giovedì 7 maggio 2009

Dipendenze




Le campagne pubblicitarie servono a poco.
Fumo ,alcool e droghe sono entrati nella vita di tanti ragazzi
perché coprono e riempiono solitudini, disagi, paure.
In gioco non è soltanto la gola, ma l'insicurezza circa la
propria esistenza.Quando la nostra vita è troppo sotto pressione
o la sentiamo inutile ci rifugiamo, con droghe vere e proprie o
con comportamenti compulsivi,nell'illusione.
Se riusciamo ad ancorarci di nuovo alla realtà- nel lavoro,
nella famiglia, nell'impegno sociale, nello sport o in attività
piacevoli- non abbiamo più bisogno di essere sostenuti dalle
grucce della dipendenza.
Bisogna trovare un equilibrio.
Non c'è nulla di male godersi i piaceri della tavola,  riscoprire
la sana compagnia attorno ad un buon piatto e a un bel
bicchiere di vino.

Un proverbio cinese:
"Il vino non ubriaca. E' l'uomo che si ubriaca ".

L'ubriacone
      Il pianeta appresso era abitato da un ubriacone.
        Questa visita fu  molto breve, ma immerse il Piccolo Principe
        in una grande malinconia.
        " Che cosa fai tu?", chiese all'ubriacone che stava in silenzio
         davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione
         di bottiglie piene.
         " Bevo", rispose in tono lugubre, l'ubriacone.
         " Perché bevi?", domandò il Piccolo Principe.
         "Per dimenticare", rispose l'ubriacone.
         " per dimenticare che cosa?", s'informò il Piccolo Principe
         che cominciava già a compiangerlo.
         " Per dimenticare che ho vergogna", confessò l'ubriacone
         abbassando la testa.
         " Vergogna di che?", insistette il Piccolo Principe che
         desiderava  soccorrerlo.
         " Vergogna di bere!" e l'ubriacone si chiuse in un silenzio
         definitivo.
                     Antoine de Saint-Exupèry, Il Piccolo Principe, cap.xii
 




11 commenti:


  1. premere più forte le mie labbra
    contro un cuore turbato

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  2. utente anonimo7 maggio 2009 13:28

    Nell'epoca del "che male c'è?", nessuna campagna informativa potrà mai incidere... Ciao e buona giornata!

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  3. ...occorre un'educazione capillare, perchè nella loro incosciente arroganza giovanile i ragazzi cercano tutto, subito e senza porsi problemi...dopo, per molti, è troppo tardi...

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  4. Il problema è la solitudine in cui sono lasciati i figli fin dalla giovane età, soli a giocare, soli a guardare la televisione, soli a confrontarsi con il mondo di fuori.Li nutriamo con surrogati, riempiendoli di tutto ciò che pensiamo li faccia contenti. La droga, il fumo, l'alcool e tutto ciò che li porta lontano dal confronto con il proprio limite, sono i surrogati d'amore che prendono il posto di quelli che hanno imparato a ricevere da piccoli.

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  5. Non parlo di Dipendenze,perchè una volta lo feci in un blog e si scatenò l'inferno.!!!!
    Io la mia visuale c'è l'ho netta di questo problema,e purtroppo NON combacia ASSOLUTAMENTE con la visuale di chi dice che i giovani e anche i meno giovani,(perchè quà non esiste età,) si "attaccano" a qualcosa perchè lasciati soli o per bisogno d'amore....
    Chiudo quà.....e non dico più nulla...
    anzi ,sola una cosa mi sento di dire......Non lasciamo solo chi è "DIPENDENTE" da qualsiasi cosa, fosse.. vino .. droga .. gioco o qualcosa d'altro....Aiutiamoli noi,dicevo ,perchè LORO l'aiuto non te lo chiederanno mai mai mai....
    ciao Daniela è un discorso molto lungo....l'importante comunque è AGIRE sempre...bacioni grandi...e scusa per il mio scritto.

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  6. @ perijulka;
    @ utente anonimo;
    @ baronerosso1;
    @ laprimaparola;
    @VikyArado;
    vorrei lasciare i vostri commenti senza interferire, rispettando voi e coloro che si sentono coinvolti.
    Grazie a tutti
    Un abbraccio
    Dani

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  7. ...in dono ti lascio una poesia di Alessandro Lisbon, giovane poeta che ci a voluto lasciare, tempo fa e che amo immensamente...

    Il poeta
    04/09/2003
    di Lisbon
    C’è una casa sulla collina e dietro i vetri il silenzio
    si dice ci dorma un bambino con la penna in mano
    si racconta ci sogni un uomo con il cuore di poeta
    si muore a guardarla nel buio di sempre.

    C’è un albero sempre verde al di là dei miei sogni
    un silenzio sempre maturo da mangiare a natale
    un vento sempre forte che porta lontano
    e un sasso nella scarpa troppo simile al mal di denti.

    C’è o almeno c’era uno scrittore folle nella sua stanchezza
    c’è o almeno c’era un bambino mai stato vecchio
    c’è o almeno c’era un vecchio mai stato bambino..
    c’è un fiore e un epitaffio troppo simile a un canto.

    Oggi ha un ombrello e sta sicuramente al sicuro
    ma nelle vene non scorre più inchiostro rosso
    e al di sotto della luce compone i suoi lamenti
    tra le pene incessanti d’un mal di morte.

    Oggi ha una lastra di granito su cui poggiare la penna
    nelle vene non scorre più inchiostro rosso
    muore ad un passo dal nascere della nuova luce
    e chiude i suoi occhi doloranti al sole.

    Il poeta non zoppica più verso il suo tramonto
    stanco è di camminare con la penna negli occhi
    ed oggi lo sento al di là della collina nei miei sguardi appassiti
    domani lo vedrò bussare alla porta del mio udito...

    Lisbon

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  8. @ baronerosso1,
    grazie del dono...
    E' molto bella anche se si sente una forte malinconia.
    Lessi tempo fa nel tuo blog un po' della sua storia e della sua tragica dipartita, e capii dalle tue parole che eri particolarmente legato a lui.
    Grazie!
    Dani

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  9. Ho ancora risuonanti nelle orecchie le testimonianze dei ragazzi del Cenacolo di Suor Elvira a Medjugorje. Bisognerebbe che questi ragazzi facessero le loro testimonianze in tv. Un po' di controinformazione farebbe bene ai ragazzi che l'ascoltano. I giovani che erano presenti e che li hanno ascoltati erano attentissimi. Non perdevano una battuta. Davanti a me c'era un ragazzo con suo padre. Annuiva ogni volta che la testimonianza toccava i modi di vivere irregolari. Penso che non abbia bisogno di altro.
    Speriamo che i nostri ragazzi siano più accondiscendenti quando i genitori li consigliano. Il ruolo della famiglia è determinante.
    Un abbraccio. :-)
    diggiu

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  10. DANI,è un discorso molto vasto ma purtroppo i ragazzi di oggi non hanno un riferimento ben preciso,sono disorientati dalla società in cui si trovano.Però sono anche convinta che una buona educazione da parte della famiglia contribuisca molto per una crescita serena.Ma purtroppo non tutti i giovani hanno questa fortuna.Lo sappiamo tutti che quando i ragazzi escono e vanno in discoteca non bevono certamente camomilla.....sappiamo tutti come è la realtà di questi giovani.Forse un pò di responsabilità è da attribuire anche a noi adulti. Ma cosa si fa per aiutare questi giovani??????
    POCO O QUASI NULLA......QUALI SONO I LORO PUNTI DI RIFERIMENTO OLTRE LA FAMIGLIA??????? Io amo i giovani,mi piace ascoltarli,avendo due figli adulti ho sempre la casa piena di ragazzi,ma ti assicuro che dai loro discorsi non esce nulla di buono che questa società gli sta offrendo.RAGAZZI LAUREATI in cerca ancora di lavoro oppure costretti a vivere ancora con i loro genitori perchè non hanno un sostentamento per vivere per conto loro,ragazzi costretti ad andare all'estero per lavorare,e ti assicuro che tutti loro hanno buone intenzioni ,alcuni si dedicano completamente al volontariato aiutando il prossimo...
    Percui io mi sento di dire ...AIUTIAMO I GIOVANI A CRESCER IN UN MONDO MIGLIORE.....
    Ciao DANI e buona giornata.

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