sabato 22 aprile 2017

Giornata mondiale della Terra



La Giornata della Terra ,è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l'ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. La celebrazione vuole coinvolgere più nazioni possibili e oggi prendono parte 175 paesi. Nel 1969 in una conferenza dell'Unesco a San Francisco, l'attivista per la pace John McConnell ha proposto una giornata per onorare la Terra e il concetto di pace, per prima essere celebrata il 21 marzo 1970, il primo giorno di primavera nell'emisfero settentrionale. Questa giornata di equilibrio della natura è stata poi sancita in una proclamazione scritta da McConnell e firmata dal Segretario generale delle Nazioni Unite U Thant. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti, lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili (carbone, petrolio, gas naturali). Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Numerose comunità celebrano la Settimana della Terra, un'intera settimana di attività incentrate sulle problematiche ambientali che il mondo deve affrontare. Fonte



venerdì 21 aprile 2017

Lucciole d'amore


Da- QUMRÂN

Lucciole d'amore e… 

"L'uomo è stato creato da Dio perché ami". Questa affermazione riassume in sé tutto quanto sia necessario dire. Certo, poi si possono dare spiegazioni, si può approfondire e discutere. Ma in ogni caso quella frase contiene tutto il necessario. Capita a volte di stupirsi per la gratuità dell'amore che riceviamo. Capita a volte che una persona abbia una semplice gentilezza verso un altro individuo, che dica una parola buona, che abbia anche solo uno sguardo di dolcezza o risponda un "grazie" di cuore, anche quando esso non sia dovuto. Queste sono piccolezze, ma ciascuna è una piccola gemma d'amore, una piccola luce... una lucciola d'amore. Ciò che le caratterizza è la loro semplicità da una parte e la loro assoluta, completa gratuità dall'altra. È un'esperienza bellissima accorgersi poi di come a volte possa instaurasi un vero e proprio circolo virtuoso grazie alla presenza di queste piccole, semplici lucciole d'amore. Se qualcuno lancia a un altro una piccola lucciola d'amore, chi la riceve ne sarà felice. Non è davvero la felicità entusiasta e sfrenata che si può provare nel vedere, per esempio, realizzato un proprio grande desiderio... è tuttavia pur sempre una piccola felicità, un senso di benessere, una piccola lucciola che, a volte, è sufficiente ad illuminare quella che altrimenti sarebbe stata solo una grigia e fredda giornata di noie, di malumori e di preoccupazioni.
 Forse, allora, capiterà che chi riceve una piccola lucciola d'amore si accorga della sua gratuità e del benessere che gli deriva dal ricevere questo piccolo gesto.

Forse capiterà anche che si fermi un momento a riflettere e a gustare quel piccolo benessere.

 E forse, a questo punto, gli sorgerà il desiderio di fare altrettanto verso altre persone:
 donare piccole e gratuite lucciole d'amore. Se, poi, questo individuo davvero proverà a donarne alcune, allora si accorgerà con grande, meraviglioso stupore di quanto sia facile lanciare agli altri lucciole d'amore, di quanta poca fatica costi, e di quanta gioia porti non solo agli altri ma anche a lui per primo! Già, perché la fatica che occorre per lanciare piccole lucciole d'amore è davvero poca: un sorriso, una parola gentile, un gesto semplice, una cortesia da nulla, una risposta garbata ad una do-manda... sono molti gli esempi, le occasioni capitano mille volte al giorno! Chi riceve una lucciola d'amore sa quanto essa possa far bene, quanto scaldi il cuore!
Esistono a volte, invece, situazioni opposte: malumori e grattacapi possono chiudere il cuore degli uomini, e questi si riducono allora a scortesie, a risposte sgarbate, a dimenticare un "grazie" o un saluto... e questi comportamenti sono gratuiti e inaspettati, altrettanto quanto le lucciole d'amore. Sono scarafaggi di rabbia, che intristiscono il cuore, oscurano la giornata e rischiano, a volte, di innescare veri e propri circoli viziosi, in cui chi riceve uno scarafaggio di rabbia si incupisce al punto da lanciarne a sua volta ad altre persone, e così via...

Ma talvolta accade qualcosa di meraviglioso: capita infatti che qualcuno riceva uno di questi scarafaggi di rabbia e risponda ad esso con una piccola lucciola d'amore, diretta proprio verso chi gli aveva mandato la scortesia. Forse una sola lucciola in quel momento non basterà a rischiarare un cuore incupito, forse neppure due o tre... ma a volte capita di vedere persone che non si scoraggiano, e che portano dentro sé una luce tanto grande da potersi permettere di intestardirsi nel "bombardare" quel cuore cupo con lucciole d'amore. Oggi una, domani un'altra, dopodomani ancora... e dai e dai, a un certo punto anche nel cuore cupo compare un raggio di luce. E questa persona, che fino ad ieri era cupa, accenna timidamente a lanciare a sua volta a un'altra persona una piccola, minuscola, timidissima lucciola d'amore. Che gioia, che stupore, che meraviglia quando questo accade! Che meraviglia scoprire che c'è un altro cuore che si è rischiarato, e quanta gioia c'è nel vedere che questo cuore ci prende gusto, che assapora la felicità di donare lucciole d'amore, ancora e ancora...



giovedì 20 aprile 2017

Il vento




Oggi il vento si è placato, dopo due giorni di scorribande!
Sollevava ogni cosa,e se la portava lontano, ha reciso i boccioli delle rose, sul mio balcone sembrava fosse passato non il vento, ma il ciclone.

 I miei mici, erano terrorizzati ogni volta che il vento ululava, scappavano a nascondersi. E’ stato molto fastidioso, e ha causato sradicamenti  e alcuni crolli di tegole e quant’altro,. Ha fatto accorrere vigili del fuoco e giardinieri.

 Mi ricordo una poesia di Alda Merini che dice:
“Nessuno mi pettina bene come il vento”


Ora per fortuna c’è solo una brezza fresca .








mercoledì 19 aprile 2017

Romanzo

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http://rallegrati.blogspot.it/2017/04/romanzo.html

I promessi Sposi

Perpetua

Domestica di don Abbondio, nubile, vive con lui. 
Compare nel cap.I

«…chiamò subito: Perpetua! Perpetua!, avviandosi pure verso il salotto, dove questa doveva esser certamente ad apparecchiar la tavola per la cena. Era Perpetua, come ognun se n’avvede, la serva di don Abbondio: serva affezionata e fedele, che sapeva ubbidire e comandare, secondo l’occasione, tollerare a tempo il brontolìo e le fantasticaggini del padrone, e fargli a tempo tollerar le proprie, che divenivan di giorno in giorno più frequenti, da che aveva passata l’età sinodale dei quaranta, rimanendo celibe, per aver rifiutati tutti i partiti che le si erano offerti, come diceva lei, o per non aver trovato un cane che la volesse, come dicevan le sue amiche…»

Decisa, energica e…pettegola! È un personaggio di secondaria importanza, protagonista soprattutto di duetti comici con il curato.

Curiosità

Il nome Perpetua è poi diventato, per antonomasia, il nome comune che sino agli anni Cinquanta ha designato la domestica del sacerdote.

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martedì 18 aprile 2017

E' tempo...



Non sentirti migliore degli altri,
non lo sei.

Non sentirti nemmeno inferiore agli altri,
perché non lo sei.

Tu sei tu e nessun altro sarà mai come te.

Tu sei unico e solo l’umiltà ti renderà

speciale.

domenica 16 aprile 2017

venerdì 14 aprile 2017

Venerdì Santo



“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”.
Detto questo spirò
(Lc 22,44- 46)

giovedì 13 aprile 2017

Fate questo in memoria di me




Fate questo in memoria di me.


 Ciò che ho fatto io, fatelo anche voi. Siamo qui per questo. Il cristiano, amici, non può mai dimenticare che questa è la sua storia. Andiamo a messa, andiamoci con gioia. La messa è la scuola di ciò che Gesù fa con noi e di noi; la scuola per imparare a fare ciò che Gesù ha fatto.



mercoledì 12 aprile 2017

E ne mangiarono tutti



E ne mangiarono tutti.


 Tutti hanno diritto a mangiare. Il pane non è cibo per alcuni o per le occasioni di festa. Il pane è alimento quotidiano a cui tutti hanno diritto. Tutti hanno diritto di mangiarti, cioè di gustare la tua bontà e i talenti che Dio ti ha dato. Ogni giorno.

martedì 11 aprile 2017

Lo distribuì



Lo distribuì.


 Il pane Gesù lo prese non perché rimanesse nelle sue mani ma per distribuirlo. Anche te Gesù prende nelle sue mani per donarti, regalarti ad ogni persona e alla creazione intera. Il pane che non viene distribuito non serve, ammuffisce o diventa duro. Se non sei donato, se non ti lasci mangiare, la tua vita perde ogni significato.

lunedì 10 aprile 2017

Lo spezzò


Lo spezzò

 Non è possibile distribuire ciò che non viene spezzato. E più un pezzo di pane viene spezzato, più sono le persone cui può essere distribuito. Gesù che ti prende nelle sue mani, che dice bene di te, è quello stesso Gesù che non cerca per te una vita facile. Lui non è venuto perché la tua vita si facile ma perché la tua vita sia una vita donata.



venerdì 7 aprile 2017

Romanzo

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http://rallegrati.blogspot.it/2017/03/romanzo_21.html

I promessi sposi
Don Abbondio

È il curato che dovrebbe celebrare il matrimonio dei due promessi.
Sessantenne dai capelli bianchi, con  “due folti sopraccigli , due folti baffi, un folto pizzo” e con una”faccia bruna rugosa”( VIII).
Accudito da un’attempata domestica: Perpetua.
È il primo personaggio a entrare in scena, all’inizio del cap.I:

«Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628, don Abbondio, curato d’una delle terre accennate di sopra: il nome di questa, né il casato del personaggio, non si trovan nel manoscritto, né a questo luogo né altrove.»

La sua viltà e codardia sono all’origine anche della scelta di farsi prete, non dettata da una sincera vocazione. È sottomesso a don Rodrigo, che pure odia. È debole e pusillanime. Si diletta a leggere libri senza un interesse e senza capire un granchè:” Carneade, chi era costui?” (VIII)
È uno dei personaggi comici del romanzo, protagonista di episodi che mescolano dramma e farsa.

Curiosità

Il suo nome rimanda a Sant’ Abbondio, patrono di Como, e suggerisce il carattere di un uomo amante del quieto vivere.

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giovedì 6 aprile 2017

Signore della Vita




Signore, guidaci in questo cammino verso Gerusalemme e verso la Pasqua.
Tu in questo viaggio porti il Mistero, che ridà senso alla nostra vita, 
alle nostre fatiche, alle nostre cadute. Tu hai ascoltato la voce  del  Padre, 
che a tutti dichiarava che tu eri “il suo Figlio prediletto” , 
la Tua vita è nelle Sue mani. 
Aiutaci a capire l’Amore profondo che tu ci hai dato, fino a morire per noi. 
L’ulivo che domenica avremo fra le mani, ci ricorderà la pace e la redenzione, 
che tu ci hai donato a  un caro prezzo: Quello della tua morte.
Il mistero della tua morte e risurrezione ci consentono di camminare 
non più come uomini senza speranza, ma nella luce e nella gioia profonda 
della consapevolezza che tu sei sempre con noi!