martedì 17 luglio 2018

Imprevisti



                  Ho imparato che bisogna sempre aspettarsi degli imprevisti,
 Ciò che è inaspettato rende più grave il peso dell’evento, perché ti coglie di sorpresa, magari,  mentre stai assaporando il profumo del mare, il rumore delle onde, e i raggi del sole che indorano la tua pelle.


Seneca ha detto che niente ci deve giungere inaspettato, dobbiamo preparare l’animo a tutto e pensare non a quello che accade normalmente, ma a quello che potrebbe accadere.

mercoledì 11 luglio 2018

Differenze





Mi ha colpito molto, e fatto riflettere, questo articolo che titolava: 



THAILANDIA

L’empatia per i ragazzi tailandesi non vale per tutti
10 luglio 2018 11.07

Le immagini dei 12 ragazzi rimasti intrappolati in un reticolo di grotte in Thailandia insieme al loro allenatore ha inondato i nostri schermi negli ultimi giorni.
È in corso un’operazione di salvataggio internazionale e, a sottolineare la gravità della situazione, un sub della marina tailandese è morto dopo essere rimasto senza ossigeno durante le operazioni.
Si tratta indubbiamente di una situazione spaventosa per i ragazzi e per le loro famiglie. Non sorprende che la situazione abbia ricevuto attenzione da parte dei mezzi d’informazione di tutto il mondo. Essa però solleva alcune interessanti questioni sul modo in cui rivolgiamo la nostra empatia e la nostra preoccupazione alle persone che non conosciamo.
Perché questa tragedia attira l’attenzione del mondo, mentre per questioni di lungo periodo – come quella dei bambini messi in carcere – non avviene altrettanto? Alcune ricerche svolte in ambito di psicologia ed etica possono aiutarci a capirlo.



Parenti e folla all'esterno della caverna dove sono intrappolati i ragazzini






Bambini colpiti dagli attacchi chimici in Siria.



lunedì 9 luglio 2018

sabato 7 luglio 2018

Buon compleanno!




Oggi è un giorno veramente speciale, perché in questa stessa data, anni fa, ho visto per la prima volta il volto dolcissimo del mio piccolo angelo. 

Non mi importa degli anni che passano, resterai sempre la mia piccolina. Sei il regalo mio più grande!
Io e papà ci sentiamo sempre molto orgogliosi di te e siamo grati al cielo per averci fatto il dono di poter essere i tuoi genitori.

 Buon compleanno!



Una settimana di vita















lunedì 2 luglio 2018

Poesia...




TRISTISSIMO SECOLO                          

di Pablo Neruda




Il secolo degli esiliati,
il libro degli esiliati,
il secolo grigio, il libro nero.
E’ ciò che devo lasciare
scritto e aperto nel libro,

dissotterrandolo dal secolo
e dissanguandolo nel libro.
Perché io vissi la fratta
dei perduti nella selva:
nella selva dei castighi.

Ho contato le mani tagliate
e le montagne di cenere,
i singhiozzi separati,
gli occhiali senza occhi
e i capelli senza testa.

Poi ho cercato per il mondo
quelli che han perso la patria,
portando dove le portai
le loro bandierine sconfitte,
le loro stelle di Giacobbe,
le povere fotografie.

Ho conosciuto anch’io l’esilio.

Ma, essendo nato camminante,
sono tornato a mani vuote
a questo mare che mi riconosce;

sono altri, però, gli ancora,
gli ancora tormentati

quelli che ancora lasciano indietro
i loro amori e i loro errori,
pensando che forse, forse,
e sapendo che mai, mai:

così mi toccò singhiozzare
questo singhiozzo polveroso,
di quelli che persero la terra,
e celebrare coi miei fratelli
(quelli che rimasero lì)
le costruzioni vittoriose,
i raccolti di pani nuovi



Tratto da “Fine del mondo”

Un secolo crepuscolare, ma al quale il poeta non manca di affermare la speranza, e il raggiungimento inevitabile della felicità, Esaltatore “dell’uomo infinito”. Il poeta è cosciente che sarebbe un crimine abbandonare a se stessa l’umanità, lasciarla ripiegare su prospettive di morte.



domenica 1 luglio 2018

"Mi hai risollevato"






 «Non temere, abbi soltanto fede»
Mc 5,21-43.
Il Salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
 e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.

Via le vendette, via l’invidia, via l’egoismo, via la prevaricazione sugli altri, via le gelosie; queste sono opere del maligno, dell’invidia del diavolo.
Avere l’umiltà di riconoscere di essere creature fragili, e sapere ricercare la Verità, che ci rende liberi.
Solo la fede salva! Lasciamoci Toccare dalla Parola, 
la Parola ci rimette in piedi.

sabato 30 giugno 2018

Ri-trovarmi




Quante volte nel corso della nostra vita, guardandoci dentro, abbiamo visto cose non belle, di cui non andare fieri, e  vorremmo cambiare. 
Sono  alcune considerazioni che spesso faccio quando mi sento stanca, rattristata, delusa.
 E meditando su questo modo chiuso abitudinario di comportarmi, mi sono detta:
 “Voglio cambiare, cambiare il mio modo di vivere, di scegliere, di comportarmi, dare giusto valore a ciò che mi  capita.

Fra le mie letture, ho trovato questo testo:

Decalogo quotidiano di Giovanni XXIII

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto, vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non pretenderò di migliorare o disciplinare alcuno, tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura, ricordando che, come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell'anima.

Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma che forse non riuscirà a puntino, ma lo farò e mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi crederò fermamente nonostante le apparenze che la Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.

Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare, e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti farò in modo che nessuno se ne accorga.

Solo per oggi non avrò timori, in modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.

“Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita”

“Basta a ciascun giorno il suo affanno”
(Mt. 6,34)

mercoledì 27 giugno 2018

La felicità nascosta



Una leggenda racconta…

Un giorno gli dei si accorsero che gli uomini che avevano creato erano troppo felici. Riunitisi in consiglio cominciarono a discuterne.

«Dove andremo a finire di questo passo!» disse uno.

«Se continueranno a essere troppo felici non avranno più bisogno di noi.»Un altro aggiunse: «Non ci temeranno più e neppure ci pregheranno». Tutti annuirono, estremamente preoccupati.

Dopo un acceso dibattito, si ritrovarono d’accordo sull’unica cosa da fare: rubare agli uomini la felicità, nascondendola dove non sarebbe stato più possibile ritrovarla.

Ma nacque subito un nuovo problema.«La felicità è davvero difficile da nascondere. Dove la mettiamo?»

Dopo un attimo di disorientamento, uno degli dei propose: «Mettiamola in fondo al mare, non possono nuotare fino a lì e così non la troveranno mai ».
« No, gli uomini sono troppo intelligenti. Prima o poi inventeranno sommergibili per attraversare gli abissi e la troveranno.»

Un altro disse: « Mettiamola nel cielo, non sanno volare e di sicuro non ci arrivano».

« E se poi inventassero macchine che volano e che solcano i cieli e lo spazio?»
Restarono così, a pensare accigliati a una soluzione al problema.

Uno di loro, che sembrava il più vecchio e il più saggio, di colpo vsi illuminò e disse, trionfante: «Nascondiamola dentro il loro cuore. Sarà certo l’ultimo posto dove la cercheranno!»

Gli dei, conoscendo gli uomini, capirono che era davvero la soluzione giusta e si congratularono con lui per la brillante idea.  E così fecero.

È da quel giorno che gli uomini cercano la felicità perduta tra mille cose del mondo, senza guardare mai nell’unico posto dove la troverebbero davvero!





giovedì 21 giugno 2018

Un mondo disumanizzato




Giorno dopo giorno, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur/Unhcr) conta il numero di persone morte, annegate in mare, cercando di raggiungere le nostre coste europee. Periodicamente, alcune immagini risvegliano la nostra coscienza ma, più spesso, queste vite umane finiscono nell’indifferenza generale. In tutto il mondo, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa supporta le persone vulnerabili. Sono vittime di calamità naturali, feriti di guerra, bambini disabili, anziani o famiglie che non possono permettersi di vestirsi o nutrirsi: la nostra missione è accogliere, proteggere, curare e sostenere. Nel rispetto della legge e dei nostri principi e valori, non giudichiamo i motivi dei migranti o le politiche migratorie nazionali, non siamo qui per incoraggiare o scoraggiare la migrazione, non abbiamo alcun ruolo politico: la nostra missione è umanitaria. Continua Qui




mercoledì 20 giugno 2018

Il seme




SALMO – Sal 91
È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità.



giovedì 14 giugno 2018

Accoglienza



MIGRANTI: UNA RIFLESSIONE DI DON TONINO BELLO SULL’ACCOGLIENZA





...Ti scrivo, perché voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, multireligiosa e multinonsoché non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità. So bene che il problema dell’immigrazione richiede molta avvedutezza e merita risposte meno ingenue di quelle fornite da un romantico altruismo. Capisco anche le «buone ragioni» dei miei concittadini che temono chi sa quali destabilizzazioni negli assetti consolidati del loro sistema di vita. Ma mi lascia sovrappensiero il fatto che si stenti a capire le «buone ragioni» dei poveri allo sbando e che in questo esodo biblico non si riesca ancora a scorgere l’inquietante malessere di un mondo oppresso dall’ingiustizia e dalla miseria. Tu mi sembri, allora, l’interlocutrice più adatta delle mie confidenze, dal momento che, avendo coniugato il verbo accogliere non solo nella forma attiva ma anche nella forma passiva, hai sperimentato la durezza dell’emigrazione nella duplice fase: l’esilio in patria e la ghettizzazione in terra straniera.

Don Tonino Bello: Non passa lo straniero – lettera a Rut




lunedì 4 giugno 2018

Colori

Il mio balcone fiorito.



Il profumato Gelsomino















«...Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini».
Dante Alighieri


In questo triangolo perfetto, è scritto il ciclo della vita: la volta celeste, piena di stelle, che rispecchia il moto dell’universo, i fiori che rappresentano il costante rinnovarsi  della natura, e i bambini… La vita!




giovedì 31 maggio 2018

A Maria





Ultimo giorno di maggio, il mese mariano sta terminando, oggi ricorre la  festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, è una festa liturgica  della Chiesa Cattolica.
 La festa ricorda la visita che Maria Vergine fece alla sua parente Elisabetta dopo avere ricevuto l'annuncio che sarebbe diventata madre di Gesù per opera dello Spirito Santo.
In questa veste, Maria è chiamata Madonna della Visitazione.





 Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione.



Nell’esortazione apostolica di Papa Francesco  Gaudete et exsultate, che benchè porti la data del 19 marzo 2018, solennità di San Giuseppe, il testo è stato reso pubblico solo il 9 aprile successivo, l’ultimo capitolo, il paragrafo 176 conclude così:

176. Desidero che Maria coroni queste riflessioni, perché lei ha vissuto come nessun altro le
Beatitudini di Gesù. Ella è colei che trasaliva di gioia alla presenza di Dio, colei che conservava
tutto nel suo cuore e che si è lasciata attraversare dalla spada. È la santa tra i santi, la più
benedetta, colei che ci mostra la via della santità e ci accompagna. Lei non accetta che quando
cadiamo rimaniamo a terra e a volte ci porta in braccio senza giudicarci. Conversare con lei ci
consola, ci libera e ci santifica. La Madre non ha bisogno di tante parole, non le serve che ci
sforziamo troppo per spiegarle quello che ci succede. Basta sussurrare ancora e ancora: «Ave o
Maria».





Santa Maria, Vergine del meriggio, donaci l'ebbrezza della luce. Stiamo fin troppo sperimentando lo spegnersi delle nostre lanterne, e il declinare delle ideologie di potenza, e l'allungarsi delle ombre crepuscolari sugli angusti sentieri della terra, per non sentire la nostalgia del sole meridiano. Strappaci dalla desolazione dello smarrimento e ispiraci l'umiltà della ricerca. Abbevera la nostra arsura di grazia nel cavo della tua mano. Riportaci alla fede che un'altra Madre, povera e buona come te, ci ha trasmesso quando eravamo bambini, e che forse un giorno abbiamo in parte svenduto per una miserabile porzione di lenticchie. Tu, mendicante dello Spirito, riempi le nostre anfore di olio destinato a bruciare dinanzi a Dio: ne abbiamo già fatto ardere troppo davanti agli idoli del deserto. Facci capaci di abbandoni sovrumani in Lui. Tempera le nostre superbie carnali. Fa' che la luce della fede, anche quando assume accenti di denuncia profetica, non ci renda arroganti o presuntuosi, ma ci doni il gaudio della tolleranza e della comprensione. Soprattutto, però, liberaci dalla tragedia che il nostro credere in Dio rimanga estraneo alle scelte concrete di ogni momento sia pubbliche che private, e corra il rischio di non diventare mai carne e sangue sull' altare della ferialità.
Don Tonino Bello






A te levo i miei occhi, santa Madre di Dio.

Vorrei fare della mia casa una casa nella quale Gesù sia presente, come ha promesso a quelli che si riuniscono nel suo nome.

Tu hai accolto il messaggio dell’Angelo come un messaggio che viene da Dio, e hai ricevuto, per la tua fede, la grazia incomparabile di accogliere in te Dio stesso.

Tu hai aperto ai pastori e ai Magi la porta della tua casa in modo che nessuno si stupisse della sua povertà o della sua ricchezza.

Sii tu, nella mia casa, colei che accoglie.


Perché quanti hanno bisogno di conforto siano confortati;

quanti desiderano rendere grazie possano farlo;

quanti cercano la pace possano trovarla.

E possa ognuno ritornare nella sua casa con la gioia di avere incontrato Gesù, Via, Verità e Vita. 





lunedì 28 maggio 2018

Quando si ama...




"Quando si ama non vi è nulla

di meglio che dare sempre tutto,

la propria vita, il proprio pensiero,

il proprio corpo,

tutto quel che si possiede;

sentire quel che si dà;

mettere tutto in gioco

e poter dare sempre di più".

(G. de Maupassant)

domenica 13 maggio 2018

La mamma



Auguri di cuore a tutte le mamme



 Maternità –Picasso1905






Supplica a Mia Madre
Pier Paolo Pasolini

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…