domenica 13 maggio 2018

La mamma



Auguri di cuore a tutte le mamme



 Maternità –Picasso1905






Supplica a Mia Madre
Pier Paolo Pasolini

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

giovedì 10 maggio 2018

La verità e la menzogna



Mentira, verdad y pos-verdad: un cuento hecho realidad

La verità e la menzogna un racconto che diventà realtà



Cuenta la leyenda que un día Doña VERDAD y Doña MENTIRA se cruzaron:
- Buen día, dijo Doña MENTIRA
- Buenos días, dijo Doña VERDAD
- Hermoso día, dijo Doña MENTIRA
Entonces Doña VERDAD se asomó para ver si era cierto. Y lo era.
- Si, hermoso día, dijo entonces Doña VERDAD
- Aún más hermoso está el lago, dijo Doña MENTIRA
Y Doña VERDAD miró hacia el lago y vio que Doña MENTIRA decía la verdad.
- El agua está aún más hermosa, nademos. Dijo Doña MENTIRA
Doña VERDAD tocó el agua con sus dedos y notó que realmente estaba hermosa y entonces confió en Doña MENTIRA.
Ambas se sacaron las ropas y nadaron tranquilas.
Un rato después salió del lago Doña MENTIRA, se vistió con las ropas de Doña VERDAD y se fue.
La VERDAD incapaz de vestirse con las ropas de la mentira comenzó a caminar sin ropas y todos se horrorizaron al verla.
Es así como aún hoy la gente prefiere aceptar la MENTIRA disfrazada de VERDAD y no la VERDAD desnuda.

Hoy a la MENTIRA disfrazada de VERDAD se la llama POS-VERDAD.



Racconta la leggenda che un giorno donna verità e donna bugia si sono incrociate..
- buona giornata ha detto donna bugia
- buongiorno ha detto donna verità
- bella giornata ha detto donna bugia
E poi la donna si e ' presentata per vedere se era vero. Lo era...
- bella giornata ha detto allora donna verità
- ancora più bello c'è il lago ha detto donna bugia
E la verità guardò verso il lago e vide che la bugia diceva la verità e annuì
Ha corso la bugia verso l'acqua e ha detto: l'acqua è ancora più bella. Nuotiamo!
La verità ha toccato l'acqua con le sue dita ed era davvero bella e poi si è fidata della menzogna.
Entrambi si sono tolti i vestiti e hanno nuotato tranquille.
Un po ' dopo uscì donna bugia, si vestiva con i vestiti di donna verità e se ne andò.
La verità, incapace di vestirsi con i vestiti della menzogna, ha iniziato a camminare senza vestiti e tutti si inorridiscono a vederla.
È così che ancora oggi la gente preferisce accettare la menzogna travestita da vero e non alla verità nuda...
(Lunyta)





lunedì 7 maggio 2018

La Parola





''Sia invece il vostro parlare: sì, sì, no, no.
Il di più viene dal Maligno''


Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
(Mt 5,34-37)


Gesù ci propone una onestà totale e radicale.  Se vogliamo essere cristiani credibili dobbiamo essere onesti, trasparenti, essere a servizio della Verità. Anche se a volte il giudizio degli altri è negativo, perché la verità a volte fa male. Ma noi dobbiamo guardarci dentro e poi guardare gli occhi del nostro interlocutore, e dirci: Sono autentico su quel dico e come mi comporto?

Ho voluto fare questo post, che mi premeva molto, iniziando proprio da ciò che la Parola mi dice.  Denudando me stessa, davanti a ciò che il Signore insegna.

lunedì 30 aprile 2018

♥ ♥ ♥ Lettere ♥ ♥ ♥ (3)





George Gordon Noel Byron, meglio conosciuto come Lord Byron, è stato un poeta e politico inglese. La sua poesia, diffusasi rapidamente in tutta l’Europa, che fu considerata la quintessenza del romanticismo. Nel 1817 Lord Byron si trasferì a Venezia e proprio lì, nel 1819, conobbe la giovane contessa Teresa Guiccioli, moglie del conte Alessandro Guiccioli. Lord Byron s’innamorò perdutamente della diciottenne. 
Fu un rapporto travolgente tanto che Teresa si separò dal marito per seguire il suo amato. Il loro amore, però, non era destinato a durare a lungo. Cinque anni dopo il loro primo incontro Byron morì, lasciando nello sconforto la contessa. Teresa si risposò ma Byron restò il suo più grande amore. Proprio per questo, fregandosene delle convenzioni sociali, decise di scrivere una biografia dell’uomo che aveva tanto amato. L’opera, Vie de Lord Byron en Italie, non fu mai pubblicata ma fu gelosamente custodita da Teresa in uno scrigno insieme ad altri oggetti che le ricordavano il suo amore perduto. 
Il poeta francese Alfred de Musset, paragonò l’amore tra Byron e Teresa a quello di Dante e Beatrice “Capelli biondi, sopracciglia brune, fronte rubiconda o pallida/ Dante amò Beatrice – Byron la Guiccioli”.

“Mia carissima Teresa, ho letto questo libro nel tuo giardino; amore mio, tu non c’eri, o io non avrei potuto leggerlo. E’ uno dei tuoi favoriti e lo scrittore era un amico mio. Tu non capirai queste parole inglesi, e altri non le capiranno, ecco la ragione per cui non le ho scarabocchiate in italiano. Ma riconoscerai la calligrafia di colui che ti amò appassionatamente, e capirai che, su un libro che era tuo, poteva solo pensare all’amore. In questa parola, bellissima in tutte le lingue, ma soprattutto nella tua – Amor mio – è compresa la mia esistenza qui e dopo. Io sento che esisto qui, e sento che esisterò dopo, per quale scopo lo deciderai tu; il mio destino riposa con te, e tu sei una donna di diciotto anni, che ha lasciato il convento due anni fa. Desidererei che fossi rimasta lì, con tutto il mio cuore, o, almeno, che non ti avessi incontrata nel tuo stato di donna sposata. Ma per questo è troppo tardi. Io ti amo e tu mi ami o almeno, cosi dici, e agisci come se mi amassi, il che comunque è una grande consolazione. Ma io ancor più ti amo e non posso cessare di amarti. Pensa a me qualche volta, quando le Alpi e l’oceano ci divideranno, ma non sarà cosi a meno che tu non voglia” 
Lord Byron



sabato 28 aprile 2018

venerdì 27 aprile 2018

Una preghiera per il piccolo e per i suoi genitori.




Alfie Evans  il  piccolo di 23 mesi affetto da una malattia neurologica degenerativa sconosciuta.
 Ma perché le sorti della sua vita devono essere decise da una corte di giudici?
Per i bambini, la decisione spetta a chi ne esercita la patria potestà, ma nel caso in cui non si arrivi a un accordo tra medici e genitori, un giudice può decidere di imporre di staccare i macchinari che tengono in vita il bambino.
Questa è la risposta data agli interrogativi che chi come me pensa non sia giusto.
Se i genitori dicono di volere accompagnare il processo di morte del bambino a casa loro, allora una società deve essere in grado di renderlo possibile e di accettarlo. 
E’ straziante vedere i genitori del piccolo, non riuscire a strappare il loro bimbo da una nefasta sentenza.

mercoledì 25 aprile 2018

25 aprile



La Liberazione di Novara attraverso le immagini



Trattative per la resa tra il comandante tedesco e Monsignor Ossola, Vescovo di Novara, accompagnato dal segretario, don Brugo, nella piazza di Veveri.








Attraverso le vie principali del Centro città





Dal balcone del teatro "Coccia", Vincenzo Moscatelli tenne il suo primo comizio alla folla riunitasi in piazza.



martedì 24 aprile 2018

♥ ♥ ♥ Lettere ♥ ♥ ♥ (2)


La stampa, specie quella scandalistica, può fare molti danni alla vita delle persone, o almeno questo potrebbe essere un effetto collaterale dell’entrare nella vita privata di qualcuno rendendola di pubblico dominio.
È quello che è successo a Marie Curie nel 1910, quando iniziò la sua relazione con Paul Langevin. Ma andiamo per gradi.
Tre anni dopo aver ricevuto, insieme al marito Pierre Curie, il Premio Nobel nel 1903, Marie rimase vedova a seguito di un tragico incidente: nell’attraversare una trafficata strada parigina, Pierre scivolò sotto un carro trainato da cavalli e morì sul colpo.
Nel 1910, quattro anni dopo la perdita, Marie iniziò una relazione con un giovane professore di fisica, Paul Langevin, che si era da poco separato dalla moglie. Quest’ultima, però, non accettò la separazione e considerò Marie Curie come unica responsabile. Per vendicarsi, incaricò qualcuno di entrare di nascosto nell’appartamento dove i due s’incontravano e rubare le loro lettere d’amore, che lei prontamente trasmise alla stampa. Questa passò al setaccio la vita di Curie e la dipinse come l’ebrea straniera colpevole di aver distrutto una famiglia.
a situazione precipitò velocemente e, di ritorno da una storica conferenza a Bruxelles, dove ebbe la fortuna d’incontrare Albert Einstein, Curie trovò una folla inferocita ad accoglierla fuori alla sua abitazione a Parigi e fu costretta a rifugiarsi, insieme alle figlie, a casa di amici.
Quando Einstein venne a conoscenza dello scandalo, fu indignato dalla crudeltà della stampa che aveva reso di pubblico dominio una situazione privata con la deliberata intenzione di distruggere la reputazione scientifica di Curie.
Così, per testimoniarle la sua vicinanza, Einstein scrisse una lettera alla collega, 
Poco dopo lo scandalo, Curie ricevette il suo secondo Premio Nobel, questa volta in chimica per la scoperta del radio e del polonio. Ad oggi, l’unica persona ad aver vinto il Premio Nobel in due discipline diverse.




Albert Einstein
Lettera a Marie Curie

Stimatissima signora Curie,
non rida di me se Le scrivo senza avere nulla di ragionevole da dire.
Ma sono talmente in collera per le maniere indecenti con cui il pubblico si sta ultimamente interessando a Lei, da sentire di dovere assolutamente dare sfogo a questo mio sentimento.
Ad ogni modo, sono convinto che Lei coerentemente disprezzi questa gentaglia, sia che questa elargisca ossequiosamente stima nei suoi confronti sia che tenti di soddisfare il proprio appetito per il sensazionalismo!
Mi sento spinto a dirle quanto io sia arrivato ad ammirare il suo ingegno, la sua energia e la sua onestà, e che mi sento fortunato ad aver avuto la possibilità di conoscerla di persona a Bruxelles.
Chiunque non appartenga a questa schiera di rettili è certamente felice, ora e anche prima, del fatto che abbiamo tra noi persone come Lei, e anche come Langevin, persone reali rispetto alle quali si prova il privilegio di essere in contatto.
Se la gentaglia dovesse continuare a occuparsi di lei, non legga quelle fesserie ma piuttosto le lasci ai rettili per cui sono state prodotte.
Con i miei più amichevoli ossequi a lei, Langevin e Perrin,
cordialmente,

A. Einstein

Praga 23 novembre 1911




domenica 22 aprile 2018

♥ ♥ ♥ Lettere ♥ ♥ ♥


Quanti di noi un giorno, hanno preso carta e penna, e hanno deciso di scrivere una lettera.
Una lettera ad un amico, ad un proprio caro, ad un conoscente lontano…
Credo molti di noi!
Certo ora nell’era digitale, è un attimo scrivere e spedire.  
Personalmente credo che a livello informativo, sia perfetto, veloce, di poco impegno, e praticabile da ogni luogo.

Ma volete mettere, la sensazione che si prova quando vediamo nella buca delle posta, una lettera? Fisica, concreta, con calligrafia magari non perfetta, ma personalizzata da chi ha scritto, e magari riconoscibile, e magari no. Subito  avvertiamo  dentro di noi emozioni diverse, curiosità, gioia, ansietà, certezza, speranza, diffidenza?





Il 28 marzo del 1941 la scrittrice inglese Virginia Woolf, durante l’ultima delle sue frequenti crisi depressive, si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse, non lontano da casa. Lasciò una toccante lettera al marito Leonard Woolf. Per ricordare questa triste ricorrenza legata a una delle autrici più amate, ve la proponiamo:

Carissimo,
sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco neanche a scrivere come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi, saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi.


V.’ 



lunedì 16 aprile 2018

Un successo?


Non si può fermare una guerra bombardando.



I bombardamenti contro la Siria da parte di Usa, Francia e Gran Bretagna sono una gravissima violazione delle convenzioni internazionali.

 Un grande e gigantesco caos: dopo l’attacco missilistico in Siria della coalizione Usa-Francia-GB, e dopo la bocciatura della risoluzione Onu contro la minaccia americana (con la Russia sconfitta nei voti al Consiglio di Sicurezza) i punti di domanda sono molteplici in queste ore di tensione di tutta la comunità internazionale. Trump esulta, Putin continua nel sostenere che l’aggressione è sconsiderata e fondata su false notizie delle armi chimiche siriane.

Ma la mano sui “bottoni” ce l’hanno tutti, giocano?

Non si gioca a fare la guerra, la guerra coinvolge persone inermi, bambini a cui viene negata la vita, la loro normale crescita senza traumi, mutilazioni privati dai loro affetti. Basta!

Dobbiamo renderci conto che queste “persone” non vogliono la pace, ma solo supremazia. Alimentando la guerra fanno soldi, a discapito dei più deboli.

Io, che posso fare? Pregare, pregare,pregare… fatelo anche voi

Nel primo libro dei Re è raccontato il celebre dialogo, avvenuto nel sogno, tra Dio e Salomone. Leggiamolo con cuore docile e intelligente:

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti, chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te (1Re 3,5.7-12)

giovedì 12 aprile 2018

Poesia




L’anima avevi

così limpida e aperta,
che mai avrei potuto
entrarti dentro l’anima.
Cercai le scorciatoie
anguste, i passaggi
alti e difficili...

Alla tua anima si andava
per cammini spaziosi.
Preparai un’alta scala
– immaginavo alte mura
a sorvegliarti l’anima –
la tua anima però
non aveva né mura
di cinta né steccati.

Cercai la porta
stretta della tua anima,
ma non aveva
tanto franca che era,
entrate la tua anima.

Dove iniziava?
Finiva, dove?
Restai per sempre,
seduto alle vaghe
soglie della tua anima.

Pedro Salinas

lunedì 9 aprile 2018

Noi c'eravamo

Novara invasa dai cresimandi: in duemila per incontrare il Vescovo.
Così titolano alcuni siti novaresi


«Tutti a bordo! Saliamo insieme sulla barca, è la nostra Chiesa. Anche se c’è il mare mosso e siamo nelle difficoltà, saremo insieme. Gettate le reti, come Simon Pietro: per non smarrire i doni che abbiamo ricevuto sino ad ora: la vita, la casa l’affetto, la parola e la fede. E, infine, lasciate che lo Spirito soffi il vento che gonfia le nostre vele». Le parole di mons. Franco Giulio Brambilla ai cresimandi, nell’incontro di ieri  in Basilica di San Gaudenzio. Circa 2mila i ragazzi presenti da tutta la diocesi.



Anch’io con i miei ragazzi e il parroco abbiamo vissuto questa giornata di festa. Il centro città era invaso dai ragazzi festosi, con i loro bandana colorati per contraddistinguere la provenienza delle diverse parrocchie e vicariati. Siamo giunti alla basilica dopo una bella camminata sotto un tiepido sole. Il vociare dei ragazzi ha fatto uscire le persone dai negozi, e sui balconi per fotografare questa marea multicolore e gioiosa.

Alla fine della catechesi  propostaci dal nostro vescovo ha lasciato una parola,un impegno, che ogni ragazzo avrebbe portato ai loro genitori.  : Ruah, Spirito, Vento, Soffio.





mercoledì 4 aprile 2018

Tutti a bordo!!!




Domenica prossima  8 aprile 2018 in Basilica di San Gaudenzio, si terrà il tradizionale incontro del vescovo con i ragazzi che si apprestano a ricevere il sacramento della Cresima.
Sarò presente anch’io con i miei ragazzi, che riceveranno la Cresima il  20 maggio 2018 giorno della Pentecoste. A seguito di una mattinata e un primo pomeriggio trascorsi insieme.
Insieme, per assistere alla santa Messa, per pregare, cantare, e…giocare.
Quest’anno, lo slogan che farà da filo conduttore all’incontro sarà “Tutti a Bordo!” e l’immagine simbolo sarà quella di un veliero – la stessa che ha accompagnato il cammino quaresimale -, come metafora del viaggio dei ragazzi alla scoperta e all’incontro con il Signore.

Il programma

A parire dalle 14,30: accoglienza negli oratori e nei punti di ritrovo, per un momento di incontro e animazione, curato dagli animatori delle parrocchie cittadine.
Alle 15,30, circa: Al termine dell’accoglienza i gruppi, accompagnati dagli animatori e dalle catechiste della propria parrocchia, si sposteranno verso la Basilica.
Alle 16: ritrovo alla Basilica di San Gaudenzio. Qui  i ragazzi parteciperanno  all’incontro con mons. Franco Giulio Brambilla.
Alle 17,30: Conclusione. I gruppi, accompagnati dalle catechiste e animatori, si sposteranno al Baluardo Quintino Sella, per prendere i pullman e per fare rientro nelle parrocchie.
L’incontro si svolgerà anche in caso di pioggia, chiedendo ai ragazzi di munirsi di ombrello per gli spostamenti in città.