martedì 9 giugno 2009

libro anto                                                                  
Questa è la storia di una malattia del corpo
e dell'anima, la storia di una ricerca, la storia
di una sofferenza che non ancora si placa, la
storia di un cuore rimasto blindato per anni,
dominato dall'attività frenetica di una mente
instancabile, la storia di un grande salto, nel
mistero di Dio, la storia di un incontro,
apparentemente casuale, con un crocifisso
che parlava d'amore.

                         


* * *

                                                                    
                                   Antonietta  Milella è nata a Paglieta ( Ch ) il 9-03-1944.
                                   Laureatasi a Bologna in Lettere Classiche, ha insegnato
                                   nei Licei abruzzesi dal 1967 al 1999.
                                   Dopo la conversione, di cui questo libro rende testimonianza,
                                   è entrata a far parte del Rinnovamento Carismatico Cattolico.


           * * *



         Ho conosciuto Antonietta in splinder, è nata un'amicizia che
       abbiamo approfondita nella vita reale regalandomi momenti
       di grande stupore
ricchezza interiore, gioia e serenità.
       Vorrei riportare qui alcuni passaggi significativi di questo
       libro-diario.


Di questo libro è nato prima il titolo: "
il gioco dell'oca ", un giorno
non molto lontano in cui ripensavo a questa mia vita che puntualmente
mi riproponeva il dramma del fallimento, del trovarsi ogni volta
lì dove ero partita.
Per quanto facessi, per quanto m'ingegnassi, per quanto tenacia
e fermezza nel proseguire lo scopo non venissero meno, sempre,
vicino alla meta, il masso di Sisifo mi ripiombava sopra la testa.


All'entusiasmo iniziale per le nuove cure,alla fiducia indiscussa
sull''efficacia delle terapie, cominciò a subentrare la rassegnazione
a un destino di sofferenza e di morte. (1997/98)

All'immagine di Prometeo, a cui l'aquila di Giove di notte mangiava
il fegato che però ogni giorno ricresceva  più rosso che mai, a quella
di Sisifo, condannato in eterno a spingere un masso che ripiombava
giù proprio quando era prossimo alla vetta, si era associata e sempre
più si sovrapponeva negli ultimi tempi quella da Atlante, che
sostiene sulle spalle tutto il peso del mondo.
L'idea della morte come liberazione e termine delle umane
sofferenze mi aveva spesso aiutato a sopportare notti insonni passate
a difendermi dagli attacchi inclementi di un corpo impazzito.


Signore, quando entrai nella tua chiesa il 5 gennaio del 2000, non
sapevo cosa avrei trovato, né subito capii l'importanza di quel gesto,
l'importanza di quella parola, l'unica che mi colpì in quel tardo
e freddo pomeriggio invernale.

Riportai a casa una frase che a stento si fece strada nella confusione
dei miei pensieri e su quella meditai.

"
L'uomo crede di essere Dio, ma non è Dio
"

Signore, Tu però sapevi di cosa avevo bisogno, non hai aspettato
che chiedessi, hai solo guardato alla mia pena infinita, hai guardato
alle mie mani vuote, hai guardato al deserto che aspettava di essere
irrigato, hai guardato alla mia sete ancestrale, hai guardato al mio
vuoto, che sembrava incolmabile, e l'hai riempito pian piano di Te.

E' bastato  che abbassassi la guardia, che mi spogliassi del mio
"dover essere", perché mi mostrasse il suo volto nascosto dalla  mia
voglia di VINCERE

* * *

" Il mio albero oggi lo guardo e ringrazio
quella croce non a caso incontrata, dove né
fiori né foglie abbelliscono il legno, ma Colui
che mi ha riportato alla vita".

* * *

http://laprimaparola.splinder.com/









          



7 commenti:


  1. mille voci
    esseri che non conosco,

    han suoni di venti e pascoli,
    fischi , acque ,rumori, frutti , tuoni .


    viaggiano con me
    senza che io sappia mai come arrivano,
     e da dove

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  2. Il cammino delle persone, le loro strade, le Parole che ricevono, sono sempre affascinanti

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  3. Profondo il contenuto del post che condivido...
    L'uomo si crede Dio senza essere Dio...infatti...

    Nel virtuale non si prendono solo "tranvate". Si conoscono anche persone speciali:)

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  4. ciao......mi ricordo eccome del gioco dell'oca anche perchè spesso ero il protagonista......ciaoooooo

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  5. Buongiorno cara Daniela,ti ho letto con ammirazione,non condivido i contenuti sul trascendente,ma hai scritto un bellissimo post,pieno di sentimento.
    Felice giornata,f.

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  6. @ perijulka;
    grazie Julkina!
    @ paracchini;
    si Ric,anche i pensieri che regalano.
    Grazie!
    @ baronerosso1;
    Condivido in pieno il tuo pensiero.
    Grazie Eligio!
    @ pociachi;
    Il protagonista?
    Grazie Tato!
    @ coloratissimo,
    Sarei stata molto contenta se avessi condiviso anche i contenuti sul trascendente:((
    Grazie fulvio!

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  7. Quando la strada si fa più ardua e difficile e la memoria si offusca, dimenticando tanti SUOI benefici, LUI manda un angelo a ricordarteli.
    Grazie di tutto.

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