mercoledì 22 novembre 2017

Oggi ricordo il compleanno della mia mamma.


Cara mamma se allarghi le tue braccia, abbracciami, e tienimi stretta.


Dedicata a te mamma
Signore, facci ricordare
che il tuo primo miracolo,
alle nozze di Cana
lo facesti per aiutare
alcuni uomini a fare festa.
Facci ricordare
che chi ama gli uomini,
ama anche la loro gioia,
perché senza gioia
non si può vivere...
Fammi comprendere, Signore,
che il Paradiso è nascosto
dentro di noi.
Ecco, ora è qui,
nascosto dentro di me.
Se voglio, domani stesso,
comincerà a brillare veramente
per me
e durerà tutta la vita.

Fëdor Dostoevskij








domenica 19 novembre 2017

«I poveri li avrete sempre con voi…»



Giornata mondiale dei poveri
Oggi 19 novembre si celebra per la prima volta la Giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco al termine del Giubileo. Cos'è, come è nata e a chi è destinata. La "mobilitazione" delle diocesi.
Il Giubileo finisce, il Giubileo continua, perché la misericordia non è una parentesi nella vita della Chiesa.
In piazza San Pietro, insieme a Papa Francesco oggi i protagonisti sono  gli ultimi, gli scartati, gli uomini e le donne che incarnano i mille volti della povertà elencati dettagliatamente nella lettera apostolica Misericordia et misera. Ancora una volta, un grande abbraccio, come quello simbolicamente preconizzato dal “logo” della Giornata: una porta aperta e sul ciglio due persone, due mani tese che si incontrano dove ognuna offre qualcosa.



Chi sono i poveri?

Dolore, emarginazione, sopruso, violenza, torture, prigionia e guerra, privazione della libertà e della dignità, ignoranza e analfabetismo, emergenza sanitaria e mancanza di lavoro, tratta e schiavitù, esilio e miseria. L’elenco dei “mille volti” della povertà è al centro del Messaggio per la Giornata mondiale dei poveri. Verso di loro, spesso alziamo muri e recinti, pur di non vederli e non toccarli, dall’altro della nostra “ricchezza sfacciata”.
Sono i poveri gli invitati in piazza San Pietro, insieme a tutti noi, chiamati da Papa Francesco alla “condivisione” per non amare a parole ma con i fatti, come Francesco d’Assisi con il lebbroso. I poveri, ammonisce il Papa nel Messaggio, non sono i semplici destinatari di una buona pratica di volontariato. Non si può restare indifferenti “alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società”. L’invito alla prima
Giornata mondiale dei poveri è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa.

Molte diocesi si sono mobilitate, rispondendo all’appello di Papa Francesco, anche nella mia diocesi, stamane nelle Sante Messe sensibilizzazione, e invitati alla condivisione , educando anche i bambini , ragazzi e giovani, ad allargare le mani e tenderle verso il povero.




Santa Caterina da Siena
 "II prossimo ci è stato dato come mezzo per mostrare l'amore che nutriamo per Dio".

giovedì 16 novembre 2017

La Sapienza di Dio


La Sapienza di Dio tutto rinnova, prepara amici di Dio e profeti





 Libro della Sapienza 7,22-30

La Sapienza  È effluvio della potenza di Dio,
 emanazione genuina della gloria dell'Onnipotente;
 per questo nulla di contaminato penetra in essa.
È riflesso della luce perenne,
uno specchio senza macchia dell’attività di Dio
e immagine della sua bontà.
Sebbene unica, può tutto;
pur rimanendo se stessa, tutto rinnova
e attraverso i secoli, passando nelle anime sante,
prepara amici di Dio e profeti.
Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza.
Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione,
paragonata alla luce risulta più luminosa;
a questa, infatti, succede la notte,
ma la malvagità non prevale sulla sapienza.


Come vivere questa Parola?





domenica 12 novembre 2017

Giorno di grazia



Comunità dell'Annunciazione del Signore

Oggi sono stata immersa in questa bellissima natura, mi sono arricchita di bellezza spirituale.
Una giornata in fraternita.

Guardate quanto è bella questa  struttura conventuale dei domenicani.





































































































Il calore del focolare

































Alberi spogli






















   





venerdì 10 novembre 2017

Colori d'autunno



I colori di casa mia…



Appartengo all’Autunno. 
E in Autunno mi parlano tutte le cose che ho perso.





L’autunno è il silenzio prima dell’inverno.
(Proverbio francese)




Le foglie hanno lunghi preparativi, per un volo di qualche secondo






L’autunno è un andante grazioso e malinconico che prepara 
mirabilmente il solenne adagio dell’inverno.

(George Sand)



Dio ci ha donato la memoria, 
così possiamo avere le rose anche a dicembre.






Sono più miti le mattine

e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.


La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia.

La campagna una gonna scarlatta,

Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

(Emily Dickinson)




mercoledì 8 novembre 2017

Dante e Beatrice


Dante e Beatrice sulle rive del Lete (1889), opera del pittore venezuelano Cristóbal Rojas



Il canto XXX  nella struttura del Purgatorio,  è uno snodo  fondamentale, assistiamo alla comparsa di Beatrice che è allegoria della Teologia, e la scomparsa di Virgilio, che ha accompagnato fin qui il poeta, e ciò provoca in Dante un profondo turbamento e un pianto accorato, Beatrice dopo aspri rimproveri condurrà Dante a bagnarsi nell’acqua del Lete

All’apertura del canto, ci troviamo ormai nel Paradiso Terrestre, in prossimità del fiume Letè, dove, immergendosi, le anime si purificano per dimenticare i peccati terreni ed ascendere al Paradiso.





[…]
così fui sanza lagrime e sospiri
anzi ’l cantar di quei che notan sempre
dietro a le note de li etterni giri;                              93

ma poi che ’ntesi ne le dolci tempre
lor compartire a me, par che se detto
avesser: ’Donna, perché sì lo stempre?’,                    96

lo gel che m’era intorno al cor ristretto,
spirito e acqua fessi, e con angoscia
de la bocca e de li occhi uscì del petto.                     99

Ella, pur ferma in su la detta coscia
del carro stando, a le sustanze pie
volse le sue parole così poscia:                                102

"Voi vigilate ne l’etterno die,
sì che notte né sonno a voi non fura
passo che faccia il secol per sue vie;                       105

onde la mia risposta è con più cura
che m’intenda colui che di là piagne,
perché sia colpa e duol d’una misura                        108

Non pur per ovra de le rote magne,
che drizzan ciascun seme ad alcun fine
secondo che le stelle son compagne,                        111

ma per larghezza di grazie divine,
che sì alti vapori hanno a lor piova,
che nostre viste là non van vicine,                           114

questi fu tal ne la sua vita nova
virtüalmente, ch’ogne abito destro
fatto averebbe in lui mirabil prova.                         117

Ma tanto più maligno e più silvestro
si fa ’l terren col mal seme e non cólto,
quant’elli ha più di buon vigor terrestro.                 120

Alcun tempo il sostenni col mio volto:
mostrando li occhi giovanetti a lui,
meco il menava in dritta parte vòlto.                       123                          

Sì tosto come in su la soglia fui
di mia seconda etade e mutai vita,
questi si tolse a me, e diessi altrui.                         126

Quando di carne a spirto era salita,
e bellezza e virtù cresciuta m’era,
fu’ io a lui men cara e men gradita;                           
                                                                               129

e volse i passi suoi per via non vera,
imagini di ben seguendo false,
che nulla promession rendono intera.                        132

Né l’impetrare ispirazion mi valse,
con le quali e in sogno e altrimenti
lo rivocai: sì poco a lui ne calse!                                 135

Tanto giù cadde, che tutti argomenti
a la salute sua eran già corti,
fuor che mostrarli le perdute genti.                          138

Per questo visitai l’uscio d’i morti,
e a colui che l’ ha qua sù condotto,
li preghi miei, piangendo, furon porti.                         141

Alto fato di Dio sarebbe rotto,
se Letè si passasse e tal vivanda
fosse gustata sanza alcuno scotto                              144

di pentimento che lagrime spanda".




lunedì 6 novembre 2017


“Lavori in corso” di Francesco Guccini 


C' è bisogno di silenzio, c'è bisogno di ascoltare 
c' è bisogno di un motore che sia in grado di volare 
C' è bisogno di sentire, c'è bisogno di capire
c' è bisogno di dolori che non lasciano dormire
c' è bisogno di qualcosa, c'è bisogno di qualcuno 
c' è bisogno di parole che non dice mai nessuno. 
C' è bisogno di fermarsi, c'è bisogno di aspettare 
c' è bisogno di una mano per poter ricominciare 
c' è bisogno di domande, c'è bisogno di risposte 
c' è bisogno di sapere cose sempre più nascoste 
c' è bisogno di domani, c'è bisogno di futuro 
c' è bisogno di ragazzi che sono al di là del muro. 
C'è bisogno di un amore vero c’è bisogno di un amore grande 
C'è bisogno di un pezzo di cielo in questo mondo sempre più distante. 
C' è bisogno di silenzio, c'è bisogno di ascoltare 
c' è bisogno di un motore che sia in grado di volare 
c' è bisogno di sentire, c'è bisogno di capire 
c’è bisogno di dolori che non lasciano dormire 
c' è bisogno di qualcosa, c'è bisogno di qualcuno 
c' è bisogno di parole che non dice mai nessuno. 
C' è bisogno di un amore vero c'è bisogno di un amore immenso 
C 'è bisogno di un pezzo di cielo in questo mondo che ritrovi senso.

Abbiamo visto cose nuove abbiamo fatto tanta strada 
ma il mondo che verrà domani resta un'impresa da titani 
siamo tutti adesso importanti siamo tutti un po' più attori 
in questi grandi lavori in corso.

C' è bisogno di un amore vero c'è bisogno di un amore grande 
c' è bisogno di un pezzo di cielo in questo mondo sempre più distante. 
C' è bisogno di un amore vero c'è bisogno di un amore, amore 
c' è bisogno di un pezzo di cielo in questo mondo che abbia più colore.

C' è bisogno di memoria, c'è bisogno di pensare 
c’è bisogno di coraggio, c'è bisogno di sognare.




domenica 5 novembre 2017

Riflettendo...




“La mente non è un vaso  da riempire ma un fuoco da accendere
perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità.”


           (Plutarco)






Buona domenica sera!

giovedì 2 novembre 2017

I miei cari



Oggi ho voluto che i miei cari, che sono in altri cieli, fossero in mezzo a noi in maniera particolare.
Sulla tavola che tante volte abbiamo condiviso tutti insieme nella gioia delle feste trascorse insieme, fra risate e ricordi, ora mi sono rimasti i loro ricordi, le loro risate non le odo più. 

Un lume perché la luce della loro presenza non si spenga mai.





La morte è la curva della strada, di Fernando Pessoa 

La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.


martedì 31 ottobre 2017

Hallowen?



Hallowen

Penso che tutti sappiano che questa è una  festa pagana è di origine celtica, ha ormai fatto il giro del mondo e da un ventennio ha preso piede anche in Italia sebbene le sue origini si ritrovino all’interno della tradizione celtica: Per questo antico popolo, infatti, il Samain, che cadeva il primo di novembre, era la festività più importante dell’anno, durante la quale veniva celebrata la fine dell’anno celtico, nonché il matrimonio tra il dio delle tribù e la dea della natura. La vigilia di un giorno così importante, il 31 ottobre, si credeva fosse magica e portatrice di molti eventi strani.

Come ogni anno sul finire di ottobre nelle vetrine dei negozi  iniziano ad adornarsi di lanterne a forma di zucca,  i bambini  e i ragazzi vanno in giro travestiti da mostri per le strade, bussando di porta in porta, gridando all’unisono “Dolcetto o scherzetto?”.
I giovani indossano maschere macabre sanguinolente, teschi, zombi, travestimenti  orribili, ecc.

Mi domando in un mondo che ormai ci sono omicidi, violenza, sadismo, in cui trovi esseri umani davvero picchiati a sangue, uccisi a coltellate a bastonate presi a sassate, ma che voglia di giocare è questa?

Festa che esalta il buio, le tenebre,streghe, addirittura Satana, ma stiamo scherzando?

https://www.focus.it/cultura/mistero/halloween-in-arrivo-ecco-perche-la-festa-del-terrore-ci-piace-cosi-tanto

Non dimentichiamo che il 1° novembre, festa di Ognissanti, cosa simboleggia questa festa per la Cristianità
Troviamo le prime tracce di questa ricorrenza cristiana già durante il IV secolo d.C., sebbene all'epoca la ricorrenza cadesse in primavera e non nel tardo autunno come avviene oggi. La festa di Tutti i Santi, esattamente come il nome suggerisce, commemora tutti i santi della storia della cristianità. Infatti, nel calendario civile italiano, ogni giorno è dedicato ad un santo o a un martire, ma, in realtà, i santi della cristianità sono molti di più di 365 e per questo motivo, non tutti possono trovare spazio nel calendario.

Il 1° di novembre di ogni anno, si commemora il ricordo delle loro vite e dei loro martirii, ovvero si ricorda quanto importanti siano stati i loro sacrifici e i loro gesti per la storia cristiana.
Fu papa Gregorio IV, nell'835 d.C., a richiedere espressamente all'allora re franco Luigi il Pio di ufficializzare questa celebrazione come festa di precetto e fissare la sua data il 1° di novembre di ogni anno. Cosa che effettivamente accadde ed è rimasta tuttora invariata, nonostante siano trascorsi più di mille anni.

Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’eredità della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore. 
I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione. Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze. Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro. 
È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.


Guardiamo i santi come modelli per portare a compimento la vita dell’uomo.


Tutti i Santi, dipinto di Beato Angelico







lunedì 30 ottobre 2017

io





Oggi, dopo una ulteriore radiografia, si deciderà se continuare con il gesso, oppure sarà opportuno intervenire chirurgicamente, saprò cosa l’ ortopedico avrà in serbo per me.

Sono tranquilla, sia per una decisione che per l’altra, purché diminuisca il dolore costante a tutto il braccio.

Oggi ho da rallegrarmi, per tutto ciò che ho, famiglia, amici, pelosini, che non mi abbandonano un attimo…

Stamani il cielo è terso, azurrissimo, un sole tiepido riscalda. 
Sì perché il primo passo che faccio dopo essermi levata dal letto, è uscire sul balcone e guardarmi intorno. I passerotti che sul sempre verde , cinguettando e prodigandosi in piccoli voli, attendono i miei bocconcini di pane che getto a loro come primo atto della giornata.
I ciclamini sono in fiore, e i colori degli arbusti sono dorati, caldi.

Che bel vedere!







Buona giornata!

giovedì 26 ottobre 2017

La natura

“Natura” è ciò che vediamo -Emily Dickinson

“Natura” è ciò che vediamo –                                          
La Collina – il Pomeriggio –

Lo Scoiattolo – l’Eclissi – il Bombo –
Di più – la Natura è Cielo –
“Natura” è ciò che udiamo –
Il Bobolink – il Mare –
Il Tuono – il Grillo –
Di più – la Natura è Armonia –

“Natura” è ciò che sappiamo –
Ma non abbiamo l’Arte di dire –
Così impotente è la nostra Sapienza         

Di fronte alla Sua Sincerità –



























Di fronte alla Sua Sincerità –