lunedì 12 novembre 2018

Gioia e impegno






Ieri giornata straordinaria per me, per la mia famiglia e per la fraternita  domenicana di Agognate.

Dopo quattro anni di formazione e attesa, ho emesso la promessa per  tutta la vita.

Ora sono laica domenicana, con grande gioia e trepidazione. La mia famiglia era con me e anche i gruppi di catechismo con i loro genitori e il mio parroco, promotore di questa partecipazione alla mia gioia.
Giornata dunque di festa e di preghiera, perché la felicità fosse piena.

Ora camminerò sul cammino tracciato da San Domenico, e trarrò forza da ciò che fece e disse Caterina da Siena.




«Scrivo a voi nel prezioso sangue suo, col desiderio di vedervi amatore della verità; la quale verità ci libera…»

Lettera  284 di santa Caterina da Siena










































Il dono di mio marito - una rosa bianca -


Festa con i bimbi



Foto di gruppo


Un caro amico, Riccardo

martedì 6 novembre 2018

Cosa aspetti a diventare un capolavoro?




Abramo era vecchio;
Giacobbe era uno sbruffone;
Lia era brutta;
Mosé era un balbuziente;
Gedeone era povero in canna;
Sansone era un donnaiolo credulone;
Raab era una prostituta;
Davide era un farabutto traditore;
Elia aveva tendenze suicide;
Geremia era depresso;
Giona era intollerante e razzista;
Rut era una povera vedova;
Giovanni Battista era stravagante;
Pietro era impulsivo e vigliacco;
Marta era apprensiva;
La Samaritana aveva fallito cinque matrimoni;
Zaccheo era avido e disonesto;
Tommaso non credeva a niente;
Paolo era un fondamentalista anticristiano;
Timoteo era timido e insicuro;
Tu sei... tu.

Ma Dio che si è servito di tutte persone "poco di buono" per il suo Regno,
farà anche di te un capolavoro, se la smetti di cercare scuse...


giovedì 25 ottobre 2018

Dire Dio oltre le nostre certezze





Molto interessante la conferenza di ieri sera di Timothy Radcliffe -  Teologo domenicano
Tenutasi al PIME di Milano, sul tema:

CREDERE OGGI NELL’ERA DEL FONDAMENTALISMO.

Esce il nuovo libro del domenicano teologo inglese che mette in guardia dal pericolo della imperante menzogna: «Nell'era della post-verità dobbiamo formare i più giovani all'onestà e alla razionalità»

 «Alla radice la libertà. I paradossi del cristianesimo» (Emi), il nuovo volume di Timothy Radcliffe, di cui anticipiamo qui un estratto. Domenicano inglese, teologo, già Maestro generale dei domenicani (dal 1992 al 2001), Radcliffe è considerato uno degli autori cattolici più autorevoli a livello internazionale. Apprezzato conferenziere, è stato nominato da papa Francesco consultore del Pontificio Consiglio Giustizia e pace. Risiede a Oxford, dove è stato insignito dalla locale università del titolo di “Doctor of Divinity”. 




E’ stato molto bello incontrarlo e ascoltare le sue riflessioni, con sempre quel pizzico di ironia gioviale.
Trasmette concetti e profonde riflessioni con tanta gioia, che infonde a chi lo ascolta.








martedì 23 ottobre 2018

Lo straniero






Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti alla conferenza mondiale sul tema “xenofobia, razzismo e nazionalismo populista, nel contesto delle migrazioni mondiali”

Sala Clementina
Giovedì 20 settembre 2018

 Viviamo tempi in cui sembrano riprendere vita e diffondersi sentimenti che a molti parevano superati. Sentimenti di sospetto, di timore, di disprezzo e perfino di odio nei confronti di individui o gruppi giudicati diversi in ragione della loro appartenenza etnica, nazionale o religiosa e, in quanto tali, ritenuti non abbastanza degni di partecipare pienamente alla vita della società.
Questi sentimenti, poi, – ha aggiunto il Papa – troppo spesso ispirano veri e propri atti di intolleranza, discriminazione o esclusione, che ledono gravemente la dignità delle persone coinvolte e i loro diritti fondamentali, incluso lo stesso diritto alla vita e all’integrità fisica e morale. Purtroppo accade pure che nel mondo della politica si ceda alla tentazione di strumentalizzare le paure o le oggettive difficoltà di alcuni gruppi e di servirsi di promesse illusorie per miopi interessi elettorali.

La dignità di tutti gli uomini, l’unità fondamentale del genere umano e la chiamata a vivere da fratelli, trovano conferma e si rafforzano ulteriormente nella misura in cui si accoglie la Buona Notizia che tutti sono ugualmente salvati e riuniti da Cristo, al punto che – come dice san Paolo: - “Non c’è giudeo né greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio né femmina, perché tutti [… siamo] uno in Cristo Gesù”.(Gal 3,28)

In questa prospettiva, l’altro è non solo un essere da rispettare in virtù della sua intrinseca dignità, ma soprattutto un fratello o una sorella da amare. In Cristo, la tolleranza si trasforma in amore fraterno, in tenerezza e solidarietà operativa. Ciò vale soprattutto nei confronti dei più piccoli dei nostri fratelli, fra i quali possiamo riconoscere il forestiero, lo straniero, con cui Gesù stesso si è identificato. Nel giorno del giudizio universale, il Signore ci rammenterà: «Ero straniero e non mi avete accolto» (Mt 25,43). Ma già oggi ci interpella: “Sono straniero, non mi riconoscete?”.

  E quando Gesù diceva ai dodici :« Non così dovrà essere tra voi » (Mt 20,26),non si riferiva solamente al dominio dei capi delle nazioni per quanto riguarda il potere politico, ma a tutto l’essere cristiano. Essere cristiani, infatti, è una chiamata ad andare controcorrente, a riconoscere, accogliere e servire Cristo stesso scartato nei fratelli.





lunedì 15 ottobre 2018

Conoscere Gesù



Abbiamo iniziato il catechismo in questo nuovo anno pastorale, abbiamo voluto recitare insieme ai genitori ai bambini questa preghiera…



Benedetto Dio
che mi ha donato la vita.

Benedetti papà e mamma
che me l’hanno trasmessa.

Benedetti quelli che apprezzano
la mia esperienza.

Benedetti quelli che condividono
con me il loro tempo.

Benedetti quelli che mi affidano
le loro gioie e le loro preoccupazioni.

Grazie per la gioia di vivere
che sempre mi accompagna.

Grazie per il bene ricevuto
e per quello donato.

Grazie per la luminosità
del tramonto che annuncia la sera.

Grazie Signore,
per il sereno e la tempesta,
per il dolore e la gioia,
per il riso e per il pianto,
per gli amici e i nemici
che hanno scandito
le mie stagioni

Grazie perché giunto alla sera della vita,
posso ringraziarti.





lunedì 8 ottobre 2018

Il silenzio





“Quando trovo in questo mio silenzio 
una parola scavata è nella mia vita come un abisso”.

G. Ungaretti

martedì 2 ottobre 2018

Angeli Custodi



ANGELO DI DIO
Angelo di Dio,
che sei il mio custode,
illumina,
custodisci,
reggi e governa me,
che ti fui affidato dalla Pietà celeste.
Amen.



Egli ha anche assegnato ad ognuno di noi un Angelo per nostra custodia. Il Signore dice: "Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato". (Es 23,20-22)



Assistimi, santo Angelo custode, 
soccorso nelle mie necessità,
conforto nelle mie sventure, protettore nei pericoli,
ispiratore di buoni pensieri, intercessore presso Dio,
scudo che respingi il maligno nemico, compagno fedele, amico sicurissimo,
 prudente consigliere, modello di obbedienza, specchio di umiltà e di purezza.
Assisteteci, Angeli che ci custodite, Angeli delle nostre famiglie,
Angeli dei nostri bambini,
Angeli delle nostre Parrocchie,
Angelo della nostra città,
Angelo del nostro paese,
Angeli della Chiesa, Angeli dell'universo.


giovedì 27 settembre 2018

L'arte e l'amore


Un’opera d’arte ci mostra l’amore del “nostro” 
bambino interiore






IL SIGNIFICATO – La scultura sembra una bella metafora della natura umana in conflitto, ma c’è un significato molto più profondo dietro di esso che si sviluppa solo quando il sole comincia a calare …’Come si sta facendo buio (che sia notte) i bambini cominciano a brillare. Questo splendore è un simbolo della purezza e della sincerità che unisce le persone quando arriva il momento buio’, spiega Milov.


giovedì 20 settembre 2018

Gocce di vita






“Riceverai nella misura in cui avrai donato”. 

Queste non sono solo parole: sono la legge. 

Se vivi e le metti in pratica, vedrai che in maniera
meravigliosa esse si concretizzeranno. 

Quando comincerai a dare, scoprirai di ricevere sempre più.
Non aver paura, non tenere nulla per te;
semplicemente, dai e continua a dare. 

Un cuore aperto e generoso attira a sé solo il meglio. 

Fai in modo che il tuo cuore sia aperto e disponibile, 
in modo da non trattenere nulla, e lascia che in esso
alberghi sempre lo spirito del dono. 

Guarda ciò che hai da dare e poi dallo,
senza curarti di cosa sia, poiché ogni dono offerto
contribuisce al completamento del tutto. 

Non aspettarti che qualcun altro venga a ritirare i tuoi doni,
ma dona volontariamente ciò che possiedi: così facendo,

scoprirai che esso si inserisce nel tutto, così come l’elemento di un
mosaico messo al posto giusto completa l’immagine.

E.Caddy

lunedì 17 settembre 2018

Santuario Madonna del Bosco - Novara



Riprendo come avevo accennato nell’ultimo post, la storia del Santuario della Madonna del Bosco di Novara (la mia città)
Santuario dove celebrai il mio matrimonio.
Dalla fede di un giovane nacque la devozione alla Madonna del Bosco
 L’origine del santuario al cui interno vi è una raffigurazione della Vergine Addolorata scolpita nel tronco di un olmo, risale alla vicenda del giovane Edoardo Lenta, il quale quattordicenne apprendista scultore, colto e di buona famiglia, decise con un amico di uscire dalla città per andare ad osservare da vicino l’accampamento dei soldati austriaci, eretto nei pressi dell’ancora attuale ponte della ferrovia sull’Agogna. Era il maggio 1859 nel bel mezzo della seconda guerra di Indipendenza e le truppe occupanti, circa 600 uomini, erano snervate dall’attesa dell’annunciato attacco dei franco-piemontesi. Fatto sta che i due ragazzi novaresi furono scoperti e subito inseguiti a suon di fucilate. L’amico fu ferito mentre Edoardo riuscì a infilarsi nel fitto bosco esistente nell’area dell’attuale stadio Piola, salì su un grosso olmo e si nascose tra le fronde, riuscendo a scampare il pericolo. Educato in una famiglia molto religiosa pregò per la sua salvezza e fece voto di scolpire nel tronco di quella pianta un’immagine della Madonna.
   


Otto anni più tardi, divenuto abile scultore di legno, tornò sul luogo e realizzò la scultura prendendo a modello il volto di una giovane contadina del posto, l’Angiolina Sguazzini, che pure ne ricavò notorietà. Tuttavia l’iniziale scultura non è come appare oggi, perché – essendosi prontamente sparsa tra le cascine la notizia dell’albero con l’immagine della Vergine – poco tempo dopo venne deturpata, spezzandone le mani, e Lenta ancora ritornò per ripararla e darle la forma attuale di Madonna Addolorata. Qualche anno dopo Edoardo (il cui fratello Napoleone fondò nel 1877 il Corriere di Novara) emigrò in Perù e scrisse al parroco di San Martino le vicende della statua.

Nel frattempo l’albero con l’effigie mariana era diventato luogo di preghiera e la sua notorietà si accrebbe in tutta Novara anche per alcune grazie ricevute e una guarigione ritenuta miracolosa. Nel 1880 il luogo fu dotato, per iniziativa di privati, di un altare e di panche e sei anni dopo, quando fu decretato l’abbattimento del bosco, grazie a una sottoscrizione partecipata anche a Galliate, Cameri e Romentino, si raccolsero le 700 lire necessarie a costruire la cappelletta in cui custodire la statua, tagliata dal tronco restante.


Migliorìe apportate negli anni.

È il piccolo santuario accanto al ponte della strada per Vercelli, consacrato nel 1892, che molti anziani novaresi ricordano ancora seppure dopo l’abbellimento del 1936. La nuova storia del santuario – ancora oggi luogo dove molti giovani desiderano sposarsi – ricomincia del 1969 quando, da una quindicina d’anni passato nella nuova parrocchia della Madonna Pellegrina guidata da don Giacomo De Giuli, si inaugura l’ampliamento che ha conferito l’aspetto attuale.








Vi fu anche un miracolo,una certa Cristina Bruneri nel 1875, presso il santuario, riacquistò la vista perduta due anni prima.



mercoledì 12 settembre 2018

12 settembre





Oggi doppio anniversario in famiglia.

Anniversario nozze, e compleanno mio figlio Gianluca.

Era il 12 settembre 1971, una mattina tiepida, con qualche gocciolina di pioggia…tanto per essere di buon auspicio. “Sposi bagnati, sposi fortunati”.




Una chiesetta, o meglio un Santuario, praticamente quasi sotto casa mia. Molto bella si chiama Santuario della Madonna del Bosco, con una bellissima storia, che più avanti racconterò.

Eravamo io Lucio e Lui. Lui, nostro Signore. Congiunti nella sacralità del matrimonio

Dono di grazia proprio di questo sacramento. Gli sposi sono ministri del sacramento e al tempo stesso coloro che lo ricevono. Con una scelta libera, ispirata dall’amore, l’uomo e la donna si legano l’uno all’altro, impegnando la propria persona e l’intera esistenza.




12 settembre 1974, nascita del secondogenito pulcino Gianluca.

Doppia gioia di settembre.













Ieri















Oggi





Dio, origine e fondamento delta comunità domestica, fa' che nella nostra famiglia sappiamo imitare le stesse virtù e tu stesso amore della tua Sacra Famiglia di Nazareth.Fa' che la tua grazia donata a noi net sacranento del Matrinonio, guidi i pensieri e le opere nostre verso il bene nostro e della nostra società di cui siamo cellula primaria.
Fa' che il nostro amore, abitato dal tuo, dimori più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, di ogni difficoltà che frequentemente incontriamo.
Fa' che la nostra famiglia sia nella Chiesa una presenza efficace e vi trovi sostegno e forza per realizzare il tuo piano di salvezza.
Così la tua presenza manterrà quella gioia che è segno di te e offerta di fiducia a tutti. Amen.


Preghiera per la Famiglia di Papa paolo VI

martedì 11 settembre 2018

11 Settembre 2001




Queste sono le drammatiche cifre degli attentati alle Torri Gemelle:  -
19 i dirottatori  - 2.974 i morti, di cui 2.603 a New York, 125 al Pentagono e 246 tra passeggeri e membri dell'equipaggio dei 4 aerei dirottati  - 6.291 i feriti  - 
90 i Paesi di origine delle vittime  -
17.400 le persone che si trovavano all'interno delle Torri gemelle al momento dell'impatto dei due aerei  - 
Almeno 200 le persone morte lanciandosi dal World Trade Center in fiamme 
411 i soccorritori morti, tra cui 341 pompieri   






venerdì 7 settembre 2018

Gioia e pace

Il santuario di Crea (nel comune di Serralunga di Crea, provincia di Alessandria)







SERRALUNGA DI CREA – Un clima di festa, di partecipazione e di grande calore umano ha accolto sabato pomeriggio al Santuario di Crea i tanti fedeli che hanno voluto essere presenti alla celebrazione eucaristica che ha accolto ufficialmente le sei monache della comunità domenicana Maria di Magdala, dell’Ordine dei Predicatori,  che ha iniziato la sua vita di preghiera, studio e accoglienza al Santuario.
 La cerimonia è stata presieduta dal Vescovo di Casale, mons. Gianni Sacchi. Alla celebrazione di accoglienza di sabato pomeriggio erano presenti, oltre alle autorità civili e militari, una delegazione dei frati dell’Ordine dei Predicatori (domenicani) con a capo il Promotore generale delle Monache Padre Cesar Valero Bajo, il Vicario del maestro generale per le monache domenicane dei monasteri italiani Padre Giuseppe Sabato, il rappresentante del Priore Provinciale Padre Massimo Rossi, e numerose monache provenienti da monasteri domenicani della Lombardia, della Toscana e delle Marche. 
La comunità monastica Maria di Magdala ha già preso dimora nei locali dell’ex foresteria San Paolo e, quando saranno terminati i lavori di ristrutturazione, occuperanno anche i locali dell’ex-foresteria San Gregorio e Casa della Gioia.

Molte fraternite e comunità  domenicane hanno partecipato all’accoglienza di queste  gioiose monache , anche noi di Novara- Agognate.













Parte della Fraternita di Novara-Agognate

Un panorama bellissimo