mercoledì 30 novembre 2016




Avrete visto ieri sulla home page di Google, il doodle per il 184mo anniversario della nascita di Louisa May Alcott ,scrittrice americana autrice di Piccole Donne. Una grande donna che ha combattuto per l'abolizione della schiavitù e il diritto di voto per le donne. 



Louisa May Alcott, nata nel 29 novembre 1832 a Germantown, è una scrittrice statunintense figlia del filosofo Amos Bronson Alcott. Louisa era la seconda di quattro sorelle: Anna Bronson, Elizabeth Sewall e Abigail May.
Ricevette un'educazione privata da suo padre, da Ralph Waldo Emerson, da Nathaniel Hawthorne e da Margaret Fuller; lesse e ammirò la Dichiarazione dei Sentimenti, pubblicata dalla Seneca Falls Convention sui diritti delle donne. Da adulta divenne un'abolizionista e una femminista.
A causa delle condizioni economiche in cui gravava la famiglia, fu costretta a lavorare fin da giovane come insegnante occasionale, sarta, governante, aiutante e, in seguito,
scrittrice. Anche le sue sorelle supportarono la famiglia, lavorando come sarte e governanti. La scrittura divenne per lei un modo per sfogare il suo stress e la sua creatività, scrivendo libri usando a volte lo pseudomino di A. M. Barnard.
Nel 1858, la sorella minore Lizzie morì e la sorella maggiore Anna si sposò con John Pratt.
Nel 1879, pure la sorella più piccola, May, morì e Louisa prese a carico la nipote.
Negli ultimi anni, divenne una sostenitrice del suffragio universale esteso alle donne e fu la prima donna a iscriversi alla lista dei votanti a Concord in un'elezione scolastica.
Prima del suo celeberrimo romanzo “Piccole Donne”, scrisse diversi libri quali Fiabe di Fiori, Quadri tratti da un ospedale, Mutevoli Umori... Il successo letterario lo ricevette nel 1868 con la pubblicazione della prima parte di Piccole Donne(Meg, Jo, Beth ed Amy), un racconto semi-autobiografico nel quale descrisse gli episodi della sua infanzia con le sorelle a Orchard House (chiamata così per la presenza di alberi di mele) in Concord, quest'ultimo fu anche il luogo nel quale la scrittrice statunintese scrisse il romanzo. Seguirono altri romanzi : Piccole Donne Crescono, Piccoli Uomini, e, I Ragazzi di Jo.



Piccole Donne è un romanzo che tutte le ragazze in età adolescenziale hanno letto e riletto,  è stato fatto anche un film, che ho stravisto. Forse la storia di questo quattro ragazze mi ricordava la mia famiglia noi eravamo cinque sorelle. In famiglia ne parlavamo sempre nel giorno di Natale dove ci ritrovavamo tutte, e si rideva e scherzava, giocando  a chi ricordava più frasi celebri del romanzo:


“L'amore è un fiore che sboccia dovunque, compie i suoi dolci miracoli sfidando il gelo dell'autunno e la neve dell'inverno e torna a rifiorire, turgido e fragrante durante il corso dell'anno, rendendo felice chi lo dona e chi lo riceve”.

“Non desidero essere cattiva, ma voglio essere felice.”

“Vorrei che portassimo ferri da stiro sulla testa per impedirci di crescere. Ma disgraziatamente i boccioli diventano rose e i gattini gatti!”

“Natale non sarà Natale senza regali”, Che cosa tremenda essere poveri!”





Alcune immagini del film






martedì 29 novembre 2016

Dedicato ai genitori





Dedicato ai genitori che difendono i figli contro tutto e tutti, 
anche se hanno torto.

Un detenuto, prima di essere giustiziato, come ultimo desiderio ha chiesto una penna. Dopo diversi minuti di scrittura, ha voluto che la seguente lettera fosse inviata alla madre.
Ecco la sua lettera dedicata alla madre:

“Cara mamma, se mai fosse esistita realmente una giustizia, oggi non sarei giustiziato da solo, ma saremo in due. Sei la mia complice in tutto questo, anzi sei colpevole anche della vita che mi toglieranno. Ti ricordi quando ho rubato la bicicletta ad un ragazzino e l’ho portata a casa? Sei stata tu, che invece di sgridarmi, mi hai dato una mano a nasconderla per non farla vedere a papà.
E ancora, hai dimenticato quando ho rubato i soldi da quel portafogli? Anche lì sei stata mia complice, quei soldi li abbiamo spesi insieme. Ti ricordi quando, dopo aver litigato con mio padre, lui poi se n’è andato? Avevo copiato all’esame, avevano scoperto il mio imbroglio e avevano deciso di espellermi. Lui voleva che studiassi e credeva in me.
Invece di dargli ragione e punirmi, hai deciso di andare contro la sua rabbia, contro gli insegnanti e per questo mi hai privato della possibilità di imparare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, mi hai indirizzato in un mondo di delinquenza.
Mamma non posso odiarti per questo, sei pur sempre mia madre. Io ero un bimbo vivace, crescendo sono diventato problematico e sono diventato quello che sono oggi: un uomo aggressivo ed intollerante.
Ero piccolo e non capivo la differenza tra giusto e sbagliato, avevo bisogno di qualcuno che mia indicasse la via, non di qualcuno che mi desse un premio anche quando sbagliavo. Ma ti perdono! Il mio desiderio è quello che tu faccia leggere questa lettera a tantissimi genitori, affinché nessuno ripeta questo errore. Perché i genitori, con la loro educazione, sono responsabili di chi saranno i figli, nel bene e nel male.
ti ringrazio per avermi donato la vita ma anche per avermi aiutato a perderla.
Il tuo figlio delinquente.”

Non dimenticare mai:


Chi si rifiuta di punire il figlio, non lo ama. Chi lo ama non esita a sgridarlo. (proverbi 13: 24)
L’ istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo (Nelson Mandela)
Istruzione e rimprovero comincia nei primi anni dell’infanzia e durano fino a l’ultimo giorno di vita (Pitagora)
Educa i bambini, e non sarà necessario punire gli adulti (Pitagora)
Questa è una lettera che dovrebbero leggere tutti i genitori che giustificano i propri figli per ogni azione.

domenica 27 novembre 2016

Andiamo incontro al Signore che viene.





Salmo 121

Quale gioia, quando mi dissero:
“Andremo alla casa del Signore!”.

Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;

sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: “Su te sia pace!”.

Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.






sabato 26 novembre 2016

Alba

L’alba di un nuovo giorno


Stamane alle 7


Stamane alle 7 dalla finestra di casa mia



La mia  “alba” vintage.

foto scattata a Fano, avevo 21 anni




Buona lieta giornata a tutti !!!

giovedì 24 novembre 2016

Il Natale che vorrei.



Il Natale che vorrei..

Il Natale che vorrei  oggi, è diverso da ciò che è stato nei miei sogni  infantili.
 Luci colorate,  scatole  con nastri colorati, l’ abete addobbato con luci intermittenti, sottofondo musicale , Stille Nacht (notte silente), presepe  con effetti di luce nella capanna, angeli,  greggi con i pastori… La stella.
E neanche quello che parla di bontà, fra i solchi dei rancori, che attende questo giorno per tendere la mano, e il giorno successivo ritirarla. Non vorrei più il Natale di circostanza, quello del sorriso stirato come la camicia della festa, o dell’augurio virtuale associato alla lista dei contatti.
Il Natale di oggi, vorrei fosse di quelle persone che nessuno vuole, che  i ben pensanti credono siano  un peso per la nostra società,  vorrei che si sentissero almeno accettati, che non sia lesa la loro dignità.
Vorrei un Natale dove ognuno ci mettesse del suo a rispettare la terra in cui viviamo, che ci è stata data in prestito, affinché ce ne prendessimo cura.
Un Natale dove i bambini non venissero sfruttati, le donne non uccise e gli anziani non maltrattati e lasciati a morire in solitudine. Un Natale dove le persone che soffrono negli Ospedali, negli  Hospice, trovino conforto e accompagnamento verso il “dopo” qualunque sia la loro religione.


Un Natale che si legga non nelle parole, ma nelle azioni, di chi lavora e cresce con saggezza, e fa della sua vita una dimora dove Cristo  sceglie di nascere ogni giorno.



mercoledì 23 novembre 2016




“Appartenere a qualcuno significa entrare con la propria idea nell'idea
 di lui o di lei e farne un sospiro di felicità.”

Alda Merini

martedì 22 novembre 2016

Dedicato a...

Mamma
Nessuna parola è più bella, la prima che s’impara e che si ama. Oggi sarebbe stato il tuo compleanno, io alzo gli occhi al cielo, ti arriverà il mio pensiero d’amore per te.
Cara mamma Dio ti ha tra le braccia, ed io nel cuore




domenica 20 novembre 2016

OGGI CRISTO RE DELL’UNIVERSO



Quas Primas,

è un'enciclica di papa Pio XI, promulgata l'11 dicembre 1925, sul tema della Regalità di Cristo. 
Con questa enciclica il Pontefice istituì la Solennità di Cristo Re.

Introduzione

Nella prima Enciclica che, asceso al Pontificato, dirigemmo a tutti i Vescovi dell'Orbe cattolico — mentre indagavamo le cause precipue di quelle calamità da cui vedevamo oppresso e angustiato il genere umano — ricordiamo d'aver chiaramente espresso non solo che tanta colluvie di mali imperversava nel mondo perché la maggior parte degli uomini avevano allontanato Gesù Cristo e la sua santa legge dalla pratica della loro vita, dalla famiglia e dalla società, ma altresì che mai poteva esservi speranza di pace duratura fra i popoli, finché gli individui e le nazioni avessero negato e da loro rigettato l'impero di Cristo Salvatore.
Pertanto, come ammonimmo che era necessario ricercare la pace di Cristo nel Regno di Cristo, così annunziammo che avremmo fatto a questo fine quanto Ci era possibile; nel Regno di Cristo — diciamo — poiché Ci sembrava che non si possa più efficacemente tendere al ripristino e al rafforzamento della pace, che mediante la restaurazione del Regno di Nostro Signore.[…]

I vantaggi della festa di Cristo Re

Giunti al termine di questa Nostra lettera Ci piace, o Venerabili Fratelli, spiegare brevemente quali vantaggi in bene sia della Chiesa e della società civile, sia dei singoli fedeli, Ci ripromettiamo da questo pubblico culto verso Cristo Re.
Col tributare questi onori alla dignità regia di nostro Signore, si richiamerà necessariamente al pensiero di tutti che la Chiesa, essendo stata stabilita da Cristo come società perfetta, richiede per proprio diritto, a cui non può rinunziare, piena libertà e indipendenza dal potere civile, e che essa, nell’esercizio del suo divino ministero di insegnare, reggere e condurre alla felicità eterna tutti coloro che appartengono al Regno di Cristo, non può dipendere dall’altrui arbitrio.[…]

Dato a Roma, presso S. Pietro, il giorno 11 Dicembre dell’Anno Santo, quarto del Nostro Pontificato.
PIUS  PP. XI

L'appellativo di "Cristo Re" ha origine da alcuni passi biblici, a volte anche in altre forme diverse come: "Cristo, re di Israele", "Re dei re", "Re della Terra", "Re delle nazioni" ecc.

Nel Nuovo Testamento  Gesù viene detto  Re dei Giudei ,  Re d'Israele, Re dei re  per un totale di 35 volte, soprattutto nei racconti della passione e Figlio di Davide.


Salmo 121.

Quale gioia quando mi dissero:/
"Andremo alla casa del Signore!"




giovedì 17 novembre 2016




Catechismo e famiglie






Ieri sera, noi catechisti, abbiamo avuto una riunione di verifica con il parroco. E’ demoralizzante dover constatare  che i genitori, parcheggiano i ragazzini in parrocchia,non si interessano per niente del percorso che striamo facendo con i loro figli, a loro importa sapere per tempo,(diciamo molto tempo prima), la data in cui riceveranno i Sacramenti Comunione e Confermazione, per prenotare dove faranno il pranzo.
Una testimonianza assai singolare per essere genitori responsabili. Alla santa messa domenicale, li accompagnano sulla porta della chiesa e vengono a prenderli alla fine. Quindi non lamentiamoci se poi i valori della vita non sanno neppure cosa sono. Il rispetto, l’esempio, la coerenza, la tolleranza…



  Racconto una storiella
Sui muri e sul giornale della città comparve uno strano annuncio funebre: «Con profondo dolore annunciamo la morte della parrocchia di Santa Eufrosia. I funerali avranno luogo domenica alle ore 11».
La domenica, naturalmente, la chiesa era di Santa Eufrosia era affollata come non mai. Non c'era più un solo posto libero, neanche in piedi. Davanti all'altare c'era il catafalco con una bara di legno scuro. Il parroco pronunciò un semplice discorso: «Non credo che la nostra parrocchia possa rianimarsi e risorgere, ma dal momento che siamo quasi tutti qui voglio fare un estremo tentativo. Vorrei che passaste tutti qui davanti alla bara, a dare un'ultima occhiata alla defunta. Sfilerete in fila indiana, uno alla volta e dopo aver guardato il cadavere uscirete dalla porta della sacrestia. Dopo, chi vorrà potrà rientrare dal portone per la Messa».
Il parroco aprì la cassa. Tutti si chiedevano: «Chi ci sarà mai dentro? Chi è veramente morto?». Cominciarono a sfilare lentamente. Ognuno si affacciava alla bara e guardava dentro, poi usciva dalla chiesa. Uscivano silenziosi, un po' confusi. Perché tutti coloro che volevano vedere il cadavere della parrocchia di Santa Eufrosia e guardavano nella bara, vedevano, in uno specchio appoggiato sul fondo della cassa, il proprio volto.




Buona giornata a tutti!

martedì 15 novembre 2016

Autunno



Di -  Hermann Hesse

“Così cadono le fronde intorno all’albero in autunno: 
esso non ne sa nulla, la pioggia
lo bagna o lo colpisce il sole o il gelo, 
la vita gli si ritrae lentamente
in uno spazio minimo e intimo. 
Esso non muore: Aspetta”

lunedì 14 novembre 2016

Nel giorno del Signore



Ieri ho trascorso una lieta giornata insieme ai miei confratelli e consorelle.
Una giornata densa di emozioni. Nella santa messa la professione perpetua di una consorella, una grande gioia nella fraternità.

























La proclamazione della Parola, al centro della giornata. Il Vangelo di Luca 25,5-19.

Il pensiero degli ultimi giorni. Tutto ha fine, ma quando sarà la fine?
A chi ammirava   le bellezze del tempio di Gerusalemme Gesù annuncia la catastrofe di quelle pietre. Il futuro sconosciuto genera paure e domande alla ricerca di risposte e di tranquillità.
Chi legge il Vangelo intuisce che prima della fine futura, quello che conta è il presente.
La "fine" è legata alla testimonianza resa a Lui oggi, vivendo la verità, la giustizia, l'amore, fedeli al Vangelo. “ Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”.
«Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Dunque il cristiano vive nel mondo, ma non deve farsi schiavo del mondo.

La misericordia, l’umiltà, la confessione, la pace, la carità. Sono queste le cose che dobbiamo portare con noi e allora attenderemo con sicurezza la venuta del giudice, che «giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti»” (sant’Agostino).





Il Signore giudicherà il mondo con giustizia

Risuoni il mare e quanto racchiude,/

Il mondo e i suoi abitanti./

I fiumi battano le mani,/

esultino insieme le montagne/

davanti al Signore che viene a giudicare la terra.


(Salmo 97,5-9)