con me dal Libano, vieni!

Cantico Dei Cantici 4,1-8





5 commenti:

  1. Che bel post, Daniela!Nel mio recente viaggio in Terra Santa, a Nazareth ho visitato il pozzo, ora situato dentro una chiesa ortodossa, dove molto probabilmente Maria andava ad attingere acqua. Secondo il protovangelo di Giacomo, Lei ha ricevuto proprio al pozzo la sua prima annunciazione dall'Angelo. Ebbe paura e tornò a casa, pochi passi più in là, dove avenne l'Annuncio, quello narrato da Luca.In effetti la figura di Giuseppe, silenzioso e schivo, intriga moltissimo. Il suo amore per quella bellissima ragazza, molto probabilmente fatto di sguardi e di tremarella di stomaco. Il suo amore grande per lei lo ha esternato quando accettò di ripudiarla in segreto per evitarle la lapidazione e poi, dopo l'Angelo, nell'accoglierLa e nel fare il padre a Gesù. Un uomo giusto e misterioso che nei fatti ha dimostrato il suo Amore e la sua Fede. 

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  2. Cara Dani,oggi spende il sole,spero duri.Buon Ferragosto.fulvio(Riflessione:Il Cantico e la lettera sono molto belli,ma perche tanto incompresibile mistero(Dogma).Io preferirei un Gesù nato dall'amore di Maria e Giuseppe, uomo tra gli uomini.Nel cattolicesimo la carnalità è sempre stata,se non condannata,vista con sospetto e quando si parla deii Santi il desiderio viene sempre taciuto, tutti,o quasi,sono casti e vergini ma il desiderio è una parte importante di noi perche mortificarlo).

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  3. Cara Dani,oggi spende il sole,spero duri.Buon Ferragosto.fulvio(Riflessione:Il Cantico e la lettera sono molto belli,ma perche tanto incompresibile mistero(Dogma).Io preferirei un Gesù nato dall'amore di Maria e Giuseppe, uomo tra gli uomini.Nel cattolicesimo la carnalità è sempre stata,se non condannata,vista con sospetto e quando si parla deii Santi il desiderio viene sempre taciuto, tutti,o quasi,sono casti e vergini ma il desiderio è una parte importante di noi perche mortificarlo).

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  4. @coloratissimo La religione cristiana non condanna il corpo ma l'uso che se ne fa. Dio ci ha creati per amore e ci ha chiamati ad amare attraverso il corpo. Cristo per comunicarci l'amore del Padre ha preso un corpo e attraverso lo Spirito ce lo ha donato e continua a donarcelo nell'Eucaristia. Questo mistero è grande! L'amore ha due facce: quello egoistico ci dà piaceri intensi, ma fugaci, quello altruisico, gioia profonda e prolungata.Dio sa di cosa abbiamo bisogno. Come ogni Padre desidera che delle cose belle e buone facciamo buon uso perchè durino in etreno.Buon ferragosto!

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